MILANO – E’ un romanzo molto forte, accattivante, capace di tenere il lettore incollato pagina dopo pagina, il libro La figlia femmina mette in discussione ogni nostra incertezza. Il racconto scritto nella sua più totale modernità di linguaggio riflessivo, intende mettere in luce una serie di problematiche che destano, al contempo, il sospetto che i colpevoli siano innocenti e le vittime i carnefici.

Il capolavoro de La figlia femmina, scritto con magistrale intelligenza e grande capacità di narrazione, apre le porte della cultura letteraria ad una giovane scrittrice, Anna Giurickovic Dato, di cui certamente sentiremo molto parlare. L’autrice molto brava ad intrecciare due diversi tratti temporali che lasciano il fiato sospeso fino alla fine.

Il romanzo La figlia femmina è ambientato tra il Marocco e l’Italia dove le violenze si mescolano con la vita quotidiana. E’ la vita di una famiglia di un diplomatico italiano che vive apparentemente nella normalità ma che invece nasconde orrori. Giorgio, il padre, orco violento sempre presente; la madre Silvia che nulla sospetta, accecata dai sogni; poi la figlia Maria che si divide nell’agitazione di un conflitto diviso fra traumi e emozioni.

Anna Giurickovic Dato, per essere all’esordio, ha giocato con grande maturità suscitando una tensione emotiva crescente. Brava a costringere il lettore ad entrare nei meccanismi organizzati da Maria che da vittima, appunto, diventerà carnefice. Anna Giurickovic Dato è una scrittrice giovane che mostra tutto il suo talento attraverso un romanzo il quale mette a nudo un tema di violenza molto attuale. L’autrice de La figlia femmina è destinata ad entrare nell’olimpo della letteratura.