Durante una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Reggio Calabria, una squadra di 50 uomini della mobile ha catturato Giuseppe Pelle. Il boss, 58 anni, capo strategico e membro della “Provincia” criminale calabrese, l’organismo di raccordo dell’ala operativa di tutti i clan reggini, era ricercato dal 2016. È stato catturato nel suo rifugio sito a Condofuri, in un luogo isolato ed impervio da raggiungere, protetto anche dal greto della fiumara. Sorpreso nella notte insieme a tre fiancheggiatori, la cui posizione è al vaglio della Procura, non ha opposto resistenza ed era anche disarmato.
Pelle appartiene alla potente famiglia di San Luca, retta in precedenza dal padre Antonio detto “Gambazza” – legato – avendo sposato Marianna Barbaro, della famiglia Barbaro di Plati’. Pelle deve scontare un residuo di pena di 2 anni e 5 mesi per associazione e tentata estorsione. È stato raggiunto, durante la latitanza, da un nuovo ordine di custodia cautelare per l’inchiesta “Mandamento Jonico”, indagato per tentata estorsione e illecita concorrenza per aver tentato di appropriarsi dei proventi derivanti dai lavori pubblici nella zona della Locride, soprattutto nei comuni di Siderno, Palizzi, Condofuri e Natile di Careri.
In suo nome è comparso anche nell’inchiesta “Reale”, che ha portato alla luce e dimostrato l’influenza della ‘ndrangheta nella campagna elettorale per le regionali del 2010. L’abitazione di Giuseppe Pelle, all’epoca, era il luogo di ritrovo e di pellegrinaggio di alcuni politici che andavano in cerca dell’appoggio politico tramite il boss. Tra di essi i candidati alle elezioni regionali: Santi Zappala’ ex Forza Italia, l’ex senatore Antonio Caridi che è stato sorpreso proprio a casa del boss. Caridi era il candidato della famiglia Pelle come ha dichiarato Sebastiano Pelle durante una intercettazione, definendolo il “candidato del fratello Giuseppe”. Un appoggio elettorale, quindi, provato sicuramente in cambio di appalti pubblici.
I suoi legami non si limitavano alla politica, aveva anche appoggi all’interno delle forze dell’ordine grazie a Giovanni Zumbo, ex amministratore giudiziario e collaboratore dei servizi che aveva informato in anticipo Pelle dell’operazione “Crimine Infinito ”
L’arresto di Giuseppe Pelle rappresenta un duro colpo inferto alla ‘ndrangheta operativa sia a livello criminale vero e proprio sia a livello politico-mafioso.