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Condannati in liberta’: i latitanti che l’Italia non rivuole

| 5 Aprile 2018 | CRONACA

Siamo il paese di Pulcinella! Uno Stato incapace di farsi rispettare nei rapporti internazionali, che condanna responsabili di stragi ed omicidi eccellenti e poi se li fa sfuggire da sotto il naso e non riesce a riportarli in Italia, nelle patrie galere come è giusto che sia.

Così numerosi latitanti si trovano a vivere liberamente in molti paesi stranieri, ben protetti dalle leggi degli Stati ospiti, anche se l’Italia stila accordi bilatelali come nel caso con gli Emirati Arabi Uniti, poi il Parlamento italiano non rettifica il trattato autorizzando implicitamente la libertà dei condannati.

Passano i governi, passano gli anni e loro si beffano delle condanne passate in giudicate. Ad esempio: ex terroristi rossi e neri ricercati per concorso esterno in associazione mafiosa o trafficanti di cocaina, trovano riparo all’estero e non vengono estradati. – Un miraggio vederli finalmente consegnati alla giustizia Italiana.

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Paesi come Argentina, Brasile, Nicaragua, Gran Bretagna, Spagna ed Emirati Arabi Uniti si oppongono alle estradizioni spesso perché ritengono le nostre leggi sfavorevoli alla difesa dei condannati. Un caso su tutti è quello di Cesare Battisti, ospite in Brasile che nega l’estradizione poiché ritiene l’ergastolo una forma di tortura. Il governo italiano pur di riportarlo in Italia, era disposto a commutare la pena dell’ergastolo in 30 anni di reclusione, ma la posizione del Brasile non è cambiata.

Anche i cugini d’oltrAlpi non sono da meno. Giorgio Pietrostefani, ex dirigente di lotta continua condannato a 22 anni insieme ad Adriano Sofri per l’omicidio del commissario Luigi Calabresi avvenuto a Milano il 17 maggio 1978, si trova libero e spensierato in Francia. Come anche Sergio Tornaghi, legato alla colonna milanese “Walter Allasia”, Simonetta Giorgieri e Carla Vendetti, brigatiste rosse coinvolte nei delitti Biagi e D’Antona e Enrico Villeburgo condannato nel processo Moro Ter.

In Spagna ha trovato riparo Claudio Lavazza, compagno di battaglia di Cesare Battisti che combatteva in nome dei proletari armati per il comunismo di cui pende una condanna a suo carico per l’omicidio del gioelliere Pierluigi Torregiani. A Londra vive Vittorio Spadavecchia che ha assaltato una sede dell’OLP a Roma. Il Perù è il rifugio per Oscar Tagliaferrri, coinvolto nella strage di Via Adige a Milano del primo dicembre 1978.

Ci sono poi coloro che sfuggono alla giustizia italiana grazie all’acquisizione di nuove cittadinanze come il caso di Mauro Lojacono e Alessio Casimirri, condannati per il sequestro Moro e divenuti rispettivamente: il primo cittadino svizzero e il secondo nicaraguense. Ci sono i nove latitanti che hanno scelto una meta lussuosa come Dubai: i trafficanti di cocaina camorristi Gaetano Schettino e Raffaele Imperiale, ma anche il condannato per reati fiscali come Andrea Nocera condannato per bancarotta fraudolenta, Giancarlo Tulliani cognato di Gianfranco Fini ed Alberico Cetti Serbelloni imprenditore ricercato per evasione fiscale. Infine Amedeo Matacena jr, ex parlamentare condannato per collusione con la ‘ndrangheta.

Tutti condannati liberi di vivere senza pagare il conto con la giustizia che spesso si dichiarano perseguitati dalla nostra magistratura.

Il nostro paese firma trattati che non rettifica, tratta abbassando le pene per i condannati senza  ottenere nulla. Siamo lo zimbello del mondo!

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