Si è tenuto ieri a Palazzo Bovara, Milano, un’incontro organizzato da Noi Moderati dal titolo “Retribuzioni, caro casa e costo della vita: una sfida per Milano, una sfida per il Paese” incentrato principalmente sul decreto legge, nonchè grande battaglia di Noi Moderati, del Salario Giusto (Decreto Primo Maggio).
A prendere per primo la parola è stato Alessandro Colucci (Coordinatore politico di Noi Moderati) che, dopo aver ringraziato gli esponenti locali presenti fra cui Raffaele Cattaneo (Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia), Nicolas Gallizzi e Manfredi Palmeri (Consiglieri Regionali) e Mariangela Padalino (Capogruppo al Consiglio Comunale di Milano), è subito entrato nel vivo della questione ricordando come Milano viva una chiara situazione di crisi abitativa.
Secondo i dati riportati sarebbero 20000 gli alloggi mancanti in città, 60000 se si guarda all’intera area metropolitana. Colucci ha inoltre ricordato come il costo della vita vada combattuto con il giusto salario frutto della contrattazione collettiva e non con misure assistenzialistiche calate dall’alto.
Il coordinatore ha poi concluso il suo intervento ricordando come a Milano serva un nuovo corso politico che riporti la città ad essere vivibile e foriera di nuove opportunità.
La parola è quindi passata a Mariastella Gelmini, capo delegazione del gruppo al Senato, la quale ha voluto da subito ricordare come il carovita sia ormai divenuto eccessivo, al punto che molti lavoratori di ogni fascia e professione faticano ad arrivare alla fine del mese.
L’onorevole ha però anche rimarcato quanto dichiarato da Colucci in precedenza, aggiungendo che il metodo per risolvere il problema non deve essere un assistenzialismo piatto ma misure che premino il merito e di come non serva un salario minimo, quanto un salario giusto frutto di contrattazione sindacale e adeguato alle esigenze dei lavoratori.
L’incontro è quindi entrato nel vivo con l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone, la qual fin da subito ha voluto inquadrare l’approvazione del Decreto Primo Maggio sul Salario + Giusto come parte di un percorso iniziato lo stesso Primo Maggio di tre anni fa con il superamento del Reddito di Cittadinanza. Calderone ha poi dichiarato che l’attuale modello di inclusione sociale tramite l’inclusione lavorativa funziona, così come confermato dai dati sulla disoccupazione inferiori alla media europea e al numero degli inattivi in calo, oltre che dall’accoglimento favorevole del provvedimento da parte di sindacati quale la UIL guidata da Bombardieri.
Il ministro ha poi ricordato come il governo abbia esteso le tutele del reddito di inclusione ad alcune categorie precedentemente escluse, come le donne vittime di violenze o i lavoratori che denunciano situazioni di capolarato. In conclusione ha poi voluto rimarcare come il lavoro svolto non sia stato pensato per creare provvedimenti “slogan”, ma dalla volontà di intersecare i vari provvedimenti per risolvere i problemi delle persone.
La conclusione dell’incontro è stata poi affidata al Presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, il quale ha voluto ringraziare gli organizzatori e il ministro sottolineando anche l’importanza di avere trovato a Milano un momento per raccontare quanto di buono si sia fatto in tema di lavoro. Lupi ha poi voluto offrire una sua idea di come poter risolvere l’annoso problema dei giovani nel mondo del lavoro fornendo alcune proposte come: l’istituzione di un cassetto previdenziale alla nascita in stile tedesco, ove lo stato depositi annualmente un contributo che vada a costituire un fondo garantito e l’azzeramento della tassazione per i giovani lavoratori per contrastare il fenomeno dei salari d’ingresso troppo bassi. L’attenzione poi si sposta sui caregiver: 8 milioni di persone oggi scelgono di occuparsi di parenti anziani o malati de facto alleggerendo il carico sul welfare. La proposta di Lupi è che lo stato si faccia carico dei loro contributi figurativi così che non perdano anni di lavoro a fini pensionistici.
Infine il Presidente ha voluto lanciare un segnale agli alleati: basta con il totonomi per il futuro candidato Sindaco di Milano, ma piuttosto identificare delle proposte precise ascoltando la voce dei cittadini. Lupi ha poi chiosato ricordando come il centro-destra sia nato proprio a Milano e sarebbe assurdo se proprio nel capoluogo lombardo dovesse dividersi. “Bisogna allargare senza escludere nessuno.” ha concluso Lupi.