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Droga, Bonomelli (Comunità Lautari): al via la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che aumenti le pene per gli spacciatori e dia maggiore sostegno a famiglie e comunità

| 26 Giugno 2026 | ATTUALITÀ

Una legge di iniziativa popolare per riformare l’approccio italiano al contrasto delle droghe e al recupero delle persone con dipendenze. È l’iniziativa promossa da Andrea Bonomelli, presidente della Comunità Lautari, in occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga del 26 giugno.

La proposta sarà accompagnata, nelle prossime settimane, da una raccolta firme nazionale che Lautari punta a sostenere attraverso mille banchetti distribuiti su tutto il territorio italiano, coinvolgendo volontari, famiglie, operatori e cittadini.

«Da troppo tempo – dichiara Bonomelli – il tema delle dipendenze viene affrontato con interventi frammentari e spesso ideologici. Noi vogliamo riportare al centro il diritto dei giovani a vivere liberi dalla droga e il dovere dello Stato di contrastare chi lucra sulla fragilità delle persone».

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Il disegno di legge si articola in quattro punti principali: l’inasprimento delle pene per gli spacciatori; l’eliminazione del principio della cosiddetta “modica quantità” detenibile; un piano nazionale di sostegno economico e amministrativo destinato agli ex tossicodipendenti e alle persone che concludono un percorso nelle comunità terapeutiche; l’attivazione di programmi strutturati di formazione e supporto rivolti alle famiglie coinvolte in situazioni di dipendenza.

«Lo spaccio continua a distruggere vite e famiglie mentre troppi giovani vengono lasciati soli davanti a sostanze sempre più aggressive e pericolose. Non possiamo continuare a considerare normale che interi quartieri siano ostaggio del mercato della droga», afferma Bonomelli.

Tra gli obiettivi della proposta figura anche il rafforzamento del ruolo delle comunità terapeutiche storiche, che Lautari considera un elemento centrale delle politiche di prevenzione, cura e reinserimento.

«Le comunità hanno maturato in decenni di lavoro un patrimonio di esperienza che non può essere ignorato. Chiediamo che siano coinvolte stabilmente nei percorsi di formazione rivolti ai genitori, nelle attività educative per i giovani e nei programmi di reinserimento sociale. La prevenzione non si fa soltanto con gli slogan, ma mettendo a disposizione competenze e testimonianze concrete».

La proposta interviene inoltre sul tema del reinserimento sociale delle persone che hanno completato un percorso di recupero, chiedendo una semplificazione delle procedure amministrative e un maggiore sostegno all’inclusione.

«Chi esce dalla dipendenza deve trovare porte aperte, non nuovi ostacoli amministrativi. Serve una rete che favorisca l’accesso al lavoro, alla formazione e all’autonomia. Ogni persona recuperata rappresenta una vittoria per l’intera comunità».

Da qui l’appello rivolto al mondo della politica.

«Chiediamo a tutti i partiti, al di là delle appartenenze ideologiche, di sostenere questa iniziativa. Le dipendenze non hanno colore politico e non possono diventare terreno di scontro. Invitiamo parlamentari, amministratori locali, associazioni e cittadini a sottoscrivere la proposta e a contribuire a una grande mobilitazione nazionale. È il momento di scegliere da che parte stare: dalla parte di chi spaccia morte o dalla parte di chi ogni giorno lavora per restituire dignità, libertà e futuro a migliaia di persone».

La raccolta firme sarà presentata ufficialmente nei prossimi giorni e coinvolgerà tutte le regioni italiane attraverso una rete di banchetti, eventi pubblici e momenti di confronto promossi dalla Comunità Lautari insieme alle realtà che aderiranno alla campagna.

TAG: Andrea Bonomelli, Comunità Lautari, Cooperativa Sociale Lautari, Lotta alla Droga
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