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Potrebbe essere la fine dell’abuso d’ufficio (finalmente)

La Commissione Giustizia del Senato si è espressa favorevolmente sull'articolo 1 del DDL Nordio circa l'eliminazione del reato di abuso d'ufficio. Favorevole, oltre alla maggioranza, anche Italia Viva. Contrari PD, M5S e AVS.
| 10 Gennaio 2024 | ATTUALITÀ
abuso d'ufficio

Nella giornata di ieri, la Commissione Giustizia del Senato si è espressa favorevolmente sull’articolo 1 del DDL Nordio recante, tra le altre cose, l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio. Si tratta di un grande passo avanti di un ministro che, fino a qualche giorno fa, veniva aspramente criticato per il suo immobilismo. Ad esprimersi favorevolmente, accanto agli esponenti della maggioranza, anche Ivan Scalfarotto, il quale rappresenta Italia Viva all’interno della citata commissione del Senato. Contrari, come prevedibile, gli esponenti del PD, del M5S e dell’Alleanza Verdi Sinistra. Quella del PD, in realtà, è una posizione anomala. Non tutti i tesserati di Via del Nazareno sono d’accordo. Simone Uggetti, ad esempio, ex sindaco di Lodi, si è schierato apertamente a favore dell’eliminazione dell’abuso d’ufficio dopo le proprie turbolenze giudiziarie.

L’articolo 323 del Codice Penale, inserito nel capo dei Delitti dei Pubblici Ufficiali contro la PA, rappresenta una norma di chiusura del Capo I : “Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato […]”. Come se, in un certo senso, il Pubblico Ufficiale dovesse necessariamente rientrare in una fattispecie di reato per alcuni comportamenti solo apparentemente precisati dalla disposizione. L’aspetto critico della disposizione, infatti, riguarda proprio la non chiarezza del perimetro di applicazione. Si potrebbe configurare il reato di abuso d’ufficio, in sintesi, se il PU procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto “in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità” o se omette “di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti”.

Insomma, una formula infelice e difficile da dimostrare, come d’altronde ci dicono i dati diffusi dallo stesso Ministero della Giustizia. Nel 2021, a fronte di 4745 iscrizioni nel registro degli indagati, sono stati archiviati 4121 procedimenti. Nel 2021, le condanne per abuso d’ufficio ammontano a 18 casi nel solo dibattimento di primo grado (con possibilità quindi di essere riformate negli altri due gradi di giudizio. È evidente, a questo punto, come l’istituto abbia più ombre che luci.

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Si rischia, però, che il reato d’abuso d’ufficio esca dalla porta per rientrare dalla finestra. L’UE guarda con sospetto questa abrogazione e addirittura potrebbe introdurre una normativa ad hoc sull’abuso d’ufficio a livello sovranazionale.

TAG: abuso d'ufficio, nordio
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