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La nuova bozza sulla manovra pensioni, reddito di cittadinanza e navigator

Il disegno di legge di Bilancio 2022 sale a 219 articoli dai 185 di quella entrata in Cdm
| 11 Novembre 2021 | ECONOMIA

Il disegno di legge di Bilancio 2022accumula ritardo: doveva essere trasmesso alle Camere entro il 20 ottobre, ma il contenuto potrebbe non essere ancora definitivo. Restano vari nodi da sciogliere, dalle pensioni al reddito di cittadinanza passando anche per la riforma delle tasse. Palazzo Chigi ha fatto però sapere che non sarà necessario un nuovo passaggio in Cdm, come era sembrato inizialmente. Ecco cosa potrebbe cambiare e quali sono le prime indiscrezioni che arrivano dalla bozza.

La bozza della legge di bilancio è salita a 219 articoli, con alcune novità tra cui l’annunciata modifica a Opzione donna. La bozza entrata due settimane fa in Consiglio dei ministri contava 185 articoli, dunque la nuova bozza – diffusa in mattinata – cresce di ben 34 articoli.

Confermato il rifinanziamento da 1 miliardo di euro. Si decade dal beneficio dopo due proposte di lavoro congrue rifiutate, ma anche se non ci si presenta “almeno ogni mese”, senza “comprovato giustificato motivo”, presso un centro per l’impiego. Cambia così il Reddito, nella nuova bozza di manovra.

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L’offerta di lavoro è ritenuta congrua se il lavoro dista “80 km dalla residenza” o vi si arriva in 100 minuti con mezzi pubblici. Il vincolo territoriale salta dalla seconda offerta: è congrua da qualsiasi luogo arrivi in territorio italiano. Quanto alla riduzione dell’assegno, la bozza del Cdm faceva calare di 5 euro al mese l’assegno dal sesto mese, ora il taglio parte dalla prima offerta congrua rifiutata.

Il contratto di 2.500 lavoratori nati con il Rdc, prorogato dal dl Sostegni, scade a fine anno e la legge di bilancio non ne prevede il rinnovo. La bozza prevede che le Agenzie per il lavoro iscritte all’Albo e autorizzate dall’Anpal possano “svolgere attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro per i beneficiari di Rdc”. Il loro ruolo si affianca a quello dei centri per l’impiego ed è volto ad agevolare l’occupazione dei percettori. Per ogni assunto è riconosciuto il 20% dell’incentivo previsto per il datore di lavoro.

Questa notizia non è piaciuta ai sindacati Nidil-Cgil, Felsa-Cisl e Uiltemp che dicono: è “un grave errore non prorogare i contratti ai Navigator. Professionisti, selezionati e formati, che hanno reso un enorme contributo all’intero sistema delle politiche attive nazionali, oltre che sulle attività specifiche legate al Reddito di cittadinanza”. Le sigle fanno sapere che il 18 novembre saranno in piazza a Roma con i Navigator e chiederanno “a tutte le forze politiche di rivedere questa scelta sbagliata”.

Da quota 100 si passa a quota 102, ma solo per il 2022, ovvero il prossimo anno si potrà andare in pensione anticipata con almeno 64 anni e 38 di contributi. Nella manovra c’è anche la proroga fino al 31 dicembre 2022 dell’Ape sociale, con l’allargamento della platea di coloro che potranno lasciare il lavoro a 63 anni con 36 di contributi.

Nel 2022 diminuisce di 50 milioni il fondo per l’uscita anticipata dei lavoratori delle imprese in crisi: nella nuova bozza della manovra infatti le risorse scendono da 200 milioni a 150 milioni. Restano invariati gli importi previsti per il 2023 e il 2024, pari a 200 milioni all’anno. Il Fondo è istituito presso il Ministero dello sviluppo economico ed è “destinato a favorire l’uscita anticipata dal lavoro, su base convenzionale, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni”.

L’anticipo della pensione per le donne, per il quale nella prima bozza veniva alzato a 60 anni il requisito di età, nella versione aggiornata cambia: la misura viene prorogata per un anno con i requisiti attuali, con 58 anni per le dipendenti e 59 per le lavoratrici autonome.

Il taglio delle tasse da 8 miliardi a partire dal 2022 dovrebbe servire per abbassare l’Irpef. Una proposta sono le detrazioni da lavoro dipendente e bonus 100 euro, ma il Governo sembra indirizzato verso le aliquote e gli scaglioni Irpef. Si pensa di tagliare il contributo dei datori di lavoro agli assegni familiari che vale circa 1,7 miliardi.

Riguardo alle imprese, si prevede un intervento per ridurre l’aliquota dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap).

TAG: Bilancio 2022, bozza, manovra finanziaria, pensioni
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