Il leader di Confindustria si augura che il premier Mario Draghi “continui a lungo nella sua attuale esperienza” e avverte: prosegua “senza che i partiti attentino alla coesione del governo pensando alle prossime amministrative con veti e manovre in vista della scelta da fare per il Quirinale”. Draghi, continua, è uno degli “uomini della necessità, è diverso dagli uomini della provvidenza, come chi ha dato vita a un regime ventennale di oppressione, e anche dagli uomini del possibile, quelli del calcio alla lattina e del rinvio eterno”.
“E’ il tempo di scegliere di cambiare – riprende -: di fare le scelte più giuste per far crescere l’Italia nel mondo. La cosa più difficile è capire quale ponte devi attraversare e quale ponte devi bruciare. Perché cambiare è certo difficile, ma non cambiare per l’Italia è fatale”. E poi cita una frase di Bebe Vio, definita eroina della passione dello sforzo e della volontà: “Fatti dire che è impossibile e dimostra a tutti che puoi farcela”.
Bonomi si rivolge così ai leader dei sindacati, Cgil, Cisl e Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri: “Facciamolo almeno noi un vero Patto per l’Italia. Maurizio, Luigi, Pierpaolo, noi non siamo partiti in lotta, abbiamo un grande compito comune. Di fronte ai ritardi e alle sempre più gravi fratture sociali della nostra Italia, lavoro e impresa hanno una grande sfida: costruire insieme accordi e indicare strade e strumenti che la politica stenta a vedere”. E indica tre esempi concreti da cui partire: sicurezza sul lavoro, politiche attive e smart working.