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Il cibo è uno strumento potente per la salute psico-fisica

| 7 Maggio 2021 | SALUTE

Da millenni le diverse culture tradizionali hanno sempre utilizzato il cibo come uno strumento per mantenersi in salute. Il rapporto tra cibo e medicina ha una lunga storia e in tutto questo cammino sovente il cibo è stato assimilato a un farmaco. Che il cibo fosse “la prima medicina” era una radicata convinzione che la cultura classica aveva trasmesso a quella medioevale, recepita e praticata con profonda adesione ancora in pieno Rinascimento.

Il più importante medico dell’antichità, Ippocrate, vissuto in Grecia tra il V e il IV secolo a.C., riteneva che la malattia fosse dovuta a un eccesso o viceversa a una carenza – discrasia – di uno dei quattro umori corporei dell’uomo (sangue, flemma, bile gialla e bile nera) e utilizzava sapientemente la dieta come strumento di cura: l’assunzione di cibi ristoratori (caldi o freddi) e di bevande particolari (vino, olio o latte) in funzione medicinale, insieme all’uso di piante medicamentose (tra le quali spiccavano quelle impiegate anche per insaporire le vivande), era uno dei pochi strumenti che la medicina aveva allora a disposizione per curare le malattie e recuperare la salute, ristabilendo l’equilibrio – eucrasia – tra gli umori.

Oggi questo legame viene sottolineato dalla Psichiatria Nutrizionale, una disciplina che indaga il ruolo dell’alimentazione e della nutrizione sulla salute mentale. Proprio il nuovo studio Nestlé – che ha sondato la salute psicologica degli italiani nell’ultimo periodo, già prima del Covid – sostiene il 70% degli intervistati dichiara di aver modificato l’atteggiamento verso il prossimo, verso la famiglia o nei confronti del lavoro negli ultimi due anni. E sono soprattutto i giovani e gli adulti fino a 44 anni ad aver apportato cambiamenti, a volte importanti, nella loro vita.

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Commenta Giuseppe Fatati, Presidente dell’Osservatorio Nestlé che dal 2009 studia le abitudini alimentari degli italiani per proporre il buono di una nutrizione equilibrata: “Molti scienziati hanno sottolineato l’esistenza di solide associazioni tra qualità della dieta e salute mentale, riportando evidenze che indicano un effetto protettivo di stili nutritivi sani sull’umore. In pratica una corretta alimentazione può migliorare il tono dell’umore”.

Prosegue Fatati: “Esiste una relazione inversa tra consumo di frutta e verdura e depressione o ansia, cioè più frutta e verdura si mangia più bassa è la probabilità di andare incontro a una malattia mentale negli anni successivi”. Poiché spesso è un evento chiave che dà il via ad un graduale cambiamento di abitudini, lo studio ha prestato particolare attenzione proprio alle trasformazioni anche lievi della personalità, prime avvisaglie utili per correre ai ripari e ripristinare corrette abitudini di vita e di alimentazione.

Per il 22% degli italiani il cambiamento ha significato isolarsi ed evitare più possibile i contatti con l’esterno, il 34%, composto soprattutto da 35-44enni, si è concentrato maggiormente sulla famiglia, chiudendosi in parte al resto, l’8% ha convogliato maggiormente la sua socialità verso i colleghi, il 19% (soprattutto fra i 18-34enni) si è affidato alla cerchia protettiva di un ristretto numero di amici, mentre il 19% ha reagito uscendo più spesso e soprattutto cercando la compagnia di più persone possibili.

Lo studio Nestlé evidenzia inoltre come ci siano sostanzialmente cambiamenti positivi che danno nuova luce ai nostri comportamenti e cambiamenti negativi che ci inducono a chiuderci in noi stessi, in relazione ad eventi chiave nel nostro percorso. Per il 24%, fra gli eventi ritenuti responsabili di un modificato atteggiamento ci sono accadimenti spiacevoli come una separazione, un lutto, un trasferimento, il bullismo, mentre per il 23% il cambiamento è in positivo e dettato da eventi quali una nascita, un matrimonio, una promozione al lavoro e nuove amicizie.

Lo studio rileva anche come siano soprattutto persone in età compresa fra i 18-44 anni a risultare maggiormente vulnerabili ai diversi eventi che la vita ci presenta. Una fragilità che può essere contrastata fin da bambini anche attraverso un’alimentazione adeguata. Infine, i moderni precetti dietetici sono alla base della prevenzione di molte patologie: si pensi alle malattie cardiovascolari indotte da un’eccessiva assunzione di grassi, o al diabete causato anche da un consumo troppo frequente di dolci e di zuccheri.

TAG: alimentazione, psichiatria
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