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Vacilla l’Europa Unita e cresce ancora di più il sentimento populista e sovranista

| 30 Marzo 2020 | POLITICA

L’allarme è sempre e comunque concreto, minaccioso e letale. In Europa giorno dopo giorno guardare i numeri di quella che sarebbe una pandemia mai vista da secoli nel globo terrestre, è diventata un abitudine non solo per noi italiani, ma anche per i cittadini europei alle prese con la Secolare Peste che sta infestando  l’intero globo terrestre.

Nel globo i contagiati arrivano a 665.000, di cui un terzo solo in Italia, nell’area euro la Spagna conta 5.700 morti a fronte di 75.000 contagiati con l’intero sistema sanitario in tilt. Il premier britannico Jonson scrive una lettera alle famiglie britanniche evidenziando non quella famosa gag dell’immunità di gregge, ma un messaggio chiaro che sarebbe quello di rimanere in casa mentre all’indomani dall’uscita del regno unito dall’Europa ci si ritrova a fare i conti con una pandemia che ben presto potrebbe avere profonde ripercussioni sul sistema socio economico britannico e non solo. 

In Europa si assiste al diktat del Presidente dell’unione Europea Ursula Von Der Leyen per il tema riguardante la questione degli euro bond. La Germania di Angela Merkel continua nella sua storica arroganza e questa volta lo fa in chiave economica. Sembra che i tedeschi stiano affrontando l’emergenza sanitaria con quella arroganza che li ha sempre contraddistinti a cavallo tra le due guerre mondiali, dimenticando quel Piano Marshall tra Washington e Berlino che  fu salvifico per la stessa Germania Ovest e per il resto dell’Europa.

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Qualcuno a Bruxelles fa spallucce ed enfatizza su  quello che ormai sta succedendo anche in Italia dove il dato Istat quantifica la fiducia dei consumatori e delle famiglie verso le imprese con un PIL che nel mese di Marzo registra il -6,5%.

Quali risposte dall’Europa? Ma sopratutto cosa propone la Banca Centrale Europea? Fino a questo momento gli aiuti dovrebbero arrivare da quello che il premier Conte ha dichiarato nell’ultima conferenza stampa: Aiuti alle famiglie in difficoltà e incentivi per partite iva e lavoratori con la simbolica cifra di 600 euro. Dall’Europa Unita sembra che ci sia invece quel comportamento restio  nei confronti di un Italia che  in politica interna non riesce a dettare le condizioni base per uscire dalla crisi innescata dalla pandemia. 

Qualcuno dimentica che la nostra economia non è uguale a quella di un paese in via di sviluppo, non è uguale a quell’economia che dipende da prestiti erogati da altre nazioni a sostegno della nostra economia. La nostra Italia ha senza orma di dubbio, un tessuto produttivo che nessun altra nazione in Europa possiede. Forse il problema sta proprio nell’attuale classe politica e dirigente? Non abbiamo mai alzato la voce in Europa? Abbiamo ceduto il passo ai dettami della cancelliera Merkel? Ci ritroviamo a dover affrontare da soli la crisi economica provocata dell’emergenza coronavirus, mentre in Europa assistiamo a imposizioni e sterili proclami che parlano di un Europa che secondo Macron deve rimanere unita per uscire da questa crisi?

Nel frattempo l’Italia sulle orme dell’orgoglio britannico, mostra il sentimento populista e sovranista. Niente paura, i santoni come Mario Draghi e Paolo Gentiloni fanno ancora da spola tra Roma e Bruxelles, dove da quest’ultima roccaforte dell’Unione Europea non arrivano segnali chiari di aiuti non materiali, ma finanziari che in termini pratici dovrebbero coprire gli enormi buchi finanziari creati dall’emergenza sanitaria. Di conseguenza il ritorno al populismo e al sovranismo non arriva sicuramente da una classe politica attuale che non riesce nemmeno a sgridare la Merkel, ma ancora una volta è l’opinione pubblica che mostra sofferenza verso la bandiera a stelle della UE.

Eppure di fondi europei, sopratutto nel meridione ne sono arrivati. Anche nelle semplici stampanti d’ufficio è applicata l’etichetta raffigurante l’emblema della UE. Allora cosa succede? Di colpo siamo arrivati a mostrare un sentimento che richiama l’antico sovranismo? Il Populismo e ancora di più il nazionalismo bello e buono con un ritorno all’ancien regime senza la possibilità di pensare ad una nuova classe politica voluta dal popolo e stavolta con i requisti giusti per lanciare quella Rivoluzione Democratica all’interno di un paese, l’Italia che potrebbe essere indiscussa protagonista nel panorama europeo internazionale, ma non può e non vuole. 

Una schietta analisi che ci richiama al passato quando Sarkozy all’epoca sul trono dell’Eliseo e la stessa cancelliera tedesca Merkel in barba agli italiani risero d’intesa al solo sentir pronunciare il nome del Cavaliere Berlusconi. Un sorriso d’intesa che ebbe profonde ripercussioni nella politica interna con le vibranti proteste da parte di Pier Ferdinando Casini, fino ad arrivare ad Emma Mercegaglia il presidente di confindustria.

Tutti potrebbero dire che è acqua passata, ma questa ipotesi, questa affermazione o modalità di pensiero andrà bene per qualche politico, qualche ministro o capo di stato che continua ancora a credere che l’Italia sarà protagonista-chiaro che ogni singolo italiano in questo momento sia augura come prima cosa la salute degli italiani tutti – ma viste le dichiarazioni di Ursula Von Der Leyen e i capricci della Merkel viene  da chiedersi quale sarà il futuro della nostra bella Italia?

Al di là di qualsiasi sentimento, populista, sovranista o europeista, le nostre coscienze si sveglieranno? Ancor prima di pensare all’Europa, il nostro agire sociale e democratico avrà la forza e la voglia di voltare pagina? Prenderemo coscienza di questa attuale classe politica italiana, pensando al passato e al presente per il futuro? 

In tutta sincerità quest’Italia, o meglio l’attuale classe politica italiana è capace di difendere l’intera nazione? Quindi gli italiani tutti da chi in tanti anni con la Politica pensata in chiave Europeista, ha distrutto importanti categorie come il comparto pesca per esempio e io comparto agricolo che sopratutto in meridione vive il dramma della spietata concorrenza da parte dei paesi del Maghreb e delle vicina Spagna?

Cosa è stato fatto in tanti anni di Europa? Cosa abbiamo fatto noi comuni cittadini quando siamo rimasti incantati dalle parole di candidati esperti in economia della popolazione che ambivano al posto d’elite nel parlamento europeo?

I risultati si sono visti eccome, in Italia sono sempre arrivati i rimproveri da Bruxelles per quei famosi conti in rosso, per il debito pubblico non conforme ai parametri economici dettati da Bruxelles o dalla stessa Angela Merkel. Nel frattempo in Italia la nostra classe politica discuteva del Lodo Mondadori o del Caso Ruby per detronizzare il Cavaliere.

Matteo Renzi acclamava l’Europa e proclamava la rottamazione della vecchia classe politica italiana, incantando l’immenso popolo della sinistra abbagliato solo dalle promesse e non dalle certezze. Infatti subito dopo ci siamo ritrovati non con una classe politica rottamata, ma ancora più presente e con una sinistra sempre e comunque deleteria e confusionaria. Risultato? Ritrovarsi di fronte quella stessa classe politica poco incisiva sul panorama estero e molto flemmatica in merito alle importanti decisioni sul debito pubblico, l’evasione fiscale, la sanità-tema più che mai in questi giorni di fondamentale importanza- e la questione occupazionale sopratutto al Sud in alto mare.

L’emergenza Corona Virus ha messo in grande risalto le pecche del sistema Italia, ora più che mai in Emergenza Totale sia a livello sanitario che politico. Purtroppo serve tempo per uscire da questa crisi e le speranze in primo luogo riguardano la salute pubblica e successivamente quando tutto sarà finito e il Corona virus sarà un lontano ricordo, gli italiani alzeremo la testa.

Capiremo l’importanza dell’Europa Unita, capiremo quali saranno i nostri reali bisogni. L’Europa Unita è importante per noi, per tutti i paesi europei, purchè sia chiaro il concetto di Europa Unita, così come deve essere chiaro che l’Italia va difesa e non oltraggiata o umiliata e poco importa se il Ministro Gualtieri e il Presidente Conte hanno protestato sulle dichiarazioni della Von Der Leyen. In termini semplici bisogna avere i requisiti giusti per rimanere in Europa senza disparità e con una politica chiara trasparente e funzionale alle esigenze dei cittadini, delle imprese e del tessuto produttivo nazionale. 

Questi concetti sono ben chiari a qualche leader europeo, ma ci si domanda spesso come mai l’Italia resta sempre a guardare? L‘Europa Unita è un tornaconto personale oppure quell’osannato modello di Democrazie Unite che mirano al benessere economico politico e sociale? 

TAG: coronavirus, Europa, Giuseppe Conte, UE
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