In un’ottica meramente propagandistica e opportunistica, questi costruttori del potere fine a se stesso agiscono strategicamente contro le Istituzioni, la pacifica convivenza e il rispetto reciproco, contro la Dottrina sociale della Chiesa, la Costituzione, la crescita armonica e solidale del Paese, e non per il benessere generalizzato degli Italiani e per il bene comune, ma per il proprio interesse. Il tutto con l’aggravante che, in questo clima torpido, i due leader hanno pensato che dovessero essere messi in atto attacchi contro la Chiesa Cattolica, nella sua espressione in Italia la Conferenza Episcopale Italiana, confondendo le funzioni degli uni e degli altri, paventando invasioni di campo senza la benché minima cognizione di causa del mondo Cattolico, delle Istituzioni che lo regolano e di ciò che davvero rappresentano per il Popolo italiano.
Così si attacca sistematicamente Papa Francesco per il suo appoggio incondizionato verso i poveri e gli immigrati, che è la sua mission visto il ruolo che ricopre nel Mondo, con riunioni vergognose e strumentali avvenute a inizio anno tra Salvini e il cardinale Burke, in disprezzo del Pontefice e con l’intento nemmeno velato di richiedere le dimissioni immediate dello stesso. Attacchi ignominiosi che proseguono quando Salvini e Di Maio demonizzano la Conferenza episcopale Italiana solo per il fatto che il suo Presidente Bassetti si sia permesso, a difesa del terzo settore, di richiedere di non raddoppiare l’imposta Ires delle organizzazioni no profit: aumento inserito nella manovra economica del governo e che sottrae risorse preziose per la tutela di tutte quelle persone assistite ed aiutate da migliaia di istituzioni senza fini di lucro che coprono uno spettro enorme di bisogni ed esigenze, da quelle ambientali a quelle sanitarie, da quelle di supporto alla coesione sociale e di contrasto alla povertà a quelle ricreative, culturali ed educative.
Alcuni dati per capire e comprendere le opere caritatevoli con cui la Chiesa e le sue realtà territoriali già aprono le proprie porte agli Ultimi e ai bisognosi e già intervengono nei Paesi di origine dei migranti. E ciò sebbene il Comune di Roma, governato dai cinquestelle, abbia incassato soltanto nel 2018 5,8 milioni di euro di tasse municipali sugli immobili di proprietà ecclesiastica, mentre il Governo giallo-verde nello stesso anno ne ha incamerati 3,3 dall’Ires versata dalle organizzazioni no profit riconducibili al mondo della Chiesa. Quindi oltre 9 milioni di euro con cui lo Stato e la Città Capitale dovrebbero intervenire in prima persona per alleviare le difficoltà dei bisognosi, pensionati senza indicizzazione, imprenditori vittime della ex Equitalia, famiglie sotto sfratto…
Nove milioni a cui si aggiungono le tasse che le singole Diocesi versano ai Comuni rispettivamente competenti per territorio e che già bastano a zittire i professionisti del fango social. Ricordiamo come le 25.000 parrocchie, vere cittadelle di fede e solidarietà, in tutta Italia aiutino giornalmente gli indigenti, mentre la Caritas e le altre organizzazioni caritatevoli e di volontariato sfamano ogni giorno 6 milioni di Cittadini impossibilitati a permettersi un pasto. Senza considerare gli aiuti indiretti e diretti alle famiglie ogni anno per un ammontare di diverse centinaia di migliaia di euro per fare fronte alle bollette insolute, e i quasi 2 miliardi con cui, grazie all’otto per mille, le Istituzioni ecclesiali sono finora intervenute nei Paesi in via di sviluppo dove ogni giorno è a rischio la vita di missionari e laici. Forse ci dimentichiamo che siamo stati un popolo di migranti? Laddove gli italiani sono migrati hanno creato il benessere del paese ospitante, perché non dobbiamo credere che possa succedere anche in Italia? Il 20% di coloro che partono dalla Libia muoiono in mare con un aumento vertiginoso di questo dato nell’ultimo anno nelle sofferenze più totali nell’agonia più terrificante, con un dolore impossibile da sostenere per genitori e per intere famiglie”.