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Caro carburanti: il Governo Meloni valuta interventi

| 10 Gennaio 2023 | ECONOMIA

Il continuo aumento del prezzo dei carburanti diventa un caso politico, dopo che il primo gennaio è finito il calmiere imposto dal governo Draghi. Con il costo del diesel servito che ha superato i 2 euro, il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato che nelle prossime ore il Consiglio dei ministri valuterà un possibile intervento.

Secondo il sito Quotidiano Energia, infatti, il prezzo medio della benzina servito è salito a 1,965 euro al litro, quello del diesel è arrivato a 2,023 euro. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha promesso controlli a tappeto incrociati di Guardia di Finanza e del Garante per la sorveglianza dei prezzi.

Intanto Palazzo Chigi ha fatto sapere che i vertici della Guardia di Finanza incontreranno il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, per fare il punto e valutare ogni possibile ulteriore azione di contrasto alle speculazioni.

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Il costo dei carburanti sta salendo in modo considerevole: per Quotidiano Energia il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self è 1,821 euro al litro (1,814 il dato del 5 gennaio). Il prezzo medio praticato del diesel self è a 1,879 euro al litro (contro 1,875). Per quanto riguarda il rifornimento servito, la benzina è arrivata a 1,965 euro, il diesel a 2,023.

In autostrada poi i prezzi salgono ancora. Secondo il sito di energia Staffetta Quotidiana, la benzina in modalità servito sale a 2,171 euro, il self costa 1,912 euro al litro. Per il gasolio in autostrada si spendono 1,963 euro al litro per il self e 2,223 per il servito.

Il Codacons ha fatto qualche conto: “Il pieno di benzina costa 8,9 euro in più rispetto a quanto costava a fine dicembre”, cioè “214 euro ad automobilista” all’anno. L’Unione nazionale consumatori parla poi di un aumento di “9 euro e 15 centesimi per un pieno da 50 litri”.

A incidere sui prezzi in aumento c’è anche la decisione del governo Meloni di eliminare lo sconto di 18,3 centesimi al litro sulle accise (le tasse sui carburanti), messo dall’esecutivo Draghi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Un sconto che da marzo è costato 1 miliardo di euro al mese.

Inoltre, secondo alcuni esperti, le quotazioni sono salite anche in previsione del blocco delle importazioni di prodotti raffinati dalla Russia a partire dal 5 febbraio prossimo: all’Europa infatti mancherà il 30% del suo gasolio.

Intanto la Guardia di Finanza ha reso noto che l’anno scorso da marzo ha accertato nei distributori di carburante 2.809 violazioni alla disciplina dei prezzi, su 5.187 verifiche fatte.

Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha parlato di “casi eclatanti e non giustificabili”. L’esponente dell’esecutivo ha spiegato che sul caro carburante “abbiamo coordinato una duplice azione per stroncare la speculazione”. Da un lato, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, “con la Guardia di Finanza”. Dall’altro lato, il suo ministero, col monitoraggio per “evidenziare subito ogni anomalia e ogni tentativo di speculazione”.

Infine il vicepremier Matteo Salvini da Brescia ha annunciato che in Consiglio dei ministri “ragioneremo se, fra guerra, caro materiali e caro materie prime, sia il caso di intervenire e ci siano denari per farlo”. Poi ha aggiunto: “Sono contento che ci siano dei controlli a tappeto, perché anche in questo caso, come nel caso del gas e della luce, qualcuno ne sta approfittando”.

TAG: caro carburanti, Governo Meloni, interventi
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