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Scontro Italia-Francia, UE prova a mediare

In programma vertice straordinario.
| 12 Novembre 2022 | POLITICA

Non si placa lo scontro tra Italia e Francia sulla questione migranti, dopo l’attracco della nave Ocean Viking della Ong Sos Méditerranée (con 230 persone a bordo) nel porto di Tolone. Per risolvere la crisi tra i due Paesi si muove l’Ue, che cerca una mediazione. La Commissione, per bocca del vice presidente Margaritis Schinas, ha annunciato che sta lavorando a “un piano d’emergenza” e ha chiesto una riunione straordinaria dei ministri degli Interni, prima del Consiglio di dicembre.

La mossa di Bruxelles è arrivata venerdì sera, dopo due giorni di scintille tra Roma e Parigi e lo strappo di quest’ultima che ha portato alla sospensione dell’intesa sui ricollocamenti. A innescare la miccia è stato il caso delle Ocean Viking: l’Italia ha rifiutato un porto sicuro e la Francia ha permesso lo sbarco a Tolone. Ma ha anche attaccato il nostro Paese.

Venerdì il ministro dell’Interno Gerald Darmanin, in particolare, ha definito “incomprensibile e disumana” la decisione italiana di non aprire i suoi porti e ha promesso una ritorsione durissima: la serrata dei confini a Ventimiglia, con i controlli che sono già stati rafforzati, e la sospensione dell’accoglienza di 3.500 rifugiati dall’Italia, il tutto accompagnato da un appello agli altri Paesi Ue a fare altrettanto.

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Oggi la ministra per gli Affari europei Laurence Bonne ha invece parlato di un “rapporto di fiducia” tra i due Paesi ormai “rotto”. Giorgia Meloni ha tenuto il punto, ricordando che “solo quest’anno l’Italia ha accolto 90mila profughi” e che in nessun accordo è previsto che l’Italia sia l’unico porto di sbarco.

La premier italiana ha difeso la decisione di Roma di non far attraccare la nave della Sos Méditerranée, dicendosi “molto colpita” dalla “reazione aggressiva, ingiustificabile e incomprensibile” dei francesi. Poi ha messo in evidenza “due numeri”: i “230 migranti” sulla Ocean Viking, “la prima nave” di una Ong “che abbia mai attraccato in Francia”, contro i “quasi 90mila che l’Italia ha fatto entrare” solo quest’anno.

Quanto ai ricollocamenti, ce ne sono stati soltanto 117 sugli 8mila concordati, appena 38 in Francia: “Qualcosa non va”, ha stigmatizzato la premier. Alla radice del problema migratorio, secondo Meloni, c’è sempre la mancata solidarietà all’interno dell’Ue. Bisogna adottare una “soluzione comune” che preveda “la difesa dei confini esterni dell’Ue, bloccare le partenze, aprire hotspot”, ha detto.

L’alternativa sarebbe “litigare ogni volta con Francia, Germania, Grecia”, ma “isolare l’Italia non sarebbe intelligente” e quindi “spero che non accada” e che “si isolino invece gli scafisti”, ha aggiunto. Meloni si è detta “sempre pronta al dialogo”, ma ha lanciato anche un avvertimento ai partner: “Noi non siamo più in grado di occuparcene e abbiamo un mandato per occuparcene in modo diverso”. E a chi le chiedeva se avesse in mente altre misure per arginare i flussi, come la confisca delle navi delle Ong, ha risposto così: “Nuovi provvedimenti ci saranno sicuramente”.

Per cercare di mediare, l’Ue ha quindi deciso di convocare una riunione ad hoc sui migranti. Il vice presidente della Commissione Margaritis Schinas ha spiegato che “a Bruxelles si sta elaborando un piano di emergenza per risolvere le crescenti tensioni tra i Paesi dell’Ue su come affrontare i richiedenti asilo salvati in mare”.

L’incontro, hanno spiegato fonti di Bruxelles, servirebbe per fare il punto sulla nuova crisi e portare avanti un’iniziativa europea. La riunione si dovrebbe tenere prima del Consiglio Affari Interni previsto nella prima settimana di dicembre. Intanto, in attesa della riunione straordinaria, Antonio Tajani sarà il primo ad affrontare la crisi migranti al Consiglio Esteri di lunedì a Bruxelles, dove l’Italia ha chiesto che venga inserita all’ordine del giorno.

Mercoledì il capo della Farnesina incontrerà a Roma il collega greco. Di “soluzione europea” e “regole chiare” ha parlato anche il collega agli Affari Ue Raffaele Fitto, assicurando che l’Italia “non ha intenzione di mettere a repentaglio le relazioni diplomatiche”. E anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ammonito: “Si vince con la solidarietà, nell’Ue serve fiducia reciproca”.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio. In un’intervista al Gazzettino, ha detto che riaprire in Europa il confronto sui flussi migratori “era inevitabile perché il problema è stato quasi sempre affrontato in termini politici, ideologici o addirittura emotivi, mentre va posto in termini razionali. Nella sola Africa vivono almeno trecento milioni di persone in stato di estremo disagio. Quante possiamo accoglierne? Tutti? O cinquanta milioni? O cinque milioni? E chi li deve accogliere? L’Italia da sola, o l’Europa? O il resto del mondo? Ecco, sul punto mi attenderei una risposta da tutti i nostri interlocutori, dalla Ue all’Onu, perché il problema è globale”.

I migranti, ha aggiunto, “arrivano senza denari, senza lavoro e senza prospettive. L’unica cosa che hanno sono i debiti contratti con gli scafisti, che non ne esigono il pagamento tramite avvocati, ma minacciando di tagliar loro la gola. Quindi per la gran parte di questi poveretti è quasi inevitabile ricorrere a finanziamenti illegali, come il piccolo spaccio di droga, i furti e per molte donne la prostituzione”.

Le nostre carceri, ha detto ancora Nordio, “sono già oltre il limite della sopportazione”: una percentuale della popolazione carceraria, talvolta fino al 50%, “è costituita da extracomunitari”. Al momento, ha dichiarato il ministro, “la linea del governo è sacrosanta: dobbiamo mandare a tutti il messaggio che l’Italia non è, o almeno non è più, l’unico principale Stato di approdo dei migranti, che poi ne curi la permanenza”.

Ma con la Francia, ha sottolineato, “non solo si può, ma si deve” ricucire: “Era già programmato nei prossimi giorni un mio incontro a Parigi con il mio omologo francese. Sono certo che, anche senza entrare nel merito di questa problematica, ci intenderemo sui problemi più importanti”.

Per quanto riguarda i migranti a bordo della Ocean Viking, sono sbarcati venerdì a Tolone. La Germania ha fatto sapere che ne accoglierà 80 e, al contrario della Francia, ha confermato che manterrà fede all’impegno di accogliere i 3.500 migranti nell’ambito del meccanismo di solidarietà europea. Ma ha chiarito che tale sostegno continuerà “fino a quando l’Italia terrà fede alla sua responsabilità per l’accoglienza dei migranti salvati in mare”. Sulla stessa linea di Berlino anche Lussemburgo e Olanda.

TAG: Francia, Governo Meloni, Italia, migranti, Ong, UE
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