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La BCE aumenta i tassi di mezzo punto percentuale

Mutui e debiti un quadro preoccupante.
| 23 Luglio 2022 | ECONOMIA
BCE

La BCE è intervenuta dopo oltre 10 anni con un rialzo dei tassi di interesse di mezzo punto percentuale. Di fronte a un quadro economico preoccupante, con un’inflazione che si avvicina alla doppia cifra, la Banca centrale europea ha optato per una stretta monetaria dello 0,50%.

Ma quali saranno le ripercussioni dell’aumento del costo del denaro? E quali saranno gli ambiti più ‘colpiti’ da questa scelta?

Prestiti e mutui: l’aumento dei tassi della banca centrale influenza il livello generale dei tassi d’interesse. Quindi il livello generale del costo del denaro. Se le banche dell’eurozona pagheranno un costo maggiore per prendere in prestito denaro dalla Bce, alla fine anche i prestiti e i finanziamenti a tasso variabile (mutui) a imprese e cittadini saranno più costosi.

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Il parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile è l’Euribor che, come gli altri tassi di interesse interbancari, è molto sensibile alla variazione del tasso Bce. Gli incrementi per cittadini e imprese potrebbero essere maggiori in alcuni Paesi, come l’Italia, se la Banca centrale non eviterà il ritorno della frammentazione del mercato europeo già vista negli anni scorsi.

Maggior costo del debito pubblico: se i tassi salgono, gli Stati che emettono titoli di debito per finanziarsi dovranno offrirli con interessi più alti, diversamente i mercati potrebbero orientarsi verso altri strumenti più redditizi. Questo potrebbe comportare un aggravio della situazione per quei Paesi già molto indebitati, come l’Italia, al netto di interventi della banca centrale, simili al quantitative leasing, per tenere bassi gli spread.

Nel caso dell’Italia, comunque, una elevata durata media del debito, pari a circa 7 anni, con oltre il 70% a tasso fisso, frena le ripercussioni di un aumento dei tassi e, quindi, dello spread. Altra conseguenza è la perdita di valore delle obbligazioni emesse in precedenza, in quanto meno redditizie di quelle di nuova collocazione e, quindi, meno appetibili sul mercato.

Rafforzamento della moneta: dalla stretta monetaria arriva anche un rafforzamento del tasso di cambio dell’euro che, al momento, ondeggia intorno alla parità con il dollaro. Proprio il rafforzamento del dollaro, avvenuto in questi mesi è conseguenza della serie aggressiva di aumenti dei tassi operata dalla Federal Reserve.

La crescita rallenta: il rischio generalizzato di una stretta monetaria è quello di una frenata della crescita, dovuta a una contrazione dei consumi e degli investimenti da parte delle imprese. Però va anche osservato come possano essere ben più gravi le conseguenze di un’inflazione galoppante.

TAG: Bce, debiti, Inflazione, mutui
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