fbpx
adv-341
<< EUROPA

I leader si sono riuniti per un Consiglio europeo straordinario

| 31 Maggio 2022 | EUROPA

I leader europei si sono riuniti per un Consiglio europeo straordinario per discutere della situazione in Ucraina. Al vertice Ue si cerca un’intesa sul sesto pacchetto di sanzioni alla Russia, ma le posizioni sembrano ancora distanti. È intervenuto anche il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi. “È essenziale che Putin non vinca questa guerra. Allo stesso tempo dobbiamo chiederci se può essere utile parlargli. Sono scettico sull’utilità di queste telefonate, ma ci sono ragioni per farle. Queste conversazioni dimostrano che è Putin a non volere la pace”, ha detto il premier. “Il confronto con Putin – ha aggiunto – è necessario per risolvere il problema del grano, della sicurezza alimentare. Il rischio di una catastrofe alimentare è reale: e se non ci sarà una soluzione, dovrà essere chiaro che la colpa è di Putin”.

Sul conflitto russo, Draghi ha sottolineato che “deve essere l’Ucraina a decidere che pace vuole. Se l’Ucraina non è d’accordo sui termini, la pace non può essere sostenibile”. Riguardo all’entrata di Kiev nell’Unione europea, ha aggiunto: “Offrire all’Ucraina lo status di Paese candidato può essere un gesto simbolico importante, un messaggio di sostegno nel mezzo della guerra”. Sulla crisi energetica, ha ribadito: “Non possiamo immaginare che dopo il conflitto la nostra politica energetica tornerà come prima. Quello che è successo è troppo brutale. Dobbiamo muoverci ora per cambiare i nostri fornitori di energia nel lungo periodo”. Riguardo alle sanzioni, Draghi ha invece spiegato: “Dobbiamo mantenere l’unità. L’Italia è d’accordo sul pacchetto, purché non ci siano squilibri tra gli Stati membri”.

E proprio le sanzioni sono uno dei temi più caldi del Consiglio europeo. Da quanto trapela, si cerca “un’intesa politica sull’embargo al petrolio” che colpirà oltre i 2/3 del greggio esportato dalla Russia, ovvero tutto quello in arrivo via mare, e si punta a rimuovere da Swift la più grande istituzione finanziaria della Russia, Sberbank. Le posizioni, però, sono ancora distanti. Tanto che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha ammesso: “Ho aspettative basse su un accordo nelle prossime 48 ore”. Più “fiducioso” che si trovi “una posizione comune” il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

adv-268

Sulle sanzioni è arrivato l’attacco premier ungherese Viktor Orban: “Se ci troviamo in questa situazione è colpa della Commissione europea, che ha presentato il sesto pacchetto di sanzioni senza prima avere l’accordo degli Stati membri, un modo di fare irresponsabile”. Orban ha ribadito che “non c’è accordo al momento” e che “siamo pronti a sostenere il sesto pacchetto di sanzioni se ci saranno soluzioni per l’Ungheria”. L’esclusione del petrolio via oleodotto “è una buona soluzione – ha aggiunto – ma dobbiamo avere garanzie di poter avere il petrolio russo in altro modo se ci dovesse essere un incidente al condotto. Per noi è molto semplice: l’energia è una questione seria, prima bisogna avere soluzione e poi le sanzioni”.

Al vertice europeo, in video collegamento, è intervenuto anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Durante il suo discorso, durato una decina di minuti, ha lanciato un appello all’Europa a “restare unità e a non dividersi” e ha chiesto che siano approvate le nuove sanzioni “il più rapidamente possibile”. Tra il quinto e il sesto pacchetto di sanzioni Ue contro Mosca, l’Ucraina ha subito “molti danni, molti ucraini sono stati uccisi e molti bambini sono morti”, ha detto. Il leader ucraino ha poi ringraziato l’Europa “per la solidarietà e gli aiuti” inviati, ma ha avvertito che a Kiev “servono più armi”.

Ha poi ricordato che la guerra dura ormai da 95 giorni e che “la situazione nel Donbass è molto critica”. “Ho ringraziato il presidente Zelensky per il suo discorso sincero ai membri del Consiglio europeo. Aumenteremo la tua liquidità e ti aiuteremo a ricostruire l’Ucraina. Continueremo a rafforzare la tua capacità di difendere il tuo popolo e il tuo Paese”, ha twittato Charles Michel dopo l’intervento del presidente ucraino.

Intanto, il sesto pacchetto di sanzioni si trascina da quasi un mese e i leader devono decidere se apporre la firma a un accordo politico che spiani la via. La quadra sarebbe quella di escludere dall’embargo l’import via tubo di petrolio russo, accogliendo sostanzialmente la linea Orban. Un alto funzionario europeo ha spiegato che il pacchetto includerebbe anche altre sanzioni, come l’esclusione da SWIFT della più grande banca russa, la Sberbank, le limitazioni a tre emittenti di Mosca e l’inclusione nella lista nera dell’Ue di enti e personalità varie. Oltre alle discussioni sul greggio e sulle sanzioni, il Consiglio prevede anche un confronto serrato su temi chiave come il RePowerEu, il piano Ue per svincolarsi dagli idrocarburi russi e al contempo impostare la rotta verso l’autonomia energetica grazie alle rinnovabili. Poi si discute dei prezzi stellari delle bollette e i modi per calmierarle. In agenda anche il piano per rafforzare la difesa comune, partendo dalla base industriale europea, e le opzioni possibili per sbloccare il grano ucraino.

TAG: Consiglio Europeo, guerra, Mario Draghi, russia, Ucraina, UE
adv-41
Articoli Correlati