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Istat: inflazione al 6% su base annua

| 18 Maggio 2022 | ECONOMIA

Secondo le stime dell’Istat, nel mese di aprile 2022 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e un aumento del 6,0% su base annua (da +6,5% di marzo) a fronte di una stima preliminare che era del +6,2%.

Il rallentamento dell’inflazione su base tendenziale si deve prevalentemente ai prezzi degli energetici(la cui crescita passa da +50,9% di marzo a +39,5%). Tale dinamica è dovuta per lo più all’inclusione del bonus energia(elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari.

L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +5,2% per l’indice generale e a +2,0% per la componente di fondo. Su base annua rallentano i prezzi dei beni (da +9,8% a +8,7%), mentre accelerano quelli dei servizi (da +1,8% a +2,1%). Si riduce quindi il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -8,0 punti percentuali di marzo a -6,6).

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I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona accelerano (da +5,0% a +5,7%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano (da +6,5% a +5,8%.

Il lieve calo congiunturale dell’indice generale è dovuto ai prezzi degli Energetici regolamentati (-12,5%) e, in misura minore, di quelli non regolamentati (-3,9%), la cui diminuzione è in parte compensata dalla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,8%), degli Alimentari lavorati (+1,6%), degli Alimentari non lavorati (+0,8%) e dei Beni non durevoli (+0,6%).

L’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra un aumento su base mensile dello 0,4% e del +6,3% su base annua: la stima preliminare era +6,6%. L’aumento congiunturale dell’Ipca, a differenza del lieve calo registrato dal Nic, è spiegato dalla fine dei saldi stagionali prolungatisi in parte anche a marzo e di cui il Nic non tiene conto.

“La stima definitiva di aprile – commenta l’istituto – accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Le tensioni inflazionistiche continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto ‘carrello della spesa’ che si porta a +5,7%”.

TAG: consumi, Inflazione, Istat
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