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Shirin Abu Aqla, giornalista de Al Jazeera, massacrata dalle forze israeliane

| 11 Maggio 2022 | CRONACA

La sparatoria tra i vicoli, un’altra incursione, i raid vanno avanti da un mese. Come vent’anni fa Jenin diventa la prima linea, qui l’esercito israeliano ha combattuto la battaglia più dura della seconda intifada, parte dell’operazione Scudo Difensivo ordinata da Ariel Sharon per colpire i gruppi estremisti dentro ai territori palestinesi.

Shirin Nasri Abu Aqla (51 anni, palestinese, nata a Gerusalemme Est) è lì per la televisione Al Jazeera, c’era anche allora. Il giubbotto blu con la scritta Press (Stampa), le telecamere: tutti i segni, i segnali, per poter fare il suo lavoro senza diventare un bersaglio. Un proiettile l’ha colpita alla testa, i colleghi dei giornali palestinesi l’hanno portata in ospedale, era già morta. Adesso restano i video, le accuse, le promesse di inchieste.

Il Qatar, proprietario dell’emittente popolare in tutto il mondo arabo, sostiene che Shirin sia stata ammazzata dagli israeliani con un colpo alla faccia: «Questo terrorismo dello Stato israeliano deve cessare», proclama Laula Al Khater, vice-ministra degli Esteri.

Da Gerusalemme Yair Lapid offre al governo palestinese di effettuare un’autopsia congiunta (per ora Ramallah rifiuta), l’esercito israeliano fa circolare un video in cui si vede un miliziano arabo sventagliare il kalashnikov verso il fondo di una stradina per poi urlare: «Ne abbiamo preso uno, è a terra». I portavoce spiegano che nessun soldato è stato ferito e ipotizzano che il corpo sia quello della giornalista. Il governo di Naftali Bennett affronta da un mese e mezzo l’ondata di attacchi nelle città israeliane, i morti sono già 17. Le operazioni militari in Cisgiordania, come quella a Jenin, sono state intensificate, gli attentati tra i civili sono solo rallentati, non sono stati fermati, l’ultimo una settimana fa, a colpi di ascia.
TAG: giornalista, Israele, Palestina, Shirin Abu Aqla
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