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Il futuro del lavoro è dei mestieri ibridi: l’esempio della psicoeconomia

| 10 Maggio 2022 | ATTUALITÀ

In un mondo dinamico e in costante evoluzione, contraddistinto da un mercato altrettanto esigente, conoscere una sola disciplina non è più sufficiente. In piena affermazione dell’avanzamento digitale e tecnologico, le nuove figure contemporanee devono promettere e garantire la commistione di più abilità e competenze.

Esigenze nuove richiedono mestieri sempre più ibridi

Complice l’era digitale e il suo effetto domino in vari ambiti della società, l’odierno mercato del lavoro e le dinamiche al suo interno sono contraddistinti da richieste ben differenti rispetto al passato. Il mutamento avviato dallo scoppio della pandemia ha dato abbrivio al ripensamento su ruoli e competenze necessarie in una comunità sempre più interconnessa. Stando agli ultimi dati, le costanti restano la certificazione delle competenze e l’investimento sulla formazione. Eppure, i neolavoratori devono possedere nuovi requisiti. Tra le principali discriminanti contemporanee abbiamo l’acquisizione di competenze abilità ibride e trasversali, oltre alla dedizione, all’empatia e alla sostenibilità.

Per affrontare le nuove esigenze del mercato, un ateneo di alta qualità deve pertanto essere in grado di preparare gli studenti ad apprendere la flessibilità attraverso l’insegnamento di abilità e competenze multifunzione. La nuova necessità nasce anche dal gap creato i posti di lavoro vacanti, 233mila nel 2021 in Italia, e l’assenza di figure adatte a ricoprire quei determinati ruoli. Di conseguenza, la combinazione di conoscenze per ampliare il ventaglio di opportunità professionali, combinare più conoscenze teoriche e pratiche diventa requisito determinante per affiancare le moderne realtà aziendali, alla ricerca di figure interpretative che possiedono la giusta esperienza in diversi ambiti.

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L’esempio della Psicoeconomia

A tal proposito, conoscere i meccanismi di reskilling, ossia di acquisire nuove abilità per svolgere lavori differenti rispetto al proprio, e di upskilling, al fine di svolgere una mansione in maniera differente, può fare la differenza. Accanto a queste strategie formative, c’è un’altra possibilità per incrementare le proprie abilità sin dal principio: è proprio grazie all’innovazione universitaria che oggi è possibile ottimizzare il proprio profilo professionale.

Un chiaro esempio in merito è l’accesso alla facoltà di psicoeconomia, il cui percorso viene portato avanti seguendo regole ben precise. Il percorso formativo riconosce l’equo valore delle dinamiche commerciali e sociali e prepara il singolo discente ad analizzare al meglio i dati economici per interpretarli al meglio tenendo a mente il contesto psicosociale di riferimento. Il percorso di psicoeconomia è oggi accessibile anche a distanza, per venire incontro a chi, per diversi motivi, si trova impossibilitato a frequentare le lezioni presso le sedi fisiche. Per chi è interessato a intraprendere questo corso di laurea online può trovarla nelle migliori università telematiche riconosciute dal Miur: https://www.studentville.it/universita-telematica/, come descrive ampiamente il sito Studentville.it

Puntare sulla qualifica nel periodo accademico può diminuire i tempi di ricerca nel mercato del lavoro. Non a caso, di recente molti atenei stanno diversificando l’offerta formativa per agevolare l’acquisizione di competenze multifunzione durante il periodo accademico, attraverso materie specifiche da apprendere in sede di formazione e il riconoscimento della facoltà di psicoeconomia dimostra l’importanza della commistione di skill da parte delle realtà aziendali.

TAG: lavoro, mestieri ibridi, Psicoeconomia
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