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Nel M5S è tempo di chiarimenti e riflessioni

| 31 Gennaio 2022 | POLITICA

Giuseppe Conte non vuole sentire parlare di fallimenti né addossarsi tutta la responsabilità per le circostanze che hanno portato alla rielezione di Sergio Mattarella. Quello che cerca sono piuttosto dei chiarimenti da parte dell’ex leader e ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che aveva così commentato il secondo mandato di Sergio Mattarella: “Alcune leadership hanno fallito, hanno alimentato tensioni e divisioni: dobbiamo lavorare per unire, per allargare, la politica in questi giorni è rimasta vittima di se stessa. Per fortuna questo stallo l’ha risolto il Parlamento grazie anche al contributo del presidente del consiglio Mario Draghi. Io non commento quello che succede nelle altre forze politiche, credo solo che nel M5S serva aprire una riflessione politica interna”.

Di Maio non ha fatto nomi, ma il presidente del M5S si è sentito tirato in causa e ha risposto così: “Se Di Maio parla di fallimento o ha delle posizioni le chiarirà perché lui era in cabina di regia, come ministro l’ho fatto partecipare”, ha detto. “Ci dirà perché non ha chiarito questa posizione e, soprattutto, ci chiarirà i suoi comportamenti”. Secondo Conte, Di Maio deve delle spiegazioni non tanto a lui, quanto agli iscritti del M5S.

Nella serata di ieri, Di Maio ha però fatto sapere: “Decisioni in cabina di regia? Non si è mai parlato di fare annunci roboanti su presunti accordi raggiunti con Pd e Lega, oggi smentiti anche dal segretario dem Letta. Non si provi a scaricare le responsabilità su altri. È chiaro che ci sono diversi aspetti che vanno chiariti”.

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Quanto ai rapporti col Pd, Conte nel corso della giornata odierna ha definito “fantasiose” le ricostruzioni sui possibili dissidi tra il suo gruppo e i dem nonostante lo stesso segretario del Pd avesse parlato di “frizioni” poi risolte. “I rapporti con il Pd sono ottimi”, ha assicurato Conte. “Con Enrico Letta ci siamo sentiti ancora stamattina, abbiamo vissuto dal di dentro la trattativa … non c’è stata ombra di opacità”.

Conte ha anche affermato che erano “a un passo” dall’eleggere una donna al Quirinale. “Posso dirlo? L’avevano chiuso l’accordo”. Non ha però specificato né cosa è andato storto né su quale nome fosse stata trovata la quadra. Secondo alcune indiscrezioni, si sarebbe trattato di Elisabetta Belloni, a capo del Dipartimento di informazione e sicurezza, la cui candidatura sarebbe stata bocciata da Forza Italia e Italia viva.

Conte non è l’unico a pretendere chiarimento da parte di Luigi Di Maio. Anche Riccardo Riccardi, vicepresidente dei pentastellati, ha affermato che il suo collega dovrà “rendere conto al Movimento di alcuni passaggi” e se “ci sono gruppi che ritengono di fare politica dentro i palazzi, questo non rappresenta il vero M5S”. Ricciardi ha anche difeso Conte affermando che ha una legittimazione forte.

Sul tema è intervenuto anche Alessandro Di Battista, che non è più iscritto al gruppo ma continua a seguire da vicino quello che succede al suo interno. “Da anni è necessaria una riflessione politica all’interno del Movimento ma è vigliacco mettere oggi sul banco degli imputati l’ultimo arrivato che al netto di idee diverse su alcune questioni considero persona perbene e leale”, ha scritto su Facebook l’ex deputato.

Parole che sono state accolte con grande piacere da Conte. “Mi fa piacere il suo apprezzamento: lui è una persona intelligente che esprime delle opinioni e con il quale il dialogo c’è sempre stato”, ha replicato. “Di Battista è un componente storico del Movimento: se si potesse riaprire un dialogo con lui a me farebbe sicuramente piacere”.

TAG: Alessandro Di Battista, Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, M5S
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