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Conte (M5S) frena sui nomi al Quirinale

| 5 Gennaio 2022 | POLITICA

Dall’elezione del prossimo presidente della Repubblica ai temi legati alla situazione coronavirus in Italia. Sono questi gli argomenti affrontati dal presidente del M5S Giuseppe Conte durante il suo intervento all’assemblea dei deputati e senatori pentastellati. La riunione, via Zoom, è stata indetta con all’ordine del giorno l’emergenza sanitaria, ma l’ex premier ha voluto fare “una premessa sul tema del Quirinale”.

Durante il suo discorso, Conte ha spiegato che “all’inizio della settimana prossima avremo una assemblea congiunta dedicata specificamente al tema del Quirinale”. Tuttavia, non è mancato qualche passaggio sul tema. Per il Colle “ciascuno di voi sarà chiamato a esprimere un voto importante, perché verrà a incidere su un passaggio determinante della vita istituzionale del nostro Paese. Ma questo voto sarà ancora più importante e determinante se saremo compatti e ci ritroveremo a condividere tutti insieme la scelta che saremo chiamati a operare”, ha detto il presidente del M5S.

“Ne passerà di acqua sotto i ponti da qui alle votazioni di fine mese. Non è questo il momento di fare nomi. Al limite questo è il momento dei profili. Di nomi ne verranno fuori tanti nei prossimi giorni, non agitiamoci adesso: l’importante è che noi ci confronteremo e decideremo tutti insieme”, ha aggiunto. E ancora: “Non credete a tutto quello che scrivono. Ho letto che avrei fatto nomi e che avrei utilizzato emissari per incontrare altri esponenti politici. Io parlo direttamente con tutti. Ripeto non ho fatto nomi e non mi servo di emissari. Siamo il partito di maggioranza relativa e abbiamo un dovere di responsabilità e credibilità verso l’intero Paese: evitiamo di dare l’immagine di andare in ordine sparso e di un Movimento spaccato. Lavoriamo affinché vi sia un’unica posizione compatta del M5S”.

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Dopo la “premessa” sul Quirinale, Conte ha parlato dei temi legati all’emergenza coronavirus. “Il governo ha il dovere di spiegare in modo chiaro e trasparente l’attuale situazione epidemiologica, chiarendo le ragioni e gli obiettivi che si vorrebbero raggiungere con le eventuali nuove misure restrittive, così da poter mantenere saldo il rapporto di fiducia e assicurarsi il pieno coinvolgimento dei cittadini”, ha detto l’ex presidente del Consiglio.

“Si preannuncia il quinto decreto-legge in poche settimane e questo alimenta una certa confusione e la sensazione che i nuovi sacrifici che si imporrebbero ai cittadini potrebbero non essere commisurati agli attesi benefici, anche perché la soglia dei cittadini vaccinati è già alta: 89% di vaccinati con prima dose e 86% con la seconda, se si ragiona della popolazione vaccinabile. Una puntuale informazione vale anche a evitare che si alimentino nuove sacche di diffidenza e quindi di resistenza tra la popolazione”, ha aggiunto. “Le eventuali nuove misure restrittive – ha ribadito – debbono avere il conforto di chiare evidenze scientifiche e commisurate alla reale condizione epidemiologica, con ragionevole previsione che siano adeguate rispetto agli obiettivi presi di mira”.

Riguardo ai vaccini, Conte ha chiesto “che siano consentiti tempi rapidi di vaccinazione in tutte le aree del Paese, stante la diffusa criticità che diffusamente viene registrata nelle prenotazioni delle dosi booster”. “Appare paradossale ragionare di obbligo vaccinale quando anche coloro che volontariamente si rendono disponibili per la terza dose incontrano difficoltà a farlo in tempi brevi”, ha detto.

Sulla scuola, ha sottolineato che “va garantito il diritto allo studio in presenza a tutti i nostri alunni e studenti. Non possiamo affidarci nuovamente alla Dad dopo due anni di pandemia. Va garantita la distribuzione delle Ffp2 nelle scuole per garantire prevenzione e sicurezza”. A proposito di Ffp2, ha chiesto che “sia incrementata la disponibilità, oltre a efficaci controlli per verificare che i prezzi siano effettivamente calmierati e facile accesso ai tamponi”.

Un passaggio anche sul lavoro a distanza: “Condizione preliminare perché si possano prendere in considerazioni ulteriori restrizioni è che si introduca subito il ricorso allo smart working. È inaccettabile che l’Europa faccia massiccio ricorso a questa misura e proprio noi che siamo stati i capofila l’abbiamo dismessa in questa fase della pandemia”.

Infine, Conte ha detto che “è assolutamente necessario che le misure restrittive siano accompagnate dalla erogazione di adeguati ristori, fornendo supporto materiale e logistico a chi vede compromesse le proprie attività economiche. Occorre finanziare la proroga della Cig con causale Covid-19 e la proroga dell’equiparazione dei periodi di quarantena allo stato di malattia, almeno fino al termine dello stato di emergenza. Dobbiamo programmare uno scostamento di bilancio per queste necessità. Va assicurata l’immediata erogazione delle indennità economiche per gli infermieri, già finanziate un anno fa e non ancora corrisposte”.

TAG: Giuseppe Conte, M5S, Quirinale
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