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La comprovata esperienza degli esperti per la composizione negoziata della crisi d’impresa

Errori di locuzione o ripensamento interessato?
| 18 Novembre 2021 | ECONOMIA

Il nuovo articolo 3, comma 3, del D.L. 118/2021 conv. nella L. 147/2021, subordina l’iscrizione all’elenco degli esperti che dovranno condurre la composizione negoziata della crisi d’impresa al possesso di requisiti di anagrafici ordinamentali (5 anni di iscrizione all’Ordine professionale) ed esperenziali (precedenti esperienze nelle ristrutturazioni aziendali e nelle crisi d’impresa). L’ulteriore conoscenza di tecniche di facilitazione e mediazione costituirà invece titolo di preferenza non in sede di iscrizione ma di nomina effettiva (art. 3, comma 5).

Tali condizioni valgono sia per Commercialisti che per Avvocati e Consulenti del lavoro (questi ultimi devono aver concorso in almeno 3 casi alla conclusione di accordi di ristrutturazione o alla presentazione di concordati in continuità).

Stefano Sfrappa – presidente SIC

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Ma nella relazione illustrativa e nel conseguente D.L. 118/2021 era stato chiarito che i Commercialisti avessero già di per sé la necessaria competenza in ambito aziendale, e pertanto non era richiesta la comprovata esperienza specifica. Dunque tale modifica ha avuto luogo soltanto nell’iter di conversione dello stesso Decreto Legge. Delle due l’una: o la versione definitiva è figlia di una “svista” lessicale (tra la previsione dei Commercialisti o degli Avvocati, avrebbe dovuto esserci la congiunzione “o” in luogo di “e”, oppure il punto e virgola come era nella versione originaria), oppure tale equiparazione agli Avvocati ed ai Consulenti del Lavoro è stata successivamente voluta o addirittura suggerita da qualche soggetto interessato.

Successivamente il nostro Consiglio Nazionale pubblica il Regolamento del 27/10/2021 finalizzato a disciplinare l’attività degli Ordini territoriali che dovranno raccogliere le domande, verificarne la completezza e trasmetterle alla locale Camera di Commercio. Non comprendiamo bene il motivo del coinvolgimento degli Ordini per tale procedimento di iscrizione, ma in ogni caso il nostro C.N., né con tale regolamento, né in altra sede o maniera sembra porsi il problema che invece noi stiamo evidenziando.

Ma tale equiparazione mortifica la nostra preparazione culturale di base e non crediamo quindi che possa essere richiesta in capo a professionisti che hanno già un profilo aziendalistico specifico, corroborato anche in sede di praticantato (obbligatorio).
Vogliamo propendere per la distrazione lessicale ed invitiamo pertanto il Legislatore ai dovuti correttivi, perché analogo (e più grave) errore insiste anche nell’articolo 2, comma 1, della L. 147/2021, laddove, tra i presupposti soggettivi di accesso, vengono individuati gli imprenditori commerciali e agricoli (mentre crediamo, invece, che l’intento fosse stato quello di considerare alternativamente i due soggetti con la locuzione “o”, anche perché, viceversa, pochissimi sarebbero gli imprenditori in possesso della doppia qualità, commerciale ed agricola).

Auspichiamo pertanto in una veloce correzione normativa (anche con emendamento interpretativo), perché un sistema così articolato finirebbe per penalizzare ulteriormente i nostri giovani Commercialisti che, non avendo ancora potuto maturare direttamente un’esperienza specifica in ristrutturazioni o crisi, sarebbero destinati a non entrare mai nell’elenco di tali Esperti. E ciò pur partecipando alla formazione specifica di 55 ore, anche questa da noi ritenuta eccessivamente gravosa rispetto ai “già Commercialisti” (!).

Per Sindacato italiano Commercialisti
Il Comitato direttivo

TAG: commercialisti, Imprese
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