È il lavoro a determinare il Pil del Paese, non “astratte alchimie finanziarie”, ma oltre ad essere fattore economico è anche l’elemento che fa funzionare la società. Per questo merita “riconoscimento e tutela”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso al Quirinale in occasione della consegna delle “Stelle al Merito del Lavoro” alle Maestre e ai Maestri del Lavoro 2020 e 2021.
A loro, Mattarella dice: “Questo incontro, le insegne che avete poc’anzi ricevuto, ricordano che gli avanzamenti civili e sociali sono sempre il frutto di sforzi comuni di persone e di gruppi, di comportamenti che trasmettono valori, di un’etica che diviene base di una cultura condivisa. Il lavoro è tutt’altro che un fattore esclusivamente economico. Non c’è dubbio che il lavoro sia motore dell’economia, ma è altresì elemento che sorregge il funzionamento della società: rappresenta esso stesso un valore su cui si basa la coesione di una comunità. Per questo merita riconoscimento e tutela: è una componente essenziale della dignità di ciascuno”.
Nel lavoro “si esprimono la creatività delle donne e degli uomini, e il loro contributo al bene comune. Le attività che avete svolto hanno certamente richiesto sacrifici, sovente abnegazione. Nello svolgerle si è rafforzata la vostra esperienza di vita e la coscienza di far parte di una comunità via via sempre più ampia”.
Il Capo dello Stato ha poi rimarcato che “la ricchezza di un Paese si misura sulle opportunità di lavoro che sa offrire ai suoi cittadini. Il prodotto nazionale lordo della Repubblica è frutto del lavoro, non di astratte alchimie finanziarie. La nostra Costituzione, con saggezza, ha collocato il lavoro alla base della Repubblica. La Repubblica fondata sul lavoro non è il sogno di un tempo passato. È una sfida sempre attuale, esigente, che dobbiamo saper affrontare senza sottrarci alle necessarie innovazioni, anzi procedendo alla velocità del mondo globale. È sul capitale umano che si fonda il futuro del nostro Paese.
Dunque sui lavoratori, di ogni ambito e carattere”.