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Una questione di mentalità. Intervista al giovane imprenditore Giorgio Trabaldo

| 28 Luglio 2021 | ATTUALITÀ

Torinese, classe 1998, il giovanissimo Giorgio Trabaldo è uno degli imprenditori digitali di maggior successo nel nostro paese. Attivo nel marketing e nel business online, nelle consulenze come nella condivisione social di contenuti ed esperienze, Giorgio Trabaldo è una personalità che vive il suo lavoro completamente immerso nel dinamismo e nella versatilità del web.
Il Format è andato a intervistarlo, per conoscere alcuni tratti del suo carattere e per rilevare i suoi pensieri in merito ad alcuni aspetti del periodo storico che stiamo vivendo.

Giorgio, come presenteresti il tuo lavoro a chi ancora non ti conosce?

E’ sempre difficile rispondere a questa domanda. Io mi sento una persona che fa molte cose. Mi occupo, ad esempio, di marketing e di business online, divulgo informazioni nel settore dell’imprenditoria digitale e creo contenuti su mindset e crescita personale. In sintesi, aiuto gli altri a creare valore. Li aiuto a capire le giuste strade da seguire e do loro supporto e consigli per emergere. Lavoro sia con giovani, la maggior parte, sia con persone che hanno più di 30 anni.
Un’altra cosa che faccio, e che mi piace molto, è condividere le mie esperienze, professionali e non, in canali social come Instagram e YouTube. Racconto ciò che vivo e cerco di trarre delle conclusioni che possano essere di aiuto o di illuminazione per le persone che mi seguono.

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In modo esplicito, presentandoti, hai fin da subito posto l’accento sull’importanza della condivisione. Ti definisci un divulgatore ed ami condividere le tue esperienze nei social network. Che peso dai al valore della condivisione nel tuo lavoro e nella tua vita?

Beh, condividere è per me una cosa importantissima. Condividere significa crescere e far crescere chi è intorno a me. Non sarei dove sono adesso e non riuscirei ad aiutare le persone nei loro progetti se di mezzo non ci fosse la condivisione.
Alcuni giorni fa, per dirti, sono tornato da un tour in giro per l’ Italia (sono stato a Milano, Roma, Cagliari, Bari, Firenze, Napoli e Rimini) che mi ha tenuto lontano da casa per tre settimane. In queste giornate, dove ho tenuto numerosi incontri in cui ho parlato di business, imprenditoria e crescita personale, ho vissuto costantemente sulla mia pelle momenti di condivisione davvero intensi. C’è stato uno scambio continuo di opinioni ed esperienze tra me e le persone presenti ai miei eventi che mi ha fatto molto ma molto bene. Ho visto una partecipazione fortissima. E questo, tra l’altro, mi rende molto speranzoso circa l’avvenire. Ho visto molta gente consapevolizzarsi, “svegliarsi”, passami il termine, e capire che il mondo oramai è cambiato. La gente ha compreso che c’è un cambiamento in atto e vuole cavalcarlo.

Chi sono i tuoi maestri e le tue fonti di ispirazione?

Vedi, anche in questo caso si gioca tutto sulla condivisione. Sono una persona che viaggia moltissimo. In America e in giro per l’Europa ho potuto conoscere alcune delle personalità imprenditoriali più importanti a livello globale. Da queste persone, che hanno appunto condiviso le loro esperienze e i loro segreti lavorativi con noi giovani, ho imparato moltissime cose utili e fondamentali per la mia crescita professionale. Senza alcun dubbio, posso dire che mi sono formato all’estero in modo decisivo.

Nel 2019, a Londra, per esempio, ho fatto un corso con Anthony Robbins. A Miami, sempre nel 2019, ho partecipato come spettatore ad alcuni eventi di Grant Cardone. Si parlava di business e di vendita. Avevo 20 anni. Per me andare in America da solo è stato un sogno che si è avverato. Ho avuto la fortuna di vedere anche Los Angeles e Las Vegas, dove ho partecipato a numerosi altri eventi e corsi.

Più di recente, due mesi fa, sono invece stato intervistato dal grandissimo Eric Worre, uno dei maestri supremi del Network Marketing e punto di riferimento indiscusso nella formazione per chi fa network. Tra pochi giorni uscirà il video dell’intervista sul mio canale YouTube.

Chi è invece il tuo punto di riferimento in Italia?

Dario Silvestri e Giorgio Trabaldo

Dario Silvestri e Giorgio Trabaldo

Senza alcun dubbio Dario Silvestri. Dario Silvestri è un grandissimo imprenditore ed uno dei massimi specialisti della performance qui in Italia. È partito come osteopata, ha creato scuole di osteopatia e poi ha fatto moltissime altre cose. Silvestri è da due anni il mio mentore, mi aiuta a crescere come persona e come professionista e, lo ripeto sempre, ringrazio Dio che esista. Ha scritto un libro, “Il potere del cambiamento”, che per me è un punto di riferimento insostituibile. La prefazione del libro, oltretutto, è di Giorgio Chiellini, neo campione d’Europa. I due hanno un rapporto molto intimo. Dario, come è facile intuire, è una personalità straordinaria ed estremamente versatile.

Nonostante la tua giovane età sei già un imprenditore di successo. In molti, al posto tuo, avrebbero lasciato gli studi per vivere soltanto del proprio lavoro. Tu invece hai scelto di continuare. Come riesci a gestire l’università da un parte e un lavoro così impegnativo e totalizzante dall’altra?

Esattamente, mi sto per laureare in Economia a Torino. Guarda, per me una cosa non esclude l’altra. Il lavoro non esclude lo studio e lo studio non esclude il lavoro. Ho tanta fame, curiosità, voglia di conoscere e realizzare cose. Avere una solida formazione culturale è per me di fondamentale importanza. Mi chiedi come faccio a gestire le due cose? Studio la sera, dalle 10 alle 2 di mattina. Sono una persona che riesce a concentrarsi facilmente e per fortuna ho poco bisogno di dormire.
Mi sento iperattivo e mi piace l’idea, tra dieci anni, di vedere che cosa avrò costruito. In tutti i campi della mia vita. Spesso mi guardo intorno e vedo gente pigra e con poca voglia di fare. Io invece mi sento esagerato, aggettivo che mi piace. Non mi basta mai quello che ho e cerco sempre nuovi stimoli.
Dico quindi che bisogna fare le due cose insieme: il lavoro perché è ciò che apre veramente gli occhi sul funzionamento del mondo, e l’università perché dà cultura, reputazione, contatti ed innalza lo status sociale e, quindi, professionale, di una persona.

Nei tuoi video ti capita spesso di spronare le persone all’intraprendenza, soprattutto i più giovani. Cosa noti intorno a te che si potrebbe cambiare nel rapporto tra gioventù e mondo del lavoro?

Secondo me c’è una mentalità sbagliata che domina i nostri pensieri in questo discorso. È da giovani che ci si può e che ci si deve spremere, non dopo come siamo portati a pensare. Un conto è farlo a vent’anni, un altro a quaranta. Bisogna costruire adesso perché domani sarà più difficile. Ci saranno molti più limiti e vincoli. La gente, invece, dice e fa il contrario. Inizia a spremersi e ad ottenere successo nel lavoro mediamente a quaranta o cinquant’anni. E questo perché? Secondo me per due motivi principali. Il primo è perché ormai tutti fanno così. Tutti iniziano a fare sul serio, per una ragione o per l’altra, a quell’età. E la gente imita gli altri. È un circolo vizioso. Il secondo motivo è perché la gente insegna che prima bisogna “imparare” e soltanto dopo “fare”. Non è così, però. Si impara facendo. E facendo si impara molto di più. La vita è molto più pratica che teorica.
La gente e la società dicono invece: “studia, studia, studia!”. Lo studio, però, da solo non basta. Va affiancato al lavoro, alla pratica. Per questo dico sempre a tutti, specialmente ai più giovani, di buttarsi e di fare esperienze il prima possibile. Bisogna essere svegli, pronti, intelligenti e con voglia di fare. È giusto mettersi in gioco e poter dire la propria anche da giovani, senza chiedere il permesso a nessuno. E il mondo dell’online, in tutto questo, è un’opportunità grandissima.

I riferimenti online di Giorgio

TAG: digital marketing, digitale in Italia, Giorgio Trabaldo, Imprenditore digitale
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