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L’assessore di Voghera, Massimo Adriatici, ai domiciliari in una località segreta

| 25 Luglio 2021 | CRONACA

Il gip di Pavia ha convalidato l’arresto dell’assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera, Massimo Adriatici, confermando, per l’uomo politico, gli arresti domiciliari. Adriatici è accusato di eccesso colposo di legittima difesa per l’uccisione di Youns El Boussetaoui, avvenuta martedì sera con un colpo di pistola in piazza.

L’assessore non si trova più nella sua abitazione, bensì in un luogo segreto. La decisione, a quanto si apprende, è stata presa su richiesta della difesa perché sui social sono apparse immagini della sua abitazione.

Nell’ordinanza con cui conferma i domiciliari, il gip di Pavia scrive di “pericolosità dell’indagato” intesa come attitudine a “porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazione di criticità. Ciò che si vuole evidenziare – scrive il gip nell’ordinanza visionata dall’Ansa – è che lo stesso Adriatici ha dichiarato di aver estratto la pistola dalla tasca in un momento in cui era ancora lucido e consapevole delle proprie azioni”.

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E questo è avvenuto “prima che El Boussettaoui lo colpisse e prima dello stordimento. Tale azione appare decisamente spropositata a fronte di un uomo che lo stava aggredendo disarmato, nei cui confronti si è posto in una fase decisamente anticipata in una posizione predominante – scrive il gip -, ma in modo gravemente sproporzionato e creando le condizioni perché si addivenisse all’evento nefasto che poi purtroppo è effettivamente accaduto”.

E ciò si ritiene “soprattutto in considerazione della consapevolezza qualificata che si deve richiedere a un uomo con la professionalità dell’indagato per anni nelle forze dell’ordine ed esperto penalista, istruttore delle forze dell’ordine, esperienza in base alla quale l’uomo avrebbe dovuto essere in grado di discernere il rischio effettivamente corso e i valori che era chiamato a bilanciare in tale situazione”.

Venerdì l’interrogatorio è durato circa tre ore. Fatto davanti al gip di Pavia Maria Cristina Lapi, per la convalida dell’arresto e dei domiciliari dell’assessore. Dopo aver risposto alle domande del gip, l’esponente leghista, che si è autosospeso dalla sua carica, si è allontanato a bordo di un’auto in compagnia dei suoi legali. L’uomo ieri avrebbe esposto nel dettaglio la versione resa nell’immediatezza, secondo cui il colpo sarebbe partito accidentalmente durante una colluttazione.

Come riporta La Repubblica, c’è un testimone diretto della morte di Youns El Boussettaoui. Il teste ha descritto una scena del delitto vista da molto vicino: “Ho visto un signore italiano che stava parlando al telefono, Youns lo ha spinto e l’italiano è caduto in terra sulla schiena. A quel punto, mentre era sdraiato, ha estratto la pistola dal fianco e gli ha sparato un colpo a sangue freddo. Dopo essere stato colpito, Youns è corso via con la mano sulla pancia e poi è caduto a terra”. E ancora: “Ero a sei, sette metri dalla scena. Quello che sparava, l’ho visto che chiamava l’ambulanza. Poi sono arrivati i carabinieri, poi la polizia”.

L’uomo era già stato sentito dai pm e dai carabinieri mercoledì scorso. I legali dei famigliari di Youns El Boussetaoui hanno depositato la testimonianza in cui afferma di aver visto il politico prendere la mira e sparare. Agli inquirenti però, a quanto si apprende, non aveva riportato questa circostanza.

Dopo l’interrogatorio Adriatici è stato trasferito in una località segreta su richiesta dei legali della difesa. Secondo quest’ultimi l’incolumità del politico sarebbe a rischio dopo che una persona vicina ad ambienti dell’estrema destra vogherese ha postato un video paventando disordini nella manifestazione del pomeriggio e ha inquadrato l’abitazione dell’assessore.

Sono alcune centinaia, in gran parte di origini arabe, le persone che a Voghera hanno protestato per l’uccisione di Youns El Boussettaoui. Al presidio, organizzato davanti al luogo in cui l’immigrato è stato colpito, anche esponenti di varie realtà di sinistra. “Vogliamo giustizia” scandiscono i manifestanti, che accusavano Adriatici di essere un “assassino” e gridavano  “in galera”, “in galera” oltre al nome di Youns.

I manifestanti questo pomeriggio si sono ritrovati in corteo in piazza Meardi. Con il megafono c’era chi invitava a tenere le mani in alto dicendo “non vogliamo casino”. Fra i cartelloni, diversi quelli contro la Lega, come la scritta ‘Salvini sei contento?’ con accanto una svastica.

“Via la Lega da Voghera” un altro degli slogan scanditi dai partecipanti. Fra gli intervenuti al microfono in piazza anche Gad Lerner e Bahija, la sorella di Youns, che ha ribadito che lui è stato “ammazzato sparato al cuore” ma era “malato”. I manifestanti si sono poi mossi verso il Comune ma, in via Cavour, hanno trovato uno schieramento di polizia in assetto antisommossa. Dopo alcuni minuti di attesa sono retrocessi fino a Piazza della Liberazione. Ma parte di loro, non in corteo, ha raggiunto comunque il municipio dove sono stati scanditi slogan contro l’assessore alla sicurezza Massimo Adriatici: “Assassino, assassino”. Non si sono registrati particolari momenti di tensione.

TAG: arresti domiciliari, Massimo Adriatici, omicidio, Voghera
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