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I quattro ragazzi vennero convocati in caserma e intercettati in una saletta

| 6 Giugno 2021 | CRONACA

A fine agosto 2019, oltre un mese dopo la denuncia per il presunto stupro, Ciro Grillo e i suoi tre amici accusati vennero convocati nella caserma di Quarto a Genova per il sequestro dei telefoni cellulari. I quattro furono fatti accomodare in una saletta dove vennero piazzate alcune microspie che captarono i loro discorsi.

Poche frasi dalle quali trasparirebbe la preoccupazione sui video girati e le foto scattate quella notte e su quanto scritto nelle chat con gli amici. E un sospetto pronunciato da uno dei 4: “Ho paura che quella ci ha denunciato”. Nei giorni precedenti al sequestro degli smartphone i quattro accusati avevano avuto fitti scambi di messaggi. Nelle conversazioni intercettate si parla di “tre vs 1”. In un altro scambio tra due di loro si palesa la consapevolezza che quella serata stava diventando un guaio per loro.

La presunta violenza è del 17 luglio 2019 nella residenza di Beppe Grillo a Porto Cervo. Secondo l’accusa, la ragazza allora 19enne, avrebbe subito prima uno stupro da uno e poi dagli altri tre dopo che era stata costretta a bere vodka. I quattro hanno sempre detto che la studentessa era consenziente. Una versione ribadita da Ciro Grillo ancora lunedì scorso davanti ai carabinieri di Genova, dove ha anche detto che quello nelle foto, fatte mentre l’amica della studentessa dormiva, “non ero io”.

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Poco prima della scadenza dei 20 giorni tra l’avviso di chiusura indagini e la richiesta di rinvio a giudizio i legali dei quattro hanno chiesto alla procura di Tempio di sentire David Enrique Byo Obando, il norvegese di 21 anni, che la studentessa aveva accusato di stupro l’anno prima. I pm non lo hanno però sentito e potrebbe a questo punto essere chiamato a testimoniare nel corso dell’eventuale processo.

La procura di Tempio ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro. Le accuse nei loro confronti è di violenza sessuale di gruppo aggravata dall’uso di sostanze alcoliche nei confronti della studentessa italo-norvegese, e di violenza sessuale di gruppo nei confronti della seconda ragazza per alcune foto oscene scattate mentre la giovane dormiva sul divano. Da questa accusa è escluso uno di loro.

“Dopo il video di Beppe Grillo si è scatenato un derby. Una faziosità dannosa sia per le vittime che per gli indagati, tanto più che si tratta di giovanissimi. Tutta la vicenda, invece, doveva fare riflettere sugli errori fatti e servire da esempio anche ad altri giovani”, ha detto Vinicio Nardo, avvocato della seconda ragazza coinvolta nel presunto stupro di gruppo.

L’amica della ragazza italo-norvegese è quella che ha subito abusi per le foto oltraggiose che Grillo jr e due dei tre amici hanno scattato mentre lei dormiva. Il legale, che è anche presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Milano, sottolinea di non parlare a nome della famiglia. “Era scontato che la procura chiedesse il rinvio a giudizio. Un po’ meno che il gup lo fissasse in tempi così rapidi. Spero non ci si lasci prendere dalla fretta in una vicenda così delicata che richiede ponderazione, riflessione e serenità”.

TAG: Ciro Grillo, indagini, processo, stupro
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