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Regione Puglia: Emiliano chiude le scuole nel barese e nel tarantino

| 11 Marzo 2021 | CRONACA

In Puglia contagi e ricoveri continuano a salire. In alcune province è stata superata la soglia dei 250 casi attualmente positivi ogni 100mila abitanti: si tratta del limite fissato dal governo nel nuovo Dpcm e che consente alle Regioni di intervenire con restrizioni, ad esempio chiudendo le scuole. Ed è quello che ha deciso di fare il governatore Michele Emiliano: istituti chiusi nel Barese e nel Tarantino. Nelle due province, ha spiegato il governatore, i dati “sono allarmanti” e c’è la “quasi completa saturazione dei posti letto Covid”. Il presidente della Regione ha firmato un’ordinanza con nuove misure restrittive su tutto il territorio. Mentre ulteriori restrizioni sono state introdotte a Bari dal sindaco Antonio Decaro.

Il tasso di incidenza dei contagi “a Bari, negli ultimi 7 giorni, è ulteriormente cresciuto fino a 323 casi per 100mila abitanti (+26%). A Taranto è pari a 285 per 100mila, con una crescita del 29%. In queste due province si devono immediatamente chiudere tutte le scuole alla luce dell’ultimo Dpcm del governo e quindi emetterò le relative ordinanze”, ha scritto su Facebook Emiliano. “I dati sono allarmanti per il crescente numero di contagi che ormai rileviamo da giorni”, ha sottolineato. Più tardi ha firmato il provvedimento, valido da venerdì 12 marzo fino al 6 aprile: sono sospese le attività dei servizi educativi dell’infanzia e le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno esclusivamente con modalità a distanza. “Resta salva – si legge nell’ordinanza – la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

Nell’ordinanza di Emiliano si stabilisce anche che, con “decorrenza immediata” e sino al 6 aprile, in Puglia “è vietato lo stazionamento all’aperto, presso gli spazi antistanti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le piazze, le pubbliche vie, i lungomare e i belvedere, se non si è in solitudine o non si è in compagnia di persone che fanno parte del proprio nucleo familiare o convivente, se non per usufruire di servizi essenziali”. Inoltre, “i sindaci” dovranno disporre “la chiusura al pubblico di strade o piazze nei centri urbani, allorquando valutino sussistente il rischio di assembramento, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”. Nei giorni festivi e prefestivi è vietato nella regione l’asporto di cibi e bevande dagli esercizi commerciali e dai distributori automatici a partire dalle 18.

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“I dati aggiornati ad oggi relativi al flusso aggregato della Protezione civile – ha aggiunto il governatore – rappresentano un valore di incidenza settimanale regionale pari a 222 casi per 100mila abitanti, aumentati del 22% rispetto ai 7 giorni precedenti. Solo due settimane fa il valore era di 135 casi per 100mila abitanti”. “Anche l’incidenza settimanale a Lecce, pur restando su valori più bassi, è aumentata del 59% rispetto alla settimana precedente e, in generale, risulta in aumento anche nelle altre province. L’indice di replicazione diagnostica al 6 marzo, un indicatore simile all’Rt ma che può essere calcolato più tempestivamente, si attesta su valori di 1.22, indicando che, in assenza di misure mirate a limitare al minimo indispensabile la circolazione delle persone e i contatti interpersonali, il livello di incidenza settimanale tra 14 giorni potrebbe superare, anche a livello regionale, i 300 casi per 100mila abitanti, ben oltre il limite di 250 su 100mila previsto dall’ultimo Dpcm per chiudere tutta la attività scolastica in presenza”, ha spiegato Emiliano. Si tratta, ha ribadito, “di una previsione drammatica che farebbe salire spaventosamente ricoveri e decessi”.

Intanto, cresce la preoccupazione anche per l’aumento dei ricoveri. “Le riunioni giornaliere di monitoraggio dei posti letto Covid hanno già registrato un aumento dei ricoveri, tali da determinare una quasi completa saturazione dei posti letto dedicati nelle province di Bari e Taranto. Ma anche nelle altre province pugliesi, se la curva epidemica dovesse continuare la sua progressione, si determinerà un ulteriore incremento di richiesta di ricovero e queste ultime non potranno più soccorrere quelle di Bari e di Taranto”, ha sottolineato Emiliano. “Assai problematica – ha scritto su Facebook – rischia di diventare anche la gestione dei posti letto no-Covid, che continuano a essere sacrificati per la necessaria devoluzione di posti letto alla rete Covid. Le capacità espansive della rete ospedaliera sono ormai al massimo della loro estensione a causa della mancanza di personale. Sarà quindi indispensabile un maggiore supporto dei medici di medicina generale e dei Dipartimenti di prevenzione per l’assistenza domiciliare dei malati Covid”.

In Puglia, quindi, la situazione più critica è nella provincia di Bari, dove mediamente si registra il 50% dei contagi quotidiani rilevati nella regione (ma osservata speciale è anche la provincia di Taranto). Nel capoluogo della Puglia, il sindaco Antonio Decaro ha deciso ulteriori restrizioni: divieto di asporto e chiusura dei distributori automatici di cibi e bevande dalle ore 18, sospensione delle attività di vendita al dettaglio dalle 19. La nuova ordinanza sarà in vigore dall’11 al 28 marzo. Il provvedimento si è reso necessario per “l’incremento esponenziale di nuovi casi”, ha spiegato il Comune. In particolare, l’ordinanza prevede il divieto di asporto di alimenti e bevande dalle 18 per tutte le attività di ristorazione comprese nel Codice ATECO 56 (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, food-truck) e per tutte le attività di commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati comprese nel Codice ATECO 47.25; la chiusura dei distributori automatici h24 di alimenti e bevande a decorrere dalle 18 alle 7; la chiusura dalle 19 di tutte le attività di vendita al dettaglio (eccetto generi alimentari, giornali e periodici, medicinali e articoli medicali, fiori e articoli florovivaistici, tabacchi, combustibili per uso domestico e carburanti per autotrazione, articoli funerari) sia negli esercizi di vicinato, sia nelle medie e grandi strutture di vendita, ancorché ricomprese nei centri commerciali, e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi.

La variante inglese, ormai prevalente anche in Puglia, sta confermando la sua maggiore capacità di trasmissione. Su 12.262 test per l’infezione da coronavirus, oggi sono stati registrati 1.571 casi positivi: 797 in provincia di Bari, 72 in provincia di Brindisi, 138 nella provincia Bat, 45 in provincia di Foggia, 201 in provincia di Lecce, 310 in provincia di Taranto, 1 caso di residente fuori regione, 7 casi di provincia di residenza non notai Sono stati rilevati 27 decessi: 15 in provincia di Bari, 1 in provincia di Brindisi, 2 in provincia Bat, 7 in provincia di Foggia, 2 in provincia di Taranto. In tutto in Puglia sono morte 4.188 persone. Sono 118.125 i pazienti guariti (+754), ma crescono i casi attualmente positivi: sono 36.595, a fronte dei 35.805 (+790) di ieri. I pazienti ricoverati sono 1.562 mentre ieri erano 1.532 (+30). Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall’inizio dell’emergenza è di 158.908.

TAG: chiusura, Michele Emiliano, Puglia, scuole
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