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Il Natale e la purezza infranta dello spirito cristiano. Parte I

| 23 Dicembre 2020 | CULTURA

Il Natale, nel mondo cristiano, è in assoluto una delle festività più sentite a livello collettivo. D’altronde, celebrando niente di meno che la nascita di Gesù Cristo, ha un’influenza culturale, oltre che religiosa, che per moltissime civiltà al mondo è impossibile da trascurare. Il Natale è quel periodo dell’anno che si riempie di magia e di stupore. Le strade e i palazzi si accendono di luci e di decorazioni, le tradizioni culinarie ci coccolano con i piatti più deliziosi e nelle nostre case si addobbano abeti e si costruiscono i presepi, questi ultimi con lo scopo di ricordare la venuta al mondo di Gesù Bambino.

Le feste natalizie sono l’occasione più sacra per poter passare del tempo in famiglia e con le persone a noi più care. Più che in qualsiasi altro momento, per esempio, il Natale vede ritornare al proprio paese o alla propria città d’origine chi, per motivi di studio o di lavoro, si trova lontano da casa. Il Natale, in poche parole, è famiglia e casa. Il Natale è l’affetto e lo stare insieme.

Adesso, tralasciando le tristezze e le difficoltà a cui ci sottopone la pandemia nella celebrazione di questa festa, e lasciando da parte anche l’ironia di chi considera un sollievo il non dover passare un pranzo o una cena con i parenti più antipatici, credo che sia giusto rivolgere la nostra attenzione sul messaggio cristiano che, nella sua semplicità, contiene il Natale.

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Il Natale, la famiglia e lo spirito cristiano oltre i confini religiosi

Abbiamo fatto riferimento, poche righe più in alto, alla magia e alla bellezza dello “stare insieme” che il Natale ci regala. La famiglia, infatti, anche per chi non crede o per chi pratica un altro culto, è qualcosa di sacro. Questo è ovvio. E il Natale, dando l’opportunità di godere dei propri affetti, contribuisce a rendere la famiglia la cosa più sacra che possiedono le persone, se non altro per il semplice fatto di far ritrovare o di ricondurre sotto lo stesso tetto i membri di una famiglia.

Prendiamo per esempio un musulmano, qui immigrato dal suo paese d’origine, che vive in Italia da qualche decennio con la moglie e i propri figli. Come potrà, pur appartenendo a un altro credo, non gioire della possibilità che la festa gli concede, ovvero quella di passare del tempo con i propri cari? Com’è facile concludere, la portata del Natale è qualcosa di così ampio e universale che senza nemmeno pretenderlo riesce a superare qualsiasi confine, religioso o culturale che sia.

Se pensiamo al Natale, infatti, una delle prime immagini che ci viene in mente è quella del presepio. Giuseppe e Maria sono stretti intorno al loro figlio Gesù e con loro ci sono un bue e un asinello che, nel loro essere animale, donano calore e conforto agli esseri umani e da loro ne ricevono. Una famiglia, infatti, è tale grazie anche alla presenza gioiosa e divertita dei nostri animali. In questo, possiamo concludere, il Natale è vissuto e sentito a livello collettivo come qualcosa di unico e irripetibile, che ci spinge a ricercare il calore nell’affetto della famiglia. Il senso sacro e cristiano della famiglia è rispettato e tradotto in realtà.

Cos’altro succede, però, intorno al Natale e alla sua magia? Cos’è che rende infranta la purezza dello spirito cristiano nel periodo dell’anno che più dovrebbe essere cristiano?

TAG: Natale
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