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Intervista al presidente del Consiglio superiore di sanità Locatelli

| 29 Novembre 2020 | POLITICA

“Il sistema di misure differenziate in rapporto ai livelli di rischio ha funzionato”, così il presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del comitato tecnico scientifico ha parlato dell’attuale situazione della pandemia in Italia. Locatelli ha avvertito che tutto ora “dipende da come ci comporteremo”.

“Se trascorreremo in modo assolutamente responsabile le festività, in tre o quattro settimane – ha aggiunto – potremmo scendere a 6-7mila casi al giorno, un numero che consente di fare contact tracing contribuendo a impedire la propagazione incontrollata del virus” e che permetterebbe il “passaggio da una fase di contenimento a una di mitigazione”.

Per quanto riguarda lo sci, ancora, Locatelli sottolinea che “l’Austria fa parte dell’Ue e sarebbe sorprendente se non accogliesse l’invito della Merkel e ancor prima del nostro governo a mantenere chiusi gli impianti. La Svizzera non è nell’Ue ma visto il numero non esaltante dei loro contagi mi deluderebbe una scelta contrario. Se così non fosse personalmente dico che è ragionevole prevedere un periodo di isolamento fiduciario al ritorno in patria a difesa della collettività. Ma queste sono decisioni che competono al governo”.

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A proposito dello shopping natalizio, il presidente del Css chiarisce che “estendere l’orario di apertura dei negozi alle 22 non solo faciliterebbe gli acquisti, ma servirebbe anche a diluire le presenze all’interno degli esercizi commerciali. Mi sembra una scelta razionale”.

“La scuola quando ripartirà? E’ uno dei luoghi più sicuri e il suo contributo alla crescita della curva epidemica assolutamente marginale. E’ sui pericoli di assembramenti all’esterno e sui mezzi di trasporto che occorre intervenire, potenziando questi ultimi e differenziando gli orari di ingresso. Ma appena avremo piegato ancora un po’ la curva dei contagi, anche quelle superiori saranno riaperte”, conclude Locatelli.

Per il 2020, secondo Locatelli, dovremmo fare a meno di riunirci in grandi tavolate a Natale, feste in piazza e concerti per Capodanno. Il presidente del Consiglio superiore di sanità ha invitato i cittadini a trascorrere le feste “con gli affetti più cari in un numero assolutamente limitato di persone. Lo dobbiamo a noi stessi alle persone care e alla memoria di chi non c’è più”.

TAG: Css, Franco Locatelli
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