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Conte: Italia meglio di altri Paesi, proroga emergenza non è abuso di pieni poteri

| 3 Ottobre 2020 | POLITICA

“Siamo in stato di emergenza ma non significa che stiamo vivendo un lockdown o che qualcuno sta abusando dei pieni poteri”. A ribadirlo è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, in conferenza stampa da Bruxelles, sul coronavirus aggiunge: “In Italia la situazione comparativamente è migliore rispetto a quella di altri Paesi ma dobbiamo essere consapevoli tutti che abbiamo una pandemia in corso. I numeri devono spingerci a tenere molto alta la soglia di attenzione”.

E annuncia: “È partita una campagna, a cui hanno aderito tutte le testate giornalistiche, pubbliche e private, per promuovere la diffusione della app Immuni. Pur essendo facoltativo è sicuramente un obbligo morale partecipare a questo programma. I dati restano anonimi, la geolocalizzazione è disattivata”. Sul Recovery Fund: “Dobbiamo lavorare perché possa essere attuato in tempi rapidi”.

“Chiederemo la proroga dello stato di emergenza. Non lo abbiamo ancora deliberato perché vogliamo un confronto con il Parlamento: la proposta è quella di prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio”, dice Conte, spiegando che “non conviene farlo di mese in mese”.

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Lo stato di emergenza, ribadisce ancora il premier, “semplicemente ci consente di tenere una serie di poteri e facoltà necessari, tenere in piedi la macchina della Protezione civile, del commissario straordinario Arcuri, dei soggetti attuatori, la struttura temporanea per i malati, reclutare la task force di personale medico. Questo è il senso della richiesta di una proroga di uno stato di emergenza”.

Interrogato sulla decisione di alcune Regioni di introdurre l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, il presidente del Consiglio dice: “Siamo in costante aggiornamento con il ministro della Salute e gli esperti del Cts. Torneremo a confrontarci con le Regioni e deliberemo” se estendere l’obbligo a tutta Italia. “Al momento non abbiamo deliberato nessuna misura in questa direzione”.

“La discussione” oggi al Consiglio europeo “si è concentrata per lo più su un tema che sta a cuore a tutti i leader e le comunità: l’evoluzione della pandemia, abbiamo approfittato per un confronto articolato e per condividere le informazioni e, devo dirlo, le preoccupazioni”, dice Conte.

“Siamo ben consapevoli dell’epidemia in corso e del fatto che i numeri segnalano alcune criticità, più o meno diffuse”. Poi sull’Italia aggiunge: “Abbiamo rafforzato il sistema sanitario, scelto di fare tanti test, abbiamo misure precauzionali di base che ci consentono di affrontare anche questa fase”.

Parlando poi del Recovery Fund, Conte annuncia che “l’Italia non permetterà di alterare o procrastinare l’entrata in vigore. L’intera comunità europea è in sofferenza, le discussioni tecniche non ritardino l’attuazione”.

“Dobbiamo lavorare perché possa essere attuato in tempi rapidi – ribadisce -Significa attuare al più presto le previsioni regolamentari, che non possono – lo dico con chiarezza – mettere in discussione un impegno politico preso a luglio. Nessuno oggi può mettere in discussione un impegno politico a 27”.

“Lavoriamo nella prospettiva di regolamenti attuativi, ci possono essere diverse sensibilità. Ora c’è un confronto con il Parlamento tedesco che vuole una testimonianza concreta per quanto riguarda le risorse proprie”, dice ancora Conte, aggiungendo che “si sta discutendo anche il profilo dello stato di diritto che è già contemplato: si tratta in linearità e coerenza con quel principio di darne attuazione, non riscriverne un altro”.

“L’Italia – conclude – sostiene gli sforzi della presidenza tedesca, la soluzione di compromesso ci sembra coerente, in linea con il principio dello stato di diritto”.

TAG: coronavirus, premier Giuseppe Conte, UE
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