mercoledì, Ottobre 21, 2020
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Elezioni 2020, seggi aperti per 46 milioni di elettori

Tutti i numeri del voto

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Seggi aperti oggi e domani, 21 settembre, per l’election day che include le suppletive del Senato, il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, il rinnovo di sette Consigli regionali e circa mille Comuni.

I seggi sono aperti dalle 7 alle 23 di oggi e dalle 7 alle 15 di lunedì 21 settembre. Si tratta della prima tornata elettorale dopo il lockdown: il voto si svolge sotto particolari disposizioni per evitare il rischio contagio da Covid-19. La mascherina è obbligatoria nel seggio anche se dovrà essere tolta dal volto per permettere l’identificazione dell’elettore.

Sono previste poi disinfezioni delle mani all’entrata e all’uscita, pulizia della matita, la deposizione diretta della scheda nell’urna da parte degli elettori (eccetto che per le Suppletive dove è l’elettore a compiere l’operazione). Gli ambienti dovranno essere igienizzati più volte nel corso della giornata.

Sono 46.641.856 gli elettori chiamati ad esprimersi per il referendum costituzionale e 18.473.922 quelli per le elezioni regionali, che interessano 6 Regioni a statuto ordinario (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto) e una a statuto speciale (Valle d’Aosta).

Per le elezioni suppletive del Senato della Repubblica, gli aventi diritto al voto sono 467.122 per la Sardegna (Collegio plurinominale 01 – Collegio uninominale 03 Sassari) e 352.696 per il Veneto (Collegio plurinominale 02 – Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona).

Le elezioni amministrative interessano, invece, 962 comuni e coinvolgono 5.725.734 elettori. Tra i Comuni figurano diversi capoluoghi di provincia, tra cui Aosta, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Nuoro, Reggio Calabria, Trani, Trento e Venezia, di cui tre sono anche capoluoghi di regione.

Per cinque nuovi Comuni si voterà per la prima volta. Si tratta di Borgo d’Anaunia, Novella, San Michele all’Adige e Ville di Fiemme nella provincia autonoma di Trento e del nuovo comune di Presicce-Acquarica in provincia di Lecce.

Il comune di Marcetelli, in provincia di Rieti, e’ quello con il minor numero di elettori, solo 74, mentre Venezia, con i suoi 200.700 elettori è il più grande.

Gli scrutini saranno “scaglionati”: le prime schede che saranno scrutinate sono quelle delle elezioni suppletive, il cui spoglio inizierà lunedì subito dopo la chiusura dei seggi. Si prosegue con lo scrutinio del referendum costituzionale e successivamente, senza interruzione, si terrà lo scrutinio delle Regionali. Lo scrutinio delle comunali, invece, avverrà per ultimo, e inizierà alle ore 9 di martedì 21.

Il quesito stampato sulla scheda referendaria è: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari’, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?”.

L’elettore dovrà barrare la casella del sì se vuole confermare la riforma costituzionale che riduce i parlamentari dagli attuali 945 a 600 complessivi (400 deputati e 200 senatori), mentre dovrà mettere un segno sul No se non vuole che la riforma entri in vigore.

Per la validità del referendum costituzionale non e’ richiesto alcun quorum: l’esito referendario è comunque valido indipendentemente dalla percentuale di partecipazione degli elettori.

Inoltre, i cittadini ricoverati per coronavirus possono votare se sono elettori della Regione in cui si trova la struttura sanitaria, nelle sezioni ospedaliere, purché le strutture che li ospitano abbiano almeno 100 posti letto. Se invece sono ricoverati in strutture con meno di 100 posti letto, il loro voto viene raccolto da appositi seggi speciali.

Possono votare anche gli elettori in quarantena o isolamento fiduciario se sono elettori della Regione in cui sono domiciliati, se hanno fatto pervenire al sindaco del comune nelle cui liste sono iscritti, in un periodo compreso tra il decimo e il quinto giorno antecedente quello della votazione, una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso il proprio domicilio e recante l’indirizzo completo di questo.

E inoltre un certificato, rilasciato dal funzionario medico designato dalla Asl, in data non anteriore al 14° giorno antecedente la data della votazione, che attesti l’esistenza delle condizioni predette.

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