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Ogni anno 9mila casi tumori testa-collo. Facciamo chiarezza sul 5G

| 11 Settembre 2020 | SALUTE

E’ fondamentale sottoporsi a dei controlli, ma cerchiamo di fare chiarezza e di spiegare (quando rimane possibile) le cause della malattia. L’aumento di tumori deve far riflettere. Un ambiente inquinato, una cattiva alimentazione, un continuo stato di stress e ansia, possono causare il sorgere di molte patologie mortali.

La campagna Make Sense, invita a non sottovalutare i tumori della testa e del collo e a sottoporsi ai controlli. Anche per questa edizione l’iniziativa in Italia è promossa dall’Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica (Aiocc) in occasione della Make Sense Campaign 2020, la campagna europea di sensibilizzazione sui tumori.

Dal 21 settembre al 9 ottobre diversi centri specializzati da Nord a Sud hanno messo a disposizione video consulti online. Su www.tienilatestasulcollo.aiocc.it, si potrà compilare un questionario anonimo. Al termine, se necessario ricorrere al video consulto, da prenotare direttamente tramite un link indirizzato ad una piattaforma dedicata. Infine si verrà invitati a recarsi presso un centro specializzato.

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Se identificate agli stadi iniziali, e in assenza di interessamento linfonodale, le neoplasie hanno tassi di guarigione che vanno dall’80 al 100%. Un controllo tempestivo specialistico diventa quindi l’unico strumento in grado di sconfiggere questi tumori. In Italia ogni anno sono diagnosticati più di 9.000 casi di cui più del 75% nel genere maschile, ma con l’età il rischio aumenta in entrambi i sessi.

Aiocc evidenzia che purtroppo nonostante il 24% circa dei nuovi casi di tumore testa collo venga diagnosticato in pazienti di età superiore ai 70 anni si è riscontrato un recente aumento tra le persone più giovani, dovuto probabilmente alla connessione tra HPV e tumori testa collo. Infine, ben il 75% dei tumori di testa e collo sono causati da fumo e alcol. Ancora una volta, non viene citato (almeno), il problema legato all’esposizione alle onde elettromagnetiche.

C’è poco da stare tranquilli. Il wireless funziona utilizzando impulsi estremamente rapidi di radiazione a microonde, la stessa dei forni a microonde. Studi clinici sugli effetti nocivi gravida esposizione alle frequenze radio in uso (fino al 4G) sono ormai migliaia anche sugli animali e sulle piante e sempre più sentenze di tribunale sanciscono il nesso causale tra cancro ed elettrosensibilità.

Oltre all’aumentato rischio di cancro anche stress cellulare, danni genetici, cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, deficit di apprendimento e memoria, cambiamenti ormonali. Inoltre, una parte crescente della popolazione europea manifesta sintomi di elettrosensibilità specifica.

Per questo un appello sottoscritto da 170 scienziati, medici e organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo chiede all’ONU, all’OMS, alle istituzioni dell’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G, anche nello spazio, in attesa che si accertino i rischi per la salute dei cittadini.

Telefonini e 5G

Nell’appello si legge che le strutture elettricamente conduttive dell’organismo umano possono trasportare correnti indotte dalle radiazioni all’interno del corpo. Ma le stesse cariche in movimento possono diventare delle piccole antenne che rilanciano il campo elettro-magnetico verso gli strati più profondi dell’organismo.

Parliamoci chiaro: l’uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa. Lo sostenne la Corte d’Appello di Torino, qualche mese fa, confermando la sentenza di primo grado del Tribunale di Ivrea, emessa nel 2017, sul caso sollevato da un dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico.

Una sentenza storica, come lo era stata quella di Ivrea, la prima al mondo a confermare il nesso causa-effetto tra il tumore e l’uso del cellulare”, spiegarono gli avvocati Stefano Bertone e Renato Ambrosio. “La nostra è una battaglia di sensibilizzazione. Manca informazione, eppure è una questione che interessa la salute dei cittadini. Basta usare il cellulare 30 minuti al giorno per otto anni per essere a rischio”.

Per i giudici c’e’ un nesso con l’utilizzo frequente del telefono da parte del lavoratore, anche quattro o cinque ore al giorno. “Nuoce gravemente alla salute, a meno che non venga utilizzato correttamente”: è questa l’etichetta che Roberto Romeo, dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico, vorrebbe apporre sulle confezioni dei cellulari. 

“Una sentenza che promuove l’informazione sul tema, una battaglia che sto portando avanti da diversi anni. Le persone devono conoscere i rischi dell’uso dei telefonini, soprattutto da quando ad utilizzarli sono anche i bambini”. Ad oggi sono numerosi gli studi, che confermano il problema legato all’utilizzo del telefonino.

La Dottoressa Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro Ramazzini di Bologna da 25 anni fa sperimentazioni in questo campo. Ad oggi i risultati sono scioccanti. La dottoressa Devra Devis, oncologa e scrittrice americana, parla anche dello scandalo “Phonegate”: è scoppiato grazie al medico francese Marc Arazi e ha fatto tremare i produttori di telefonia.

Ha scoperto come i test svolti dai produttori per certificare i limiti delle emissioni delle onde elettromagnetiche sarebbero stati inutili. Perché sarebbero stati fatti in maniera non realistica: simulavano l’uso del cellulare a distanza di 7-10 millimetri dall’orecchio (un centimetro, in pratica). Chi di voi usa il telefono a questa distanza? Nessuno. C’è una differenza di impatto tra bambini e adulti? Sicuramente sì.

I cervelli giovani assorbono più radiazioni di quelli adulti e il numero dei bambini che usano il cellulare sta continuamente aumentando. Le radiofrequenze sarebbero in grado di attaccare non solo il cervello umano, ma anche i testicoli e addirittura il cuore.

Quanti di voi tengono il cellulare nella tasca? E non c’è bisogno che lo usiate, perché il telefono riceve e invia segnale in modo continuo. Parliamo di 1,4% probabilità del rischio che una persona si ammali di tumore usando il telefono in eccesso.

Sembra poco, ma su 7 miliardi, i casi sarebbero milioni. Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università di Bruxelles ha trovato una netta correlazione tra l’utilizzo prolungato del cellulari e la comparse di tumori quali il glioma e il meningioma.

Bastano 15 ore mensili quindi, per entrare in una fascia a rischio per il vostro cervello. I dati sono stati raccolti dall’unità di epidemiologia e prevenzione dell’Università di Bruxelles e ottenuti dall’osservazione di un campione di persone francesi affette da glioma o meningioma.

Da qui la scoperta del collegamento tra cellulari e tumore: bastano solo 30 minuti al giorno di media (15 ore mensili) per vedere raddoppiare la possibilità di contrarre un tumore al cervello.

TAG: 5G, telefonini, tumori
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