sabato, Settembre 19, 2020
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Nuovi contagi coronavirus: 10 morti e 1.397 nuovi

Nuovo balzo terapie intensive, +11 a quota 120.

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E’ di 10 morti e 1.397 nuovi contagiati il bilancio delle ultime 24 ore per il Coronavirus. Numeri in crescita rispetto a ieri, quando si erano registrati 1.326 positivi e 6 decessi.

In calo i tamponi, a quota 92mila, circa 10mila in meno rispetto al picco record di ieri. Questi i dati del ministero della Salute. Nuovo balzo del numero dei pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia a causa del coronavirus: sono aumentati di 11 in 24 ore, portando il totale a 120.

“Stiamo investendo molto sul vaccino perché lo riteniamo la soluzione vera a cui l’Italia, l’Europa e tutti i Paesi del mondo stanno lavorando. Abbiamo costruito un’alleanza, in modo particolare con Germania, Francia e Olanda, per rafforzare la proposta europea in campo di vaccini e siamo convinti che tutti i tentativi che sta facendo il mondo scientifico possano, in un tempo che ci auguriamo sia il più breve possibile, portare dei risultati”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza a Scala (Salerno) dove sta partecipando alle celebrazioni in memoria del Beato Gerardo Sasso.

“Il contratto prevede che se le cose andranno bene, se ci sarà una validazione, i dati al momento sono incoraggianti, potremo avere le prime dosi già entro la fine dell’anno e poi ancora l’inizio dell’anno successivo. Dobbiamo insistere e continuare ad investire perché il vaccino è la soluzione vera al problema che abbiamo di fronte”.

Ha aggiunto il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Questo è il contratto che è stato sottoscritto con Astrazeneca il vaccino di Oxford il cui vettore virale è fatto a Pomezia e il cui infialamento avverrà ad Anagni, quindi con un’Italia fortemente protagonista in questa sfida. Oggi è un candidato vaccino, quindi ci vuole grande prudenza”, ha sottolineato.

Visite sicure ad anziani ricoverati, nuove linee guida Iss

Riprendere in sicurezza le attività a regime delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali e creare le condizioni per rivedere in sicurezza parenti e amici è lo scopo principale del documento.

Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS e socioassistenziali pubblicato oggi nei rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità dedicati all’emergenza Covid.

Oltre alla riapertura degli incontri con i pazienti nel documento sono contenute indicazioni aggiornate per riprendere attività di gruppo per riprendere in sicurezza le attività a regime delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali nel rispetto del distanziamento fisico e le regole con le quali garantire nuovamente l’accesso alle strutture tramite i ricoveri finora bloccati e garantire procedure sicure nei reingressi dagli ospedali.

Si tratta di un aggiornamento di un precedente documento in cui erano contenute le istruzioni per frenare i contagi in queste comunità nel periodo di alta circolazione del virus e tiene conto invece della situazione epidemiologica attuale.

“Si tratta di un documento importante che viene aggiornato in relazione al contesto degli scenari epidemiologici” spiega Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità”.

“Il benessere degli anziani e delle persone fragili, di coloro che vivono lontani dai nuclei familiari per motivi di non autosufficienza, è intimamente collegato anche alla loro sfera emotiva – spiega Paolo D’Ancona – ricercatore dell’ISS e coordinatore del gruppo di lavoro multidisciplinare che ha realizzato il rapporto – La possibilità di poter incontrare i propri cari e di alimentare la loro vita relazionale non è ininfluente sul loro stato di salute e perciò, oggi che la situazione epidemiologica lo permette, dopo gli sforzi fatti per frenare i contagi, è necessario imboccare una strada che riporti gradualmente alla normalità”.

Sono tutti negativi i 1.000 tamponi effettuati in questi giorni tra il personale delle strutture ricettive della Costa Smeralda dopo i focolai registrati nella settimana di Ferragosto per effetto della movida.

Nessun contagio nemmeno tra i medici, infermieri e pazienti del Mater Olbia, la clinica della Qatar Foundation chiusa dopo la positività di quattro persone, sospesa anche l’attività del drive-in per i tamponi veloci.

L’ospedale riaprirà nei prossimi giorni una volta completata la sanificazione. “Zero positivi, non esiste quindi un caso Costa Smeralda”, precisa commentando l’esito dei test Marcello Acciaro, coordinatore dell’Unità di crisi del nord Sardegna.

Gimbe, +30% ricoveri e +62% terapia intensiva

Un incremento del 37,9% dei nuovi casi di Covid-19, dei pazienti ricoverati (+30%) e di quelli in terapia intensiva (+62%).

Sono i dati resi noti dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nella settimana dal 26 agosto al 1 settembre, rispetto alla precedente.

“Si tratta di segnali che vanno tutti nella direzione di una ripresa dell’epidemia nel nostro Paese, sia in termini epidemiologici che di manifestazioni cliniche, proprio alla vigilia del momento cruciale della riapertura delle scuole, non possono essere più tollerati comportamenti individuali irresponsabili”, spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

Nello specifico, i nuovi casi sono 9.015 contro i 6.538 della settimana precedente al monitoraggio e c’è un aumento del 52,2% dei casi attualmente positivi (7.040 contro i 4.625). Aumentano anche i pazienti ricoverati con sintomi (1.380 contro 1.058) e quelli in terapia intensiva (107 contro 66).

Lieve incremento anche dei decessi (46 rispetto a 40). Secondo la Fondazione Gimbe, salgono a 26.754 i casi attualmente positivi, la metà dei quali tra Lombardia (26,5%), Lazio (12,3%) ed Emilia Romagba (11,4%).

Secondo il monitoraggio, dal 21 luglio al 1 settembre, i nuovi casi settimanali sono balzati da 1408 a 9015; il rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 2,3% e i pazienti ospedalizzati quasi raddoppiati.

“Davanti a questi numeri in preoccupante e indiscutibile ascesa – dice Cartabellotta – non possono essere più tollerati comportamenti individuali irresponsabili, esempi scellerati di cattivi maestri, né tanto meno correnti antiscientiste e manifestazioni di piazza che, sotto il falso scudo della libertà, mettono a repentaglio la salute della popolazione.

Accanto al richiamo alle Istituzioni affinché vigilino e sanzionino ogni forma di “attentato” alla salute pubblica – conclude – la Fondazione Gimbe rinnova alla popolazione l’invito a rispettare tutti i comportamenti raccomandati.

Alle autorità sanitarie il compito di potenziare ulteriormente l’attività di testing, sorveglianza e comunicazione pubblica, oltre che accelerare la messa a punto di un piano adeguato per gestire la difficile “convivenza” tra coronavirus e influenza stagionale”.


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