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Dall’anello di Matilde di Canossa alla birra e il formaggio, i tesori di Orval

| 23 Agosto 2020 | CULTURA

E la trota con in bocca l’anello nuziale di Matilde è il simbolo dell’abbazia, che ospita ancora oggi una comunità monastica.

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La fontana, il rosone secolare ed il giardino di piante medicinali sono i punti forti della visita delle rovine, insieme al museo allestito nelle cantine del XVIII secolo, che consente di scoprire la storia del monastero.

L’abbazia fu ricostruita a partire dal 1926 sulle fondamenta del monastero distrutto durante la Rivoluzione Francese.

In un edificio ristrutturato dell’antica abbazia sono illustrati i segreti del “savoir-faire” brassicolo dei monaci trappisti. Il pregevole risultato è la birra di Orval.

Prodotta per la prima volta nel 1931, questa birra di 6,2 gradi ha un colore ambrato chiaro, leggermente torbido, e una schiuma ampia e persistente.

Dalla scelta dei malti (ne vengono usate tre varietà diverse), ai tipi di luppolo impiegati, fino alle particolari colture di lieviti autoctoni (Brettanomyces bruxellensis, che elargiscono toni terrosi e finemente aciduli), nulla è lasciato al caso.
L’obiettivo è “le goût d’Orval”, a cui si arriva con tre fermentazioni, l’ultima della quale avviene in bottiglia dando origine ad un deposito ricco di vitamine del gruppo B (rifermentazione naturale in bottiglia). Al palzyo, è ricca di toni vegetali, con uno sfondo di rabarbaro, cannella, china e un tocco di liquirizia.

La birra di Orval viene imbottigliata in particolari bottiglie da 33 centilitri a forma di birillo. Prima di essere distribuita, la birra viene lasciata maturare sul sito alla temperatura di 15 °C per almeno quattro settimane. La birra venduta presso l’abbazia viene maturata per sei mesi.

La birra non è l’unico “tesoro” dell’abbazia di Orval.

La produzione di formaggio presso l’abbazia risale al 1928, due anni dopo il ritorno dei monaci. Furono i monaci di Sept-Fons a Moulins (Francia), inviati a far rivivere Orval, che avviarono la produzione del formaggio. a base di latte intero pastorizzato della regione di Gaumais.

La sua pasta pressata, non cotta, si distingue per la sua morbidezza. La ricetta  del formaggio Orval è quella elaborata nel 1816 dai Trappisti dell’Abbazia di Port-du-Salut, a Entrammes, nel dipartimento della Mayenne in Francia.

L’Orval è prodotto con latte vaccino fresco, intero e pastorizzato raccolto dalle vicine fattorie dell’abbazia. Il processo di invecchiamento dura tre settimane. I lavaggi della crosta naturale sono eseguiti interamente a mano in modo da ottenere un gusto ricco e caratteristico oltre che una consistenza morbida e fondente. 

TAG: Matilde di Canossa, Orval
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