Monopattini elettrici e la non affrontata questione della sicurezza

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Monopattini elettrici e la non affrontata questione della sicurezza. L’aspetto sicurezza non è infatti stato ancora affrontato dal legislatore in Italia. Da gennaio 2020 i monopattini, equiparati alle biciclette, sono utilizzabili in tutti i Comuni d’Italia, anche in quelli che non hanno aderito alla sperimentazione gli anni precedenti, eccetto su autostrade, extraurbane principali e … attenzione … marciapiedi. Da un punto di vista tecnico i monopattini elettrici devono essere di potenza non superiore a 500 Watt ed essere dotati di limitatore di velocità impostato a 20 km/h (o 6 km/h per la circolazione nelle isole pedonali). Obbligatoria anche l’illuminazione, anteriore e posteriore, nelle ore notturne. Però segway, hoverboard e monowheel “dispositivi a propulsione elettrica atipica” (definiti internazionalmente PLEV Personal Light Electric Vehicle) non sono stati compresi tra i dispositivi equiparabili alle biciclette: sono veicoli sperimentali e possono circolare solo nelle zone specificatamente autorizzate (e i minorenni devono essere in possesso di patente AM). Una soluzione potrebbe essere la simulazione virtuale. A proposito ne parliamo con Daniele Barbani di Sinaptica, ingegnere con dottorato di ricerca, socio fondatore, amministratore unico e responsabile comparto tecnico:

in sintesi che servizi offre Sinaptica nella progettazione dei monopattini?

“Prima di tutto possiamo offrire supporto nella fase di sviluppo del prodotto con servizi di analisi strutturale, dalla semplice verifica della resistenza meccanica dei singoli componenti alle più complesse simulazioni che coinvolgono l’intero mezzo durante specifici fenomeni come l’effetto delle asperità del manto stradale oppure urti con scalini. Ovviamente offriamo anche servizi rivolti alla sicurezza stradale simulando incidenti stradali che possono coinvolgere i monopattini valutando il comportamento del mezzo e le possibili lesioni che potrebbe subire il conducente. In questo contesto possiamo anche stimare i vantaggi nell’uso del casco”.

I crash test e la valutazione della sicurezza

Nei crash test sperimentali tradizionali effettuati dall’ente tedesco FKA non sono riportati i dati biomeccanici (dati correlati alle possibili lesioni reali) e pertanto è difficile valutare se l’incidente riprodotto sia realmente lesivo o meno. Si può vedere l’impatto sul montante centrale (in gergo tecnico montante “B”), ma non ne viene evidenziata la pericolosità. Cosa più importante: la testa del manichino impatta sul profilo longitudinale superiore e si vede come l’impatto lo deformi, pur essendo estremamente rigido. Ma nessun parametro dei danni provocati dall’urto è di facile interpretazione.

Ancora una volta l’utilizzo dei crash test virtuali svolti da Sinaptica permetterebbero invece una maggior chiarezza sui risultati e una continua azione di miglioramento e verifica a costi assolutamente inferiori.

Al momento in Italia non esiste una normativa specifica sulla sicurezza stradale, se non l’obbligo di uso del casco per i minori. Al limite potrebbe essere fatta una riflessione sull’assenza dell’obbligo del casco per i maggiorenni: è vero che il mezzo non supera i 25 km/h, ma gli altri mezzi sì, e nella circolazione su strada la pericolosità di urtare un veicolo con massa e velocità più alta potrebbe essere fatale e senza discriminazione rispetto all’età.

È anche vero che questo non vale solo per i monopattini ma anche per mono-ruota e biciclette. Questi mezzi non hanno la minima capacità di proteggere i conducenti: l’unico strumento che può mitigare le conseguenze di un incidente sono i freni, ma quanto sono efficienti? Hanno dischi e ruote molto piccole… Indispensabile valutare i rischi con la simulazione virtuale.

Qui il link al sito Sinaptica https://www.sinapticasrl.com/

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