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Se la vita ti raggiunge. “Il mondo libero” di David Bezmozgis [Parte II]

| 25 Giugno 2020 | CULTURA

Quando cerchiamo di interpretare una sensazione o un’esperienza il più delle volte non riusciamo a risalire all’origine della nostra preoccupazione. Un sentimento, così come un fatto, può consistere in se stesso senza il bisogno di spiegazioni o chiarimenti. Ed è per questo che l’importante non è cercare di dare un perchè ad ogni nuova situazione (Se la vita ti raggiunge. Parte I). Piuttosto, come ci insegna Bezmozgis nel suo romanzo, ciò che conta è affrontare le cose e avere la forza per andare avanti.

Se la vita ti raggiunge, ti colpisce e dopo non ti lascia più, è inutile domandarsi come mai è avvenuto questo scontro e che cosa si poteva fare per evitarlo. Lo scontro è avvenuto. Punto. L’importante, e possiamo leggerlo nelle frasi della citazione, è non lasciarsi abbattere dalle circostanze e tentare sempre di rialzarsi. Se la vita ti raggiunge, quindi, ti rimetti in sesto e vai avanti. E il modo in cui lo fai diventa il tuo modo di essere e di affrontare le cose.

E’ curioso come, applicata agli individui e alla propria persona, questa frase sia così sincera e piena di significati. Davanti alla stessa situazione ognuno reagisce infatti a modo proprio e, se è costretto a cadere, a proprio modo si rialza. Alcune qualità delle persone, infatti, si possono scorgere in questi termini e in queste modalità. E allora le differenze tra un soggetto e l’altro sono soltanto il diverso modo di fare a pugni con la vita. E la vita, in questo caso, non è più qualcosa di “letterario” o alienante. Al contrario, invece, diventa qualcosa di vivido e tangibile che ogni giorno può metterci alla prova.

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Se le premesse sono queste, quindi, è forse giusto considerare i tentativi di allontanare la vita come alcuni tra i mezzi più efficaci che la quotidianità può avere per metterci alla prova, come a dire che nessuno può sfuggire all’esistenza.

TAG: David Bezmozgis
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