Stop 5G, sit-in davanti l’Istituto Superiore di Sanità: basta negazionismo

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C’è poco da stare tranquilli. Il wireless funziona utilizzando impulsi estremamente rapidi di radiazione a microonde.

Studi clinici sugli effetti nocivi gravi da esposizione alle frequenze radio in uso sono ormai migliaia anche sugli animali e sulle piante e sempre più sentenze di tribunale sanciscono il nesso causale tra cancro ed elettrosensibilità.

Oltre all’aumentato rischio di cancro anche stress cellulare, danni genetici, cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, deficit di apprendimento e memoria, cambiamenti ormonali.

Inoltre, una parte crescente della popolazione europea manifesta sintomi di elettrosensibilità specifica. Non si può far finta di niente e girare la testa dall’altra parte. Proprio per questo, giovedì 4 Giugno 2020 alle ore 11.30 l’Alleanza Italiana Stop 5G promuove un sit-in davanti la sede dell’Istituto Superiore di Sanità (Viale Regina Elena 299, Roma).

Lo scopo è denunciare i pericoli del wireless nelle inappropriate interpretazioni sugli effetti biologici contenute nell’ultimo Rapporto Istisan 19/11, criticato anche nella sentenza della Corte d’Appello di Torino sezione lavoro emessa il 3 Dicembre 2019, in cui nel nesso con l’irradiazione elettromagnetica i giudici hanno riconosciuto la natura professionale del neurinoma del nervo acustico, tumore contratto da un lavoratore per uso di telefoni cellulari.

Altresì non cautelativa, arbitraria nonché isolata dalla comunità medico-scientifica internazionale appare poi la posizione assunta dal Dott. Alessandro Vittorio Polichetti, primo ricercatore del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, responsabile di dichiarazioni negazioniste del rischio rilasciate agli organi d’informazione e nel 2019 autore di un’audizione parlamentare presso la IX Commissione permanente della Camera dei Deputati in cui ha affermato che il “5G non porrà prevedibilmente nessun problema per la salute”, mentre l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nella sezione oncologica del The Lancet ha invece ufficializzato l’aggiornamento con precedenza di valutazione di classificazione sulla cancerogenesi delle radiofrequenze onde non ionizzanti, inserita nelle “Raccomandazioni del gruppo consultivo sulle priorità per la Monografia IARC” per il periodo 2020-2024.

Consegnate dall’Alleanza Italiana Stop 5G al Ministero della Salute le firme di 340.000 cittadini contrari alla nuova invasione elettromagnetica prevista col lancio del 5G, attesa la posizione di quasi 500 Comuni d’Italia in cui sono stati ufficialmente approvati atti amministrativi per la precauzione a tutela di milioni di cittadini, emanate da oltre 300 Sindaci ordinanze urgenti e contingibili che vietano la sperimentazione dello standard tecnologico di quinta generazione anche perché privo di valutazioni ambientali e studi preliminari sugli effetti socio-sanitari, col presidio promosso presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità l’Alleanza Italiana Stop 5G rinnova al Governo italiano la richiesta di una moratoria nazionale in difesa della salute pubblica e chiede: la sospensione immediata di qualsiasi forma di sperimentazione tecnologica del 5G nelle città italiane in attesa della produzione di evidenze scientifiche sull’impatto, promuovendo la ricerca di tecnologie più sicure, meno pericolose ed alternative al wireless; di non innalzare gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica, puntando sulla minimizzazione del rischio proprio come indicato nei Report del Bioinitiative Group, dal Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e dall’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011; di valutare tutte le opinioni critiche e i giudizi negativi giunti dalla comunità scientifica in merito agli effetti non termici e biologici anche a medio e lungo termine dell’irradiazione elettromagnetica; di farsi portavoce in sede comunitaria per l’annullamento immediato, nell’ottica della protezione della salute pubblica dall’elettrosmog, di qualunque riferimento a valutazioni e/o pareri espressi dalla c.d. ‘Commissione internazionale per la protezione delle radiazioni non ionizzanti’ (ICNIRP), associazione privata di tecnici con sede in Germania già al centro di numerosi scandali per conflitti d’interessi e legami con l’industria delle telecomunicazioni.

“Richiamato il documento dell’Istituto Superiore di Sanità, Rapporto Istisan 19/11, i Consulenti d’Ufficio hanno esaustivamente replicato che il rapporto su radiofrequenze e tumori è stato duramente criticato dall’associazione Medici per l’Ambiente ISDE (acronimo di International Society of Doctors for Environment) per varie ragioni, tra cui: la selezione degli studi inclusi nelle meta-analisi presentate; l’interpretazione delle associazioni osservate tra radiofrequenze e tumori intracranici; l’uso inappropriato dei dati sull’andamento dell’incidenza dei tumori cerebrali; il non aver tenuto conto delle valutazione dei risultati di recenti studi sperimentali su animali…che hanno mostrato effetti cancerogeni sui ratti e, soprattutto, per non aver fatto conseguire alla dichiarata incertezza sugli effetti associati ad un uso intenso e prolungato di telecomunicazioni mobili raccomandazioni più stringenti sui limiti di esposizione a radiofrequenze, in particolare per i bambini e gli adolescenti, che potrebbero essere maggiormente suscettibili a tali effetti” Sentenza della Corte d’Appello di Torino, sezione lavoro, 3 Dicembre 2019.

“Le valutazioni di esperti sui rischi per la salute derivanti da campi elettromagnetici a radiofrequenza e 5G devono essere eseguiti da esperti senza conflitti di interessi. (…) È indispensabile che il presidente e altri esperti valutino le prove scientifiche e la valutazione i rischi per la salute derivanti dalle radiazioni a radiofrequenze non hanno chiari conflitti di interessi o distorsioni come Martin Röösli ha.

In effetti, essere membro dell’ICNIRP e finanziato direttamente dall’industria o attraverso una fondazione finanziata dall’industria, costituisce un chiaro conflitto di interessi.

Inoltre si raccomanda di interpretare i risultati di studi sugli effetti sulla salute dalle radiazioni a radiofrequenze, tenendo conto delle sponsorizzazioni dell’industria delle telecomunicazioni.” Prof. Lennart Hardell – The Environment and Cancer Research Foundation, Svezia – Istanza sottoscritta da altri 22 tra medici, ricercatori e scienziati di fama internazionale inoltrata al Consiglio federale svizzero, 7 Gennaio 2020.

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