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Fine LockDown? Si riparte tra timori e speranze

| 18 Maggio 2020 | ATTUALITÀ

Fine del LockDown? No sicuramente, questa non è la fine, ma semplicemente l’inizio di una nuova era per la popolazione mondiale alle prese con la Peste del Secolo. Il sistema sta per ripartire, il motore socio economico in sostanza si rimette quasi a pieno regime, finalmente dopo lo shock economico e sociale con il fermo di una parte della attività produttive, si riparte e si abbandonano le misure di contenimento per ripartire a gradi e sperando che non succeda nulla.

Tutto torna alla normalità, o quasi, ed è proprio il quasi, a preoccupare tutti. La vita socio economica nell’area Ue è stata sconvolta qualche mese fa da un minuscolo essere che ha messo in ginocchio o quasi le economie dei paesi europei.

Abbiamo assistito alle diatribe in area UE per quanto riguarda le politiche di sostegno riguardanti i paesi che hanno subito un forte rallentamento della crescita economica a causa delle misure di contenimento dettate dai governi. Abbiamo osservato tutti, o quasi, le misure di restrizione attuate  per respingere la pandemia.

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Allo stato attuale, tutti ora aspettiamo quella graduale ripartenza per rimettere in moto il motore economico, rimasto fermo a causa dell’emergenza sanitaria. Il Covid-19 ha lasciato una traccia immunologica, dove gli addetti ai lavori dovranno lavorarci sopra al fine di trovare il ceppo di anticorpi giusti per contrastare il virus, ha portato via con sè oltre trentamila persone e in termini numerici colpisce al cuore il sistema produttivo dei paesi in area UE e di quei paesi in via di sviluppo.

In vista della ripartenza, oltre alla strenua ricerca di un vaccino, ci sarà un altro nemico da combattere e sarebbe quello dell’effetto negativo che la pandemia a riportato sulle economie globali.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale gli investimenti fatti dalle economie globali per contrastare la recessione  in area globale sono  pari a ottomila miliardi di dollari. Giusto fare delle precisioni in merito, visto che si sta parlando dell’essenza vitale del motore socio economico su scala mondiale. Uno dei fattori da analizzare sarebbe proprio il Prodotto Interno Lordo nei paesi in area UE.

L’area euro in effetti registra un PIL che nel 2019 ha avuto una crescita pari all’1% in più, con un calo registrato al -7,5% nel 2020 , con una stima di recupero che raggiungerà il 4,7% nel 2021.

I paesi emergenti dovrebbero contenere una variazione negativa entro il -1% con una crescita nel 2019 pari al 3,7% (dati OCSE), quest’ultima analisi è quantificata con la presenza del gigante economico cinese e suo modello di esportazione dell’economia a basso costo  che grazie alla sua capillare presenza in questi paesi riesce a contenere l’impatto economico negativo della pandemia, limitando i danni.

In sostanza per buona pace di tutti, dovremmo convivere con il Covid-19 ancora per un bel pò di tempo. Gli  effetti economici negativi su scala globale non sono quantificabili nel breve periodo, ma nel lungo periodo e questo dipende dalle politiche finanziarie a sostegno  messe in atto dai paesi, per combattere non solo la recessione, ma anche la più alta contrazione del PIL , dal tempo della grande recessione, dove perfino Keynes potrebbe avere difficoltà a trovare un meccanismo finanziario che non sia un’ancora di salvataggio, ma la certezza per quella graduale ripresa economica che tutto il mondo spera e vorrebbe.

Nello scenario globale dovremmo anche prendere in considerazione anche gli USA  di Donald Trump, in piena emergenza Covid-19 lo Zio Sam costituisce il 23% del PIL globale con  una cifra che si aggira intorno ai ventimila miliardi di dollari(dati World Economic Outloock).

Una recessione in America potrebbe trascinarsi ulteriormente anche i paesi dell’Euro zona e la Cina, con un conseguente calo delle esportazioni a sfavore di quest’ultima. Un dato che gli analisti non trascurano è quello delle esportazioni dalla Cina verso gli USA che sono pari al 22%, mentre il 15% proviene dai paesi dell’Euro zona.

Non abbiamo considerato, quella forma di protezionismo, la guerra tariffaria di Trump sulle importazioni dall’estero e il braccio di ferro con Pechino sui traffici commerciali internazionali.

Il Post emergenza sanitaria quindi riguarderà la recessione e le rotte commerciali internazionali sugli Oceani Pacifico e Atlantico. Lo scenario globale futuro, sarà questo secondo analisti ed economisti? L’emergenza sanitaria ha portato i governi a intervenire con una robusta (?) iniezione di liquidità per quelle economie in zona euro che hanno avuto forti problemi nel tessuto socio economico.

In sostanza ci si può indebitare con tassi di interesse più bassi, come appunto dice il MES, nel breve periodo quindi si potrà attingere acqua dal pozzo, sicuramente, ma i risultati nel lungo periodo quali saranno?

Ancor prima dell’emergenza sanitaria, la situazione economica in euro zona, lasciava ad intendere che la recessione poteva arrivare da una Brexit mal gestita o da un implosione dell’economia tedesca, dalla stessa Cina, da una crisi di liquidità dei mercati finanziari, nessuno mai avrebbe ipotizzato che l’arrivo di un emergenza sanitaria derivante dal Covid-19 avrebbe fatto prevedere scenari futuri preoccupanti per la stabilità economica in Europa e nel resto del mondo. Quale Europa quindi? E quali scenari futuri?

I tassi di crescita, l’incremento del PIL in euro zona nel 2021 e negli anni a seguire (emergenze sanitarie permettendo) potranno supportare i debiti contratti a Bruxelles? Se la recessione arriverà da oltre oceano, le conseguenze saranno ancora più amare? La Cina nel post emergenza vedrà alcuni paesi europei come la futura terra promessa?

Ancora una volta, si assiste all’eterna sfida tra Oriente e Occidente, le economie globali sono appese-così sembra-al braccio di ferro tra le potenze planetarie U.S.A e Cina. In piena emergenza sanitaria, il futuro delle nazioni guarda verso l’orizzonte, dove appare tra le nubi grigie, lo spettro della recessione economica. 

TAG: Brexit, Cina, fmi, lockdown, Ocse, Pil, UE, USA
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