Orale, della durata di un’ora e diviso in cinque parti: così quest’anno sarà strutturato l’Esame di Stato. Ad annunciarlo, durante un question time alla Camera il pomeriggio del 6 maggio, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
Per 500 mila studenti la prova di Maturità prenderà avvio il 17 giugno e, a meno che non si verifichi una ripresa del Covid-19, si effettuerà nelle aule dei propri Istituti Scolastici e nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. A tal proposito si sta infatti lavorando a specifici protocolli.
La prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni al Consiglio di classe e da un Presidente esterno, in modo, viste le difficoltà degli ultimi mesi, da mettere a proprio agio gli studenti. Per evitare l’ipotesi di assenza dei commissari all’ultimo minuto, in caso di comprovate ragioni di salute, per questi sarà possibile un collegamento da casa.
L’esame consisterà in un colloquio orale della durata di un’ora (gli scritti sono stati eliminati) e sarà diviso in cinque parti:
Ogni parte dell’esame sarà valutata secondo una griglia di valutazione nazionale con indicazioni precise.
Anche nell’assegnazione del voto finale saranno inserite delle importanti novità. Il valore dell’orale potrà arrivare a 40 dei 100 punti totali e gli altri 60 saranno invece da riferirsi alla somma dei crediti ottenuti durante il triennio. In questo modo sarà premiato maggiormente il percorso dello studente nel suo insieme.
In attesa di ulteriori indicazioni, il problema principale rimane quello della sede dell’esame, che dipende imprescindibilmente dall’andamento del virus nelle settimane a venire. Come già ricordato, il Ministero dell’Istruzione preferisce una prova d’esame in presenza e all’interno degli edifici scolastici, nel pieno rispetto delle regole e delle norme di igiene e sicurezza. Se la crisi dovesse tornare a farsi sentire, però, sarebbe forse il caso di formulare una diversa decisione.