lunedì, Settembre 21, 2020
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La green economy: l’impegno delle aziende

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Dalle ricerche della Nasa e dell’Esa, agenzie spaziali di Stati Uniti ed Europa, è emerso
che il blocco totale o anche detto lockdown, ovvero l’isolamento imposto dopo il
diffondersi del nuovo Coronavirus in Italia, ha fatto seguire un aspetto positivo: la
riduzione dello smog. Le agenzie ci confermano infatti, che il fermo delle attività in
Pianura, una delle zone più inquinate del nostro Paese, ha consentito una diminuzione
di alcuni agenti inquinanti come per esempio il biossido di azoto, anche noto come NO2.

Questo non fa altro che confermare, quanto sia importante il ruolo delle aziende per
avere un’economia più green.

Vediamo nel dettaglio, quali sono i reali impegni che le aziende si assumono.

La green economy e le aziende: ecco i numeri

In Italia, negli ultimi cinque anni, sono state oltre 432 mila le imprese ad essersi
impegnate nel campo del green. Lo sostiene una ricerca condotta da Unioncamere in
collaborazione con Fondazione Symbola. Stando ai risultati di queste analisi, in Italia il
2019 è stato un anno chiave che ha portato ad un reale incremento degli investimenti
nel settore green, e dei conseguenti benefici anche nell’occupazione. Si contano in
totale più di 3 milioni di professionisti impiegati nei cosiddetti green jobs.
Secondo la ricerca, il 21,5% delle imprese investe su prodotti e tecnologie green ma non
solo; l’Italia risulta il paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei
rifiuti (urbani, industriali eccetera). In questo ambito assume un ruolo fondamentale
l’atteggiamento dei dipendenti che deve contribuire a perseguire obiettivi sostenibili.
Per le aziende è altrettanto importante ricorrere a forniture green: esistono delle
società in grado di proporre delle offerte di energia elettrica per le aziende del tutto
ecocompatibili. Altre iniziative green che vale la pena elencare sono: l’installazione di
reti elettriche a migliore efficienza, la cucina sostenibile, la migliore gestione
dell’energia, la meccatronica, gli impianti di condizionamento a basso impatto
ambientale, l’edilizia ecosostenibile, e molto altro ancora.

Un approfondimento sui “mestieri verdi”

Come abbiamo visto, in Italia ci sono 3 milioni di professionisti impiegati nei “lavori
verdi”.
Fra questi spiccano soprattutto professioni come l’agricoltore bio e l’agronomo, insieme
agli architetti paesaggisti, molto richiesti per via del boom della bioedilizia. Altri green
jobs molto interessanti sono quelli legati alla biologia e alla botanica, insieme alle
professioni inerenti alla cucina e alla preparazione dei cibi, come il già citato eco-chef. E
la lista potrebbe proseguire oltre, visto che include centinaia di voci al suo interno, dal climatologo al certificatore energetico, passando per il designer eco di interni e i vari
esperti nella gestione e nel trattamento di rifiuti e riciclo.

La situazione di oggi appare nettamente migliorata, rispetto ad un paio di mesi fa. Non
significa comunque che ci si debba fermare, tutto il contrario: c’è ancora molto lavoro
da fare, ed è necessario l’impegno da parte di tutti, dai singoli fino alle aziende.


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