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Gli 007 Usa indagano sulla provenienza del coronavirus e spunta l’ipotesi del laboratorio di Wuhan

| 17 Aprile 2020 | ATTUALITÀ
Bollettino coronavirus

Con il passare del tempo, si moltiplicano i punti interrogativi, che girano intorno al Coronavirus. Secondo la Cnn dirigenti dell’intelligence Usa e della sicurezza nazionale americana avrebbero aperto un fascicolo sull’origine del nuovo coronavirus e tra le ipotesi al vaglio starebbero esaminando la possibilità che, più che in un mercato, sia nato in un laboratorio di Wuhan e che si sia diffuso a causa di un incidente.

La rete allnews cita varie fonti a conoscenza del dossier, che ritengono però prematuro trarre qualsiasi conclusione. Anche la Fox News ha riportato la notizia, citando fonti bene informate, secondo cui il nuovo coronavirus abbia avuto origine nel laboratorio militare di Wuhan, ma non come arma biologica.

Pechino, infatti, da anni impiega il massimo dei suoi sforzi nel campo della ricerca per dimostrare che le sue abilità siano uguali o addirittura maggiori rispetto a quelle degli Stati Uniti. Mercoledì il Washington Post aveva affermato che due anni prima che scoppiasse la pandemia diplomatici dell’ambasciata americana a Pechino visitarono diverse volte l’istituto di virologia di Wuhan (Wiv) e rimasero così preoccupati da mandare a Washington due “cable” (sensibili ma non classificati) ammonendo sulle inadeguate condizioni di sicurezza del laboratorio, che conduceva rischiose ricerche sui pipistrelli. L’appello cadde nel vuoto.

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L’autore dell’articolo del Wp scrive che un alto dirigente dell’amministrazione Usa gli ha riferito che i cable forniscono un ulteriore elemento di prova della possibilità che la pandemia sia frutto di un incidente nel laboratorio di Wuhan. E sostiene che la versione di Pechino che il virus è emerso dal wet market di Wuhan è debole, citando ricerche di esperti cinesi su Lancet secondo cui il primo paziente noto di coronavirus, identificato il primo dicembre, non aveva legami col mercato e neppure oltre un terzo dei contagiati nel primo grande cluster. Il mercato inoltre non vendeva pipistrelli. Tutto rimane ancora avvolto nel mistero, come ad esempio il voler escludere (almeno per il momento) l’arma biologica.

Intanto, nel silenzio degli organi  d’informazione, proprio ilFormat è stato tra i primi a pubblicare la notizia dell’arresto del Professor Charles Lieber, presidente del Dipartimento di Chimica e Biologia Chimica dell’Università di Harvard, per aver intascato 1,5 milioni di dollari dai cinesi per aver fornito segretamente il suo aiuto a creare una ricerca in un laboratorio.

Coincidenza vuole che il laboratorio in questione ha sede nella città cinese di Wuhan, epicentro della epidemia da Coronavirus. Il Prof. Lieber è accusato dal Dipartimento della Giustizia americano per aver mentito sulla sua partecipazione al Piano dei Mille Talenti in Cina, che si rivolge a scienziati e ricercatori stranieri disposti a portare la loro esperienza in Cina in cambio di finanziamenti per le ricerche di laboratorio.

Il Prof. Lieber è anche accusato di mentire in merito a un contratto redditizio che ha firmato con l’Università di Tecnologia di Wuhan e aver guidato un gruppo di ricerca di Harvard, incentrato sulle nanoscienze, apparentemente sconosciuto alla stessa università statunitense. Il lavoro del Prof. Lieber spaziava dalla ricerca di nuovi progetti per produrre materiali in nanoscala fino alla creazione di sensori nanoelettronici, e allo sviluppo di “tessuti cyborg”, che avrebbero integrato i dispositivi nanoelettronici nel tessuto sintetico.

Probabilmente non avrà a che fare con la propagazione di una malattia virale, ma sicuramente è qualcosa di più inquietante in quanto trattasi di “nanotecnologie” onde rendere perfetta la “simbiosi fra l’uomo e le macchine intelligenti”. Insiema al Prof. Lieber sono indagati anche due “studenti” cinesi che lavoravano come assistenti di ricerca. Yanqing Ye, 29 anni, attualmente in Cina, ha lavorato alla Boston University ed è accusata di “mentire sulla sua posizione di capitano dell’esercito cinese, aver commesso una frode sui visti, aver reso false dichiarazioni, aver agito come agente di un governo straniero, cospirazione”.

Zaosong Zheng, 30 anni, ricercatore oncologico sponsorizzato da Harvard University, è stato arrestato all’aeroporto internazionale Logan di Boston con l’accusa di aver fornito dichiarazioni false e aver tentato di contrabbandare 21 flaconi di “campioni di materiali biologici“ e altri materiali di ricerca rubati dai laboratori statunitensi.

L’inchiesta federale rientra nella strategia del Governo americano per contrastare spionaggio e furti di brevetti, progetti, ricerche. Un’azione spesso sviluppata all’interno dei più famosi atenei statunitensi e istituti di ricerca che già in passato aveva fatto emergere numerosi scandali riguardanti i cosiddetti “trafficanti di virus“.

TAG: #Wuhan, coronavirus
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