Coronavirus e 5G, raccontate la verità

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Intorno al Coronavirus troppe cose rimangono in sospeso. Non bisogna per forza essere dei “complottisti” (tutti coloro, che osano fare delle domande), per avere quasi la certezza, che la storia del pipistrello “untore”, rimane un racconto da libricino per bambini.

Nessuno ci racconta cosa davvero è accaduto, accade e accadrà. Basta vedere le solite conferenze stampa pilotate, dove le domande si soffermano su una scontata risposta:Quanti posti in terapia intensiva? Quanti contagiati? Per carità di importanza fondamentale, ma raccontateci cosa c’è e si nasconde dietro questo virus, che sta mettendo in ginocchio l’intero pianeta.

Cosa nasconde lo scacchiere internazionale? C’è un rapporto con il tanto nominato 5G? Qualcosa è andato storto per il traffico di virus? Sono molti gli esperti scienziati e non che vogliono delle risposte e non possiamo fare finta di niente, in ballo c’è la vita di tutti.

Sono in tanti infatti ad aver pensato che il virus si potrebbe essere diffuso a Wuhan in concomitanza con l’istallazione di 30.000 nuove antenne wireless di quinta generazione (3.000 nuove Stazioni Radio Base e ben 27.000 nuove mini-antenne a microonde millimetriche).

La monumentale istallazione rappresenterebbe la più massiccia concentrazione al mondo di antenne pensata per accettare le sfide della digitalizzazione e un evento in particolare: i VII Giochi Mondiali Militari tenutisi a Wuhan nell’ottobre 2019. I giochi sarebbero stati potenziati proprio dal 5G.

In Italia la sperimentazione del 5G è partita da qualche mese in 120 comuni italiani, molti dei quali concentrati in Lombardia. (Avete capito bene Lombardia). Studi autorevoli hanno dimostrato come le elettro-frequenze siano in grado di modificare batteri, creare antibiotico resistenza, causare alterazioni del genoma umano e soprattutto indebolimento del sistema immunitario.

Secondo il Prof. Olle Johansson “i campi ellettromagnetici possono agire attraverso l’inibizione della calcineurina (proteina che attiva le cellule del sistema immunitario) per sopprimere l’immunità, aumentando così il rischio di infezione”. Lo scienziato e giornalista Arthur Firstenberg già nel 2017 in The Invisible Rainbow, sosteneva che le grandi epidemie sono spesso concomitanti a importanti mutamenti artificiali dell’ambiente elettromagnetico.

La documentazione sugli effetti biologici delle radiazioni microonde è molto vasta, raggiunge quasi i diecimila documenti. E gli organi più suscettibili includono cervello, polmoni, sistema nervoso, cuore, occhi e tiroide. Perché non ascoltare questi studi, perché non invitare questi studiosi ad un tavolo? Inoltre, c’è un altro dramma, che probabilmente coinvolgerà il pianeta dal punto di vista lavorativo ed economico, che anche qui porta il nome di 5G.

Ci saranno le città intelligenti, case automatizzate, industrie robotizzate, sistemi di sicurezza e controllo più efficienti, servizi e oggetti come automobili, TV, elettrodomestici fino ai piccoli oggetti di uso quotidiano come pannolini per bambini, cartoni del latte, spazzole per capelli, vestiti e scarpe: tutto conterrà antenne o microchip.

Un giro d’affari enorme quello del 5G, con introiti stimati, per il 2026, pari a 1307 miliardi per settori industriali come agricoltura, healthcare, trasporti, media, intrattenimento, automotive, retail, financial, sicurezza e industria manifatturiera (dati dell’ultimo rapporto Ericsson). Entro quest’anno i robot si prenderanno 5 milioni di posti di lavoro prima occupati da altrettanti uomini in 15 Paesi del mondo. All’interno della comunità scientifica c’è anche chi invita a tenere alto il livello di guardia. E’ difficile quantificare, ma il 50% dei posti di lavoro nei prossimi anni sarà messo a rischio dai progressi dell’intelligenza artificiale.

Allo stesso modo, i sistemi di diagnosi medica non elimineranno la richiesta di radiologi, ma ridurranno significativamente il loro numero, perché la maggior parte delle diagnosi di routine possono essere fatte ugualmente, se non meglio, usando le macchine. In Cina si registra la prima fabbrica “deumanizzata”, dove gli operai di un’azienda di componenti per cellulari sono passati da 650 a 20, seguendo un programma industriale dal nome quanto mai esplicito: “Robot replace human“. Infine, non fate gli schizzinosi quando si parla di traffico di virus. Non sono poche le inchieste che girano intorno al drammatico fenomeno. Una di queste è un virus scoperto dalla Homeland Security, il ministero creato dopo le Torri Gemelle per stroncare nuovi attacchi agli Stati Uniti.

Nel loro mirino è finita un’attività ad alto rischio: l’importazione negli States di virus dall’Arabia Saudita per elaborare farmaci, poi riesportati nel Paese arabo. Il presidente e tre vice presidenti della compagnia farmaceutica incriminata per l’operazione sono stati condannati a pene pesanti.

Fondamentale per l’indagine è la testimonianza di Paolo Candoli, manager italiano della Merial, la branca veterinaria del colosso Sanofi: l’uomo ha patteggiato l’immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico. Ai detective ha descritto come nell’aprile 1999 si fece spedire illegalmente a casa in Italia un ceppo dell’aviaria tramite un corriere Dhl. A procurarlo era stato il veterinario statunitense di un allevamento di polli saudita, condannato negli Usa a 9 mesi di prigione e 3 anni di libertà vigilata per “cospirazione in contrabbando di virus”.