Avv. Maria Teresa A. Pintus: rettifica sull’omicidio Angelo Sparatore

Smentita sull'omicidio Angelo Sparatore

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A seguito di un nostro articolo pubblicato il 09/01/2020, di cui potete leggere qui, pubblichiamo la rettifica dell’Avv. Maria Teresa A. Pintus, difensore del dott. Alessio Attanasio, sull’omicidio di Angelo Sparatore.

Secondo cui dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Rosario Piccione e Salvatore Lombardo, emergerebbe un coinvolgimento nell’omicidio di Angelo Sparatore di altre tre persone, ovverosia della moglie di Attanasio, Patrizia Bottaro, che avrebbe portato direttamente a Lombardo l’ordine di eseguire l’omicidio, nonché di Lino Mazzarella e Vito Fiorino che avrebbero coperto i killer fungendo da palo; articolo che non utilizza mai il condizionale, e che dà dunque per certo il coinvolgimento di tali persone, insinuando per giunta il dubbio che non vi siano state delle indagini approfondite da parte di chi continuerebbe “ancora a fare orecchie da mercante”, dal momento che queste tre persone incomprensibilmente “sono ancora a piede libero”.

Ebbene, in realtà Rosario Piccione dice soltanto che uno degli autori dell’omicidio di Angelo Sparatore è da identificarsi in Angelo Iacono (verbale 09/10/2002, pag. 8), in tal modo smentendo il collaboratore di giustizia Salvatore Lombardo ed invece confermando le dichiarazioni difensive dell’imputato Attanasio. Il collaboratore Salvatore Lombardo dice invece che pochi giorni prima dell’omicidio di Angelo Sparatore, avvenuto il 4 maggio del 2001, avrebbe ricevuto delle sollecitazioni da Iacono che a sua volta le avrebbe ricevute da Attanasio per il tramite della moglie Patrizia Bottaro che era andato a trovarlo in carcere (dunque non direttamente dalla signora Bottaro).

Ebbene, quest’ultima non risulta nemmeno indagata per il semplice fatto che le affermazioni del collaboratore Lombardo sono state smentite dai certificati dei colloqui svolti dai coniugi Attanasio, forniti dall’Amministrazione Penitenziaria, secondo cui gli incontri in carcere si sono svolti soltanto alcuni giorni dopo che l’omicidio di Angelo Sparatore era stato commesso, e non già alcuni giorni prima.

La stessa è dunque estranea al delitto, così come è sempre rimasta estranea alle vicende che hanno coinvolto il marito. Affermare il contrario è palesemente calunnioso e diffamatorio. Peraltro, è curioso che l’autore dell’articolo si domandi come mai le altre tre persone chiamate in causa da Lombardo non risultino imputate nel processo in corso, ma nulla ha da eccepire sul fatto che non si stia procedendo contro Lombardo che pure viene indicato come autore materiale dell’omicidio da ben quattro collaboratori di giustizia: PANDOLFINO, TARASCIO, CAVARRA e CURCIO.

Quanto alla asserita partecipazione al delitto di Mazzarella e Fiorino, afferma il collaboratore Lombardo che i due avevano rubato dieci giorni prima un furgoncino che era poi stato oscurato dagli stessi con dei fogli di giornale e portato sul luogo del delitto. Ebbene Mazzarella e Fiorino non risultano nemmeno indagati per il semplice motivo che ancora una volta le indagini degli inquirenti hanno smentito le affermazioni di Lombardo, dal momento che il furgoncino risulta essere stato rubato appena 20 ore prima del delitto (cfr. verbale di denuncia del furto) e che non è mai stato oscurato con fogli di giornale visto che aveva i vetri oscurati di serie (cfr. foto numeri 26, 27 e 28 dei rilievi tecnici).

Inoltre, il collaboratore di giustizia Luigi Cavarra fornisce l’alibi a Mazzarella e Fiorino affermando che i due si trovavano con lui al mare quando il furgoncino veniva rubato (verbale del 25.05.2017, pag. 85). Anche Mazzarella e Fiorino sono dunque estranei al delitto perché così è stato accertato dalle indagini che non possono certo essere messe in dubbio da chi non è in possesso di tutti gli atti del processo.

Quanto all’accusa nei confronti di Attanasio di essere stato il mandante dell’omicidio di Angelo Sparatore, il collaboratore Lombardo viene smentito dai collaboratori di giustizia Dario Troni (verbale incidente probatorio 28.06.2017, pag. 21) e Antonio Tarascio (verbale incidente probatorio 28.06.2017, pag. 38) che indicano invece entrambi come mandante Salvatore Bottaro.

Gli indizi nei confronti del mio assistito sono talmente labili che non sono stati ritenuti sufficienti nemmeno per l’emissione di una misura cautelare. Ed ancora in merito all’accusa rivolta a Luciano DE Carolis di aver materialmente sparato, il Lombardo viene smentito dal collaboratore di giustizia Attilio Pandolfino secondo cui è stato invece proprio il Lombardo a sparare (verbale 01.08.2013, pag. 20): anche il DE Carolis risponde a piede libero, segno questo che nemmeno nei suoi confronti gli indizi sono stati ritenuti gravi.

Infine, la dinamica del delitto raccontata dal Lombardo contrasta con i rilievi tecnici degli investigatori nonché con quella carpita dagli inquirenti attraverso le intercettazioni telefoniche tra il collaboratore di giustizia Concetto Sparatore, fratello della vittima, ed un suo parente che si trovava nella città di Siracusa il giorno dell’omicidio ed ha potuto apprenderla (la dinamica) nell’immediatezza dei fatti dai vicini di casa che hanno assistito al delitto dai balconi. Per tali ragioni il collaboratore Lombardo risulta indagato per il reato di calunnia dalla Procura della Repubblica di Catania. Questi sono i fatti che emergono dalle indagini, ognuno ne tragga le proprie conclusioni.

Gli articoli asseriscono di raccontare la verità all’opinione pubblica, ma le serie indagini svolte dai giudici e dagli investigatori ci dicono che la verità è ben diversa. Ne consegue che sono stati gettati in pasto all’opinione pubblica i nomi di sicuri innocenti descritti invece come certamente colpevoli, in palese contrasto con l’articolo 27, comma 2, della Costituzione, motivo per il quale questo difensore chiede la rettifica, tanto al sito “il Format.info – Liberi di scrivere” quanto al sito Penitenziaria.it, prima di agire per le vie legali, dal momento che non si può fare opera di disinformazione attribuendo al collaboratore Piccione dichiarazioni che in realtà non ha mai fatto e dando conto delle sole dichiarazioni del collaboratore Lombardo senza nemmeno nominare quelli che lo smentiscono (TRONI, TARASCIO, CAVARRA e PANDOLFINO), e tacendo vieppiù sugli esiti delle indagini che hanno smentito documentalmente il collaboratore Lombardo (accertamenti sul furgoncino e sui colloqui dei coniugi Attanasio), ed anzi insinuando il dubbio di insabbiamenti ad opera di giudici e investigatori che invece hanno svolto e svolgono il loro lavoro con serietà, onestà e professionalità. Tutto ciò è inaccettabile.