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Le previsioni o interpretazioni di Nostradamus, tra qualche certezza e tanti abbagli

| 29 Febbraio 2020 | CULTURA

In questi giorni tra ansie e timori, per i ghiacciai che si sciolgono, probabili conflitti mondiali e la pandemia che si espande con il coronavirus, si ritorna alle parole profetiche dell’astrologo, scrittore e farmacista Nostradamus.

Tra i suoi scritti non passa inosservato il 2020, che prevede sciagure ambientali, un terremoto in California, conflitti mondiali, forse tra gli Stati Uniti e la Repubblica della Cina e forse di natura economica. Un nuovo Re in Gran Bretagna, senza più la sovrana e i suoi sorprendenti colori.

E un altro Pontefice al posto di papa Francesco, più giovane, che porta altro scompiglio nella Chiesa. E per finire come ciliegina sulla torta, anche la diffusione di un’epidemia globale, per testare la sopravvivenza della specie. Insomma non proprio un anno beato e tranquillo, ma basta la salute e a quanto pare neanche quella.

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Eppure Michel de Nostredame, nato a Saint-Rémy-de-Provence (1503-1566), discendende da una famiglia ebraica di medici, presto si dedica allo studio dell’astronomia e alla medicina, diventando un medico illustre. Si interessa anche di filosofia, poesia, politica e si mostra affascinato dall’occulto e con particolari doti da veggente.

Conosciuto da tutti come Nostradamus, raccoglie nel suo libro   “Le Profezie”, scritti in rime di quartine, le previsioni di eventi storici, tanto controversi e discussi. Le sue rivelazione sono “disposte in gruppi di cento, nel libro” Centurie astrologiche del 1555, e nei suoi scritti gli “avvenimenti…arrivano fino al quarto millennio della nostra era”.

Nate sembra inizialmente non proprio con questo intento, ma per Nostradamus come una semplice intuizione nella ripetizione di eventi storici e le sue naturali conseguenze. Una sorta di “Corsi e ricorsi storici”.

Secondo alcuni studiosi le sue quartine possono avere più interpretazioni e riadattate a più periodi assimilabili. Un po’ come le frasi del giorno, o le previsioni generiche degli oroscopi, che in qualche modo toccano un po’ tutti, ma non riguardano davvero nessuno. Per altri invece, alcune sue profezie si sono rivelate con una precisione sconcertante. Basti pensare ai suoi versi sulla profetica morte del re di Francia   Enrico II:  «Il leone giovane, il vecchio vincerà. Il campo bellico, per dolore singolare. In gabbia d’oro, gli occhi gli salteranno delle forze in combattimento una rimarrà, l’altra morrà di morte crudele».

Alla dittatura annunciata di nero con Adolf Hitler: <<Dalle profondità dell’Europa occidentale, un bambino nascerà dalla povera gente, Colui che con la sua lingua sedurrà una grande truppa; La sua fama aumenterà verso il regno dell’est>>. E ancora eventi come la Rivoluzione Francese, la bomba atomica e la persecuzione Falun Gong in Cina nel 1999. Previsioni che inquietano e lasciano perplessi sulle probabili coincidenze annunciate.

E a cui si affida, a suo tempo, in molti incontri anche Caterina De Medici, moglie di Enrico II, il quale perde la vita poco dopo la pubblicazione del testo e proprio come ha previsto Nostradamus. Dopo questi fatti, le sue parole diventano sempre più credibili e viene nominato Consigliere del Re di Francia, generando anche negli sciettici tanti dubbi e molti timori. Sicuro però che il tempo gli avrebbe dato ragione, come dimostra con le sue parole: “E gli uomini che verranno dopo di me conosceranno la verità di ciò che dico, perché avranno visto che infallibilmente si realizzeranno vari avvenimenti predetti da me. Sapranno anche quelli che rimangono da compiersi, perché li ho indicati con chiarezza”.

Si spera ora, che le previsioni o interpretazioni citate siano errate, come la fine del mondo annunciata nel 1999, e che la Regina Elisabetta regni tra colori non proprio mimetizzata, ancora sovrana. Che Papa Francesco pure resti in Vaticano, con le sue prediche, moniti e qualche nervosismo umano. Che i ghiacciai si raffreddino per unirsi ancora e preservarci dal riscaldamento e dal dissesto ambientale, e che la California resista e non tremi. E infine, che il coronavirus di fronte alla nostra disperata psicosi e follia umana, si spaventi e docilmente per non essere infettato, abbandoni l’intento e si assopisca in qualche luogo sperduto e isolato.

E se poi moriremo di stanchezza, stress e influenze varie, di sicuro infieriremo sul coronavirus, che ci ha stroncato. Ma in realtà l’abbattimento e la resa è iniziata lentamente e molto tempo prima delle mascherine e dell’ormai rara, costosa, saccheggiata e venerata amuchina.

TAG: coronavirus, Nostradamus
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