Clientelismo, familismo amorale: i mali che da secoli attanagliano il tessuto socio economico sopratutto nel Meridione

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Bisogna pur riflettere di tanto in tanto sul significato e su cosa sia quell’eterno divario tra Nord e Sud, su cosa sia l’eterna Questione Meridionale e sul perchè al Sud si fa tanta fatica a crescere (nonostante il patrimonio artistico culturale e le risorse economiche) in termini economici per ritrovarsi poi di fronte al dilemma dei giovani: abbandonare il Sud oppure rimanere prigionieri in una “Torre d’Avorio” dominata dal secolare vizio italico coma la famosa Raccomandazione? Oppure questa torre d’avorio la si può immaginare dominata dall’ottica del Familismo Amorale, dal clientelismo e da una serie di fattori che non hanno sicuramente portato migliorie all’economia meridionale, ma arrecato danni economici incalcolabili nel lungo periodo.

Si pensa all’incapacità dell’individuo, ad un fatto prettamente legato alla scarsa istruzione della popolazione del sud? Ma certo, a sentir parlare Edward Banfield nel suo libro intitolato Le basi morali di una società arretrata scritto nel 1976  con le  sue teorie socio economiche sperimentate sul campo, sì, fino agi anni settanta si trattava dell’indice di scolarizzazione della popolazione meridionale che era piuttosto basso e quindi il Familismo Amorale proliferava in quel contesto socio culturale ristretto e abbastanza permeato nelle sue ideologie e teorie che favorivano prettamente le famiglia e gli interessi economici di ogni singolo componente. Ma oggi di Banfield che ne è stato? Le sue teorie hanno avuto un ruolo marginale o un ruolo primario negli studi e nelle analisi dei fenomeni politici e sociali?

La nostra società sta navigando verso il terzo millennio, oggi l’economia mondiale è scossa dalle costanti fluttuazioni dei mercati della globalizzazione e il capitale umano risponde in maniera diretta o quasi alle esigenze dei mercati e delle dinamiche politiche economiche e sociali. L’Italia rimane ancora uno dei paesi più industrializzati del mondo, ma il tallone d’Acchille in questo importante periodo che rappresenta l’era della Globalizzazione e della digitalizzazione del pensiero umano,è il Familismo Amorale e il Clientelismo che  rimangono ancora in piedi a sovrastare ogni forma di pensiero ragionevole che sia legata al criterio della meritocrazia e del buonismo lavorativo. Sappiamo che Banfield mezzo secolo fa ha analizzato i rapporti umani nell’entro terra del centro italia in Basilicata descrivendo l’ottica familista deleteria e contro producente per il processo economico produttivo. Ma questo fino ai giorni nostri poco importa alla Famiglia e al capo famiglia colui che deve fare come le dita della mano, il dito grosso deve far da dito grosso e poi a seguire.

Sì proprio così, la famiglia è il fulcro di manovra a trecentosessanta gradi dove bisogna interagire con tutti solo ed esclusivamente per tutelare gli interessi economici e politici in un determinato schema che rappresenta l’arcaicità dei rapporti umani e il depauperamento del capitale umano con la conseguente immortalità del Familismo Amorale e il naufragio dei valori e dei sacrifici fatti con il sudore della fronte e nelle più totali ristrettezze economiche di quelle famiglie numericamente esigue e più deboli e politicamente poco incisive nel panorama locale dove nel contesto socio economico sono i numeri che parlano e i rapporti del parentado a far da padrone trascurando la meritocrazia e il premio verso chi con umiltà e impegno si è portato avanti.

In termini molto semplici abbiamo descritto cos’è il Familismo Amorale, abbiamo descritto cosa lo tiene in piedi e abbiamo anche capito qui al Meridione cosa bisogna fare per l’ambito posto al sole. Negli anni settanta il boom economico portava l’Italia verso traguardi socio economici mai raggiunti nel dopoguerra e anche prima della guerra ma l’ombra del Familismo Amorale incombeva sempre e comunque nelle popolazioni meridionali dove lo scudo omertoso era l’unica forma di cooperazione sociale rivolta verso un unico scopo: concentrare il potere nelle mani di un unico membro appartenete alla famiglia più in vista nel contesto locale. la Democrazia Cristiana fu l’esempio vivente di una fitta rete di cooperazione e controllo sociale attuata nei piccoli centri abitati dove i motori trainanti erano la pesca e l’economia enormi serbatoi economici e politici che privilegiano grazie alla rete di parentado i componenti delle famiglie più numerose con una larga maglia di rapporti parenterali anche all’interno delle istituzioni locali. Risultato? Nel breve periodo lavoro per parenti e amici nei posti chiave delle amministrazioni locali e all’interno di importanti realtà commerciali come lo Coop Agricole nate con l’esclusivo interesse di salvaguardare e concentrare l’offerta dei prodotti della terra in costante crescita.

Nel lungo periodo ecco le note dolenti che equivalgono più ad un disastro che ad un miglioramento di un tessuto economico produttivo, quello meridionale, che seppur molto forte risulta danneggiato fortemente dai conflitti di interesse nati negli anni all’interno delle amministrazioni delle importanti realtà commerciali così come nelle amministrazioni comunali con conseguente disastri economici e politici che fanno cadere di netto intere giunte comunali a causa dei conflitti che avevano come scopo la tutela degli interessi familiari. Basta un semplice esempio per capire cosa può provocare il Familismo Amorale all’interno di una giunta comunale. Basta semplicemente che il sindaco si rifiuti di nominare un assessore molto gradito alla famiglia x per far cadere l’intera giunta con il conseguente passaggio dalle file della maggioranza a quelle dell’opposizione o viceversa.

Con queste teorie non volgiamo sicuramente denigrare il meridione e affermare o pensare che il Nord rappresenti la norma per eccellenza questo mai, sarebbe assurdo mani pulite fu l’inchiesta in Nord Italia che aveva messo a nudo un sistema che aveva messo in piedi quei deleteri privilegi corporativi. Allora al Sud che è successo? Cosa succede? Anche al Sud esistono i privilegi corporativi dove qualcuno dice che il Nepotismo non si potrà mai estirpare, chiaro che chi detiene quella sorta di Baronato in qualsiasi punto nevralgico delle istituzioni resta sempre e comunque colui che adotta i meriti dell’ottica familista denigrando e impoverendo il capitale umano e costringendo nell’era hi-tech migliaia di giovani ad abbandonare il Sud per trasferirsi non al Nord ma all’estero dove sono ben consapevoli che la crescita del PIL dipende anche dalla forza lavoro che arriva da altri paesi.

Tutto questo in conteso sociale diverso da quello degli anni settanta e nell’era della comunicazione veloce e digitale fa pensare ancora tutt’oggi come posa esistere un Sistema che adotta diverse logiche in tutta la penisola e fino a ora la logica del familismo amorale è quel secolare  virus che ha sempre infettato e  infetta il tessuto sociale fino a farlo diventare uno scheletro in futuro, quando sarà troppo tardi per tornare indietro.