Stachanov, lo stacanovista russo che razionalizza il lavoro e accelera la produzione

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Aleksej Grigor’evič Stachanov, diventa famoso come lavoratore modello durante il periodo stalinista (1924-1953),  ed Eroe socialista del lavoro nel 1970, nell’allora Unione Sovietica. Infatti,  il Partito comunista, cerca di organizzare e razionalizzare il lavoro, spingendo i lavoratori attraverso l’emulazione e gli incentivi ad aumentare la produttività.  Tra questi eccelle il noto Stachanov, un minatore nato a Lugovaja il 3 gennaio del 1906, da una famiglia contadina. Lavora inizialmente come pastore e contadino. In seguito, entra in una miniera di carbone nell’Ucraina orientale e adotta un metodo veloce per estrarre il carbone, facendolo   trasportare   dai  “compagni  … direttamente sui carri”. In questo modo riesce con la sua “squadra di lavoro” ad aumentare la produzione fino a quattordici volte, e spesso battendo il record. Da ricordare in particolare il 31 agosto del 1935, quando supera se stesso, o almeno sembra, in cui riesce in solo cinque ore e quarantacinque minuti, con la sua tecnica a estrarne 102 tonnellate.

L’anno successivo lascia il lavoro di minatore e diventa direttore e assistente capo ingegnere, amministrando le miniere e insegnando il suo metodo, che viene adottato ed esteso a tutti i lavoratori, favorendo la propaganda sovietica. Si dedica anche allo studio all’Accademia Industriale e lavora per l’industria mineraria sovietica.

In sostanza Stachanov, introduce la specializzazione del lavoro, dividendo le mansioni. Mentre prima il minatore piccona e poi trasporta, con Stachanov i ruoli vengono divisi con maggior risultati. Tra l’altro Stachanov inizia a usare anche il trapano, seguendo un corso per maneggiarli che facilita l’estrazione. La data del 31 agosto, diventa il “Giorno del minatore” in suo onore e viene omaggiato con l’Ordine di Lenin, medaglie e distintivi.  Gli viene dedicata la copertina del Time,  una città ucraina di Kadievka in Stachanov, e una squadra di calcio. Trascorre gli ultimi anni della sua vita in solitudine e tanto alcol, spegnendosi il 5 novembre del 1977 con un infarto.

In realtà, sembra che Stachanov e il suo produttivo 31 agosto, sia stato facilitato dai compagni di squadra, ma soprattutto voluto dal Partito, per diffondere un modello positivo da emulare, che ispirasse buone intenzioni e tanta forza lavoro. Quindi non proprio o del tutto, farina o carbone del suo sacco.  Ma nonostante questo “aiutino”, Stachanov ha dato il suo contributo con le tecniche aggiunte, la razionalizzazione e l’impegno.

Senza contare che se negli anni, viene introdotto anche un nuovo termine nei dizionari, sinonimo di zelo e dedizione al lavoro, si deve a lui, all’infaticabile, intuitivo, abile Stachanov. Lo stacanovista, che con la  sua impresa e volontà, sembra quasi pensare come Baudelaire: “Lavorare è meno noioso che divertirsi”.

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