Sistema: Sistema Italia la chiave di tutti i malesseri economici, politici e sociali

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Sistema

“Chest è o sistem” l’accento e la voce rabbiosa di un uomo, un ragazzo del Sud che decide di scrivere e arpionare con la penna se non con i tasti di un pc pigiati come colui che scrivendo in realtà ha schiacciato i pulsanti per azionare una batteria di missili da crociera da scagliare contro il “Sistema”.

L’accento pugliese sembra circoscrivere l’aria su cui è rivolta la sua osservazione, ma in realtà lui, l’amico e gli amici ci tengono a precisare che noi “Sim do Sud”. Più che un’affermazione è uno slogan, una frase dettata dall’orgoglio mischiato a quell’umiltà e onestà di essere un cittadino del Sud che si trova davanti al “Sistema”, dove ne comprende non il funzionamento, ma i complessi meccanismi che ne mettono in moto le dinamiche economiche, politiche e sociali. Dove tutto per lui sembra chiaro e dove noi alla base di tutto ciò e nel complesso delle nostre vicissitudini quotidiane gridiamo e scriviamo “Questo è il Sistema”.

Lo gridiamo in accento siciliano, in calabrese, in campano, in pugliese, ma alla fine il succo del discorso è sempre quello. Cos’è il Sistema? Chi è il Sistema? Chi lo ha creato? Dove siamo diretti? Ma sopratutto chi eravamo in passato? Chi saremo in futuro? Il Sistema potrebbe dare una molteplicità di risposte attraverso l’artefatto del linguaggio – l’arma più potente creata dall’uomo stesso fin dalla sua esistenza-ma le risposte sono quei discorsi preparati ad hoc di cui il Sistema stesso si nutre.

La speranza, le promesse, la dignità e l’onestà intellettuale e semplice sono quei principi nutritivi di cui il Sistema ha bisogno per costruire e mantenere quella struttura piramidale e verticista di cui è composto. Dunque il Sistema sarebbe una sorta di Leviatano? Magari forse eviteremmo di additarlo nel modo più assoluto, ma purtroppo le teorie di Hobbes sono ormai sepolte sotto i Pilastri del Mondo Contemporaneo e delle nuove democrazie nascenti o meglio i nuovi sotto sistemi che obbediscono al Sistema Centrale dove tutto deve muoversi in un unica direzione.

Questo è il Sistema che nacque e trovò fondamento sotto le insegne della Demagogia, lo stesso sistema che da Nord a Sud, sopratutto al Sud ha eretto in piedi un perfetto marchingegno politico, economico e sociale, fatto di promesse lontane dai fatti, di una politica che non ha mai tenuto conto della Meritocrazia, di un sistema politico-sociale che ha creato il meccanismo perverso e deleterio del Clientelismo e del Familismo amorale che ha annullato la libertà dei valori e dei principi democratici a Capaci, a Palermo, nella Sicilia tutta e in tutto il Meridione.

Questo è il Sistema che ha governato i Giudici Terranova, Chinnici, Borsellino, Falcone, il Generale Dalla Chiesa e tutti coloro che hanno cercato di rappresentare quella parte dello Stato Sovrano, onesto e garante delle istituzioni. Un sistema che ha creato un modello di Democrazia che in realtà ci ha solo illuso per tanti anni per arrivare al punto critico della scelta da parte dei giovani. La scelta di abbandonare il Sud in cerca di fortuna altrove.

Nell’arco temporale di mezzo secolo la politica italiana è stato un lungo percorso fatto di  altalenanti avvicendamenti creati dal Sistema Stesso. Molti lo chiamerebbero “Sistema Italia”, senza dubbio, in quanto spesso si sente dire che certe cose avvengono solo in Italia e alla fine viene spontaneo chiedersi se siamo vittime del Sistema o qualcosa del genere.

Ma vittime di questo Sistema lo siamo tutti? Abbiamo forse dimenticato le vittime eccellenti del Sistema i martiri di quella repubblica italiana che all’epoca cercarono di stravolgere un Sistema che aveva preso un unica direzione e che secondo Bettino Craxi doveva prendere un’altra piega: quella della strategia, delle alleanze, dei taciti accordi studiati al tavolo dell’economia per rilanciare quell’Italia che voleva gettarsi alle spalle i fantasmi di Aldo Moro e le sciagure siciliane facendo anche la voce grossa a Sigonella. Che tempi erano quelli, tempi dove esisteva una politica ed un sistema che preferivano “essere piuttosto  che apparire”.

Oggi mentre siamo diretti verso il terzo millennio (questa è l’unica cosa che sappiamo in Italia) oltre ad apparire e solo ed esclusivamente ad apparire, la Politica Italiana Contemporanea è riuscita a gettarsi alle spalle non solo i fantasmi di Aldo Moro, di Andreotti, di Craxi ma è riuscita a illudere gli italiani creando un Sistema che giorno dopo giorno salta tra i banchi dell’opposizione e della maggioranza anche nelle più piccole aule consiliari nel più iniquo comune italiano, fino ad arrivare nelle influenti sale di potere alimentato da quella branca del linguaggio definito “Politichese”, l’arma che riesce a plasmare gli italiani oggi con il tema dell’accoglienza, domani con l’odio razziale, citofonando pure nei condomini e chiedendo ai tunisini se spacciano.

Domani, ancora sempre con lo stesso metodo il Ministro di turno dirà alla nazione intera che il Reddito di Cittadinanza sarà salvifico nei confronti di quella classe sociale che non trova sbocchi occupazionali e mentre da un lato arrivano bonifici ai disoccupati in attesa che i Navigator trovino un occupazione per loro, dall’altro i giovani laureati sono costretti a spezzarsi la schiena nei campi o ad abbandonare l’Italia, sopratutto al Sud.

Ecco signori, il piacere di presentarvi il “Sistema Italia”. Il Sistema. È in questa dolce parola che oggi tutto avviene. Un Sistema eretto con i criteri di una logica che spesso, molto spesso include un meccanismo perverso che si innesca nel momento in cui qualcuno scrivendo la verità inizia a Comprenderne il Funzionamento, scoprendo cosa c’è dietro e cosa effettivamente fa funzionare il Sistema.

Lui ti si rivolta contro nel momento in cui lo apri e lo fai venire fuori allo scoperto nella Fragilità della Menzogna e della Millanteria… Solo in quel preciso momento, quando una penna diventa un arpione e la tastiera diventa come una pioggia di missili, lui… Il Sistema reagisce azzerando con qualsiasi metodo tutto ciò che per lui non è benefico, ma malefico per la sua stessa sopravvivenza. Nell’epoca della Maschere che rappresentano un Falso Giustizialismo e Perbenismo, lui il Sistema domina e non vuole essere dominato.