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Un Capodanno con i Botti, per allontanare gli spiriti maligni e far saltare il tappo

| 31 Dicembre 2019 | CULTURA

Dopo il Natale, la grande abbuffata e il clima pasquale, si attende il Capodanno del 31 dicembre tra speranze e timori, scaramanzie e preghiere, ipotizzando come sempre un anno migliore, decisivo e vittorioso.

Il Capodanno si festeggia in tutto il mondo, la data a volte cambia e le tradizioni pure, con religioni e usi diversi. La festa ha origini pagane, dal Dio romano Giano Bifronte, da cui prende il nome Gennaio. Sembra che i Babilonesi siano i primi a festeggiare il Capodanno quattromila anni fa “ in corrispondenza della prima luna nuova dopo l’equinozio di primavera”. Anche i regali vengono scambiati sin dall’antichità, come le uova in segno di prosperità.

Con l’Impero romano nel 46 a.C., Giulio Cesare stabilisce il Primo di Gennaio, l’inizio dell’anno con il Calendario Giuliano, e nel 1582 viene inserito anche nel Calendario Gregoriano delle feste cristiane, da Gregorio XIII. E poi  confermato da Papa Innocenzo XII nel 1691, diventando una festa comune in Europa, legata alla religione cristiana e alla ricorrenza della Solennità la Madre di Dio. I Romani durante l’Impero, festeggiano il Primo con un banchetto insieme agli amici, scambiandosi come augurio datteri, fichi, miele e ramoscelli d’alloro.

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La data del primo dell’anno, allora,  non sempre, coincide con quella di gennaio, ma varia da luoghi diversi anche in Italia, fino poi a uniformarsi. Nel mondo si festeggiano il  Capodanno cinese, quello giapponese, ebraico, islamico, indù con date e cadenze diverse.

I simboli legati al Capodanno, conosciuti e usati in Italia come portafortuna sono il cotechino, lo zampone, le lenticchie,  il bacio sotto il vischio tramandato dai Druidi e la biancheria  Rossa. Il colore sembra  si sia diffuso  durante l’Impero romano, come segno di potere, amore e fertilità e forse anche da leggende cinesi.

I fuochi d’artificio, i famosi botti invece, sono noti nel passato e servono per allontanare gli spiriti maligni e per esprimere il senso di gioia. Anche buttare i vecchi oggetti, diventa un rituale per liberarsi delle negatività e avere un inizio migliore. In Spagna si mangiano dodici chicchi d’uva per favorire tutti i mesi. Invece in Danimarca è tradizione buttare i piatti e in Giappone vengono suonate  le campane per ben 108 volte. A Londra si festeggia  sotto il Big Ben, e a Sydney sulla spiaggia o sull’Harbour Bridge.

Anche l’astrologia, che risale a molti millenni in Mesopotamia, fa parte della tradizione con il solito oroscopo annuale dei segni zodiacali,  tra ipotesi e divinazione.

La Notte di San Silvestro, definita tale per l’anniversario del Santo,  si attende con un opulento Veglione,  di “cibi tondi” simboli di fortuna, tra balli, musica, botti, amici, in locali o in piazza con monetine tra le mani per catturare nuove fortune. Il conto alla rovescia si avvia dieci minuti prima della mezzanotte, con una bottiglia di Spumante pronta a esplodere e a inaugurare tra auguri e baci l’anno vestito di nuovo. Sperando in probabili fortune, tanta salute, e grandi amori con  mesi spumeggianti e sorprendenti, spezzando le solite difficoltà e la  ripetizione del tempo spesso diverso, ma sempre uguale. Almeno con il pensiero, scongiurando  il fato, le avversità,  per prepararsi “al peggio al meglio”  con le parole di Sissy Spacek: “Non so cosa mi riserva il futuro, ma sono pronta per qualsiasi evenienza”.

Ognuno si augura mentre il cielo ulula e trionfa, di essere come una bottiglia di spumante, che oltre alle bollicine riesce finalmente a emergere e a  far saltare il tappo.

TAG: capodanno, festa, fuochi d'artificio, spumante
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