La Francia rifà il trucco al franco CFA

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Il franco CFA si rifà il trucco e nasce l’euro africano, che si chiamerà Eco: lo adotteranno gli otto paesi dell’Africa che fanno parte dell’ UEMOA (‘Union Economique et Monétaire Ouest Africaine) ovvero il Benin, il Burkina Faso, la Costa d’Avorio, la Guinea-Bissau, il Mali, il Niger, il Senegal e il Togo.

« Una riforma storica” secondo il Presidente francese Emmanuel Macron in  visita in Costa d’Avorio dal suo omologo locale,  Alassane Ouattara. “Abbiamo deciso di riformare il franco CFA con tre novità importanti: il cambio del nome, l’abbandono dell’obbligo di centralizzazione del 50% delle riserve presso il Tesoro francese e il ritiro della Francia dalle istanze di governance nelle quali era presente”.

Il franco CFA è la moneta stampata in Francia e adottata da 15 Paesi dell’Africa subsahariana. Tutte ex colonie francesi, tranne la Guinea-Bissau, ex colonia portoghese, e la Guinea Equatoriale, ex colonia spagnola. Il CFA indica due valute: oltre all’Uemoa negli otto Paesi dell’Africa occidentale che hanno aderito all’Eco, anche il Cemac, che copre la zona dell’Africa centrale (Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana e Repubblica del Congo). I Paesi sono 15 con le Isole Comore, indipendente dal 1975 dalla Francia. Nella ‘zona CFA’ vivono quasi 200 milioni di persone.

Istituito il 26 dicembre 1945 alla firma degli accordi di Bretton Woods come franco delle colonie francesi d’Africa (Fcfa), nel 1958 è diventato CFA (franco della comunità francese d’Africa, oggi Comunità finanziaria africana).Particolarmente importante, tra le novità della riforma, l’abbandono dell’obbligo di deposito della metà delle riserve presso la Banca centrale francese, percepito come una dipendenza umiliante nei confronti della Francia.

Resterà invece invariata, rispetto al CFA, la parità del futuro Eco nei confronti dell’Euro: 1 euro = 655,96 francs CFA/Eco.