Amanti del tennis tecnico e muscolare e neofiti della racchetta e della pallina gialla è giunto il tempo di gioire tutti insieme: l’italico panorama della disciplina caratterizzata da ace pazzeschi e dritti e rovesci eseguiti alla velocità della luce può fieramente annoverare tra le sue fila un nuovo campione che di cognome fa Berrettini. Questo 23enne nato a Roma nel 1996, numero 8 della classifica ATP e numero 1 tra gli italiani praticanti questa specialità (classifica del novembre 2019), è pronto a continuare a stupire già a partire dai primi mesi del 2020 quando si misurerà nell’ATP Cup di Perth e agli Australian Open. Per chi non conoscesse l’atleta e desiderasse sapere qualcosa in più sul suo conto, ecco a voi alcune informazioni davvero interessanti: Berrettini è il più giovane tennista italiano a riuscire nell’impresa di qualificarsi per le finali del Masters ed è l’unico ad aver trionfato in una gara di singolo maschile della stessa competizione. Non male, vero? Ma chi è Matteo Berrettini? Che tipo di tennista è? Quali sono i suoi inizi e dove può davvero arrivare? Di seguito ci proponiamo di offrirvi un suo ritratto che risulti essere il più esauriente possibile.

Matteo Berrettini of Italy advanced to his first Grand Slam semifinal after nearly four exhausting hours against Gael Monfils of France with a score of3-6, 6-3, 6-2, 3-6, 7-6 on day ten of the 2019 US Open at the USTA Billie Jean King National Tennis Center on September 04, 2019 in the Queens borough of New York City. (Elena Leoni / IPA/Fotogramma, New York – 2019-09-04)
Per conoscere meglio lo sportivo Berrettini non basta ovviamente snocciolare alcune sue vittorie personali, quanto piuttosto raccontarne l’ascesa partendo dai primi momenti in cui impugnò, con successo, la racchetta. Il giovane Matteo, allenato da Raoul Pietrangeli, era già considerato allora una promessa del tennis e non ci fu bisogno di attendere a lungo per capire come tale affermazione corrispondesse effettivamente al vero. Sin dal 2015 infatti, anno in cui partecipò al Future Turkey F11 di Antalya battendo Miki Jankovic, cominciò a far intravedere colpi davvero pregevoli per poi, nel 2016, imporsi nei confronti di Tommy Robredo, non certo uno sconosciuto qualunque ma un ex top 5 ATP. Purtroppo durante quella competizione perse in finale in tre set contro Luca Vanni, ma da lì a poco i successi non mancarono: indimenticabili i trionfi nel trofeo Challenger a San Benedetto e nel Switzerland F1 di Oberentfelden. Il grande pubblico ha scoperto però questo talento solo a partire dal 2018 durante la prima partecipazione alla Coppa Davis, manifestazione durante la quale vinse, esattamente il giorno 2 gennaio, il suo primo incontro.
Dopo aver ripassato insieme alcuni momenti salienti della seppur breve ma promettente carriera di Berrettini, è ora necessario capire che tipo di tennista egli sia. Quest’atleta, nonostante la giovane età, non ha timori reverenziali verso alcun avversario e sta imparando a dare il meglio di sé su tutte le tipologie di rettangolo di gioco, dalla terra rossa alla verde. Sebbene Matteo sia alto un metro e novanta circa e risulti essere piuttosto robusto – tali tratti sono da considerarsi sicuramente eccezionali per un tennista – dispone di un servizio potente e di un gioco di volo buono ma ancora da affinare. Una peculiarità che farà sicuramente di lui un vincente è senza dubbio la solidità mentale che gli permette di non perdere la calma: finire in preda al cosiddetto braccino non è certo una sua caratteristica.
Il processo di maturazione di Matteo, che gioca a tennis con rara passione, grande volontà e tanta dedizione, è appena iniziato: grazie alle recenti sconfitte, soprattutto quella a Miami contro il polacco Hurkacz, egli sta crescendo come professionista e tutto ciò lo porterà a dire la sua nel 2020 a Perth. Presso questa città dell’Australia Occidentale si terrà infatti la nuova ATP Cup, manifestazione che lo vedrà protagonista insieme a Fabio Fognini nel difendere i colori azzurri. Le aspettative degli appassionati sono tante, inutile negarlo, poiché questa manifestazione potrà dirci davvero tanto sul futuro di Berrettini. Non ci resta dunque che attendere l’esordio dell’Italia contro la solidissima Russia di Daniil Medvedev, numero 5 del mondo, e sperare per il meglio.
Il tennis è una disciplina sportiva che piace moltissimo al grande pubblico, grazie soprattutto alla bravura e alla fisicità di chi la pratica. Berrettini incarna appunto il prototipo dell’atleta totale poiché sa unire classe cristallina ad una capacità unica nel saper stare in campo. La sua continua maturazione gli permette di poter competere per la vittoria finale contro qualsiasi avversario e tutto ciò appassiona e non poco noi amanti della racchetta. D’altronde più campioni italiani si affacciano al tennis che conta, più la passione azzurra aumenta – questo vale anche per il calcio ed altri sport. Fognini ed ora Berrettini sono due sportivi che stanno facendo parlare nuovamente dell’Italia del tennis come non accadeva da qualche anno. Non è ancora l’era dei mostri sacri alla Adriano Panatta, ma la scintilla sta per scattare di nuovo.
Gli immensi Federer, Nadal e Djokovic non sono più ragazzini, avendo già superato i trent’anni di età, ed ora si pone il problema il seguente problema:” Chi li potrà degnamente sostituire in un prossimo futuro?”. Uno degli eredi designati potrebbe essere il sopracitato Medvedev e secondo noi anche lo stesso Berrettini. Se quest’ultimo continuerà a giocare a tennis con quella passione e volontà fin qui dimostrate, siamo certi che ce la farà davvero.