Il premio “MONNA LISA” all’artista Roberto Mendicino

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Mercoledì 18 dicembre 2019 presso il Teatro Apollo di Lecce, l’Artista cosentino Roberto Mendicino riceverà dall’Accademia “Italia in Arte nel Mondo” l’ambito premio intitolato “Monna Lisa – La Gioconda” in occasione del 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci.

La commissione, dopo aver valutato 5000 candidati provenienti da tutto il mondo, assegnerà l’alto “Riconoscimento” in unione al Premio Internazionale per i Diritti Umani, intitolato a Lev Tolstoj. Il Senato Accademico Onorario inoltre, conferirà al pittore il titolo onorifico di “Art and human rights supporter” con la seguente motivazione: “L’attualità del messaggio intellettuale contenuto nell’opera d’arte dell’Insignito, al di là del linguaggio artistico messo in atto, che di per sé è già forma d’Arte, si distingue per la Sua grande ed umana spiritualità, che emerge dal suo impianto compositivo. Per quanto sopra, il Comitato d’Onore ritiene che sia estremamente importante coltivare l’identità culturale manifestata dal Maestro Roberto Mendicino, quale fulgido esempio di impegno intellettuale, che consente di giungere a quel fine desiderio di inventiva, messo in rilievo dalla Storia dell’Arte, ovvero il bene più prezioso che esista per un esteta: la genialità feconda”.

L’Artista ha scelto come dipinto da videoesporre durante l’evento, “Vergine Sposa col Bambino” vincitrice già del 1° posto al Borgia Film Festival 2016 e al Festival Art Spoleto 2018, opera a cui l’autore è particolarmente legato e la cui iconografia risulta finora inesistente in Italia e in Europa: raffigurando la maternità della Madre di Gesù, il dipinto mette in rilievo la sponsalità divina di Maria: Ella è vergine-madre-sposa, in lei l’arcaico desiderio dell’incontro dell’umano con il divino diviene realtà laddove l’umanità incontra intimamente la divinità; la Vergine Maria è Madre di Dio e nel contempo è “sponsa Dei”, sposa di Dio. Dando alla Vergine il volto della propria madre terrena, che non c’è più, il pittore cerca di riscattare la precaria umanità, servendosi di Colei che della Vita è divenuta eternamente madre.